metrò

Creato Mercoledì, 18 Luglio 2007 16:39
Alto Adige 18 LUGLIO 2007
 
La proposta è un «anello» che arrivi fino a Egna e passi poi per Ora, Bronzolo e Laives. Peterlini: sarebbe la soluzione
 
«Metrò di superficie in tutta la Bassa»
 
La Svp rilancia: non basta la linea per Caldaro, deve essere circolare
 
 EGNA. Il tram di superficie dall’Oltradige a Bolzano e ritorno va bene, ma non basta: quello che serve è un metrò che arrivi sì a Caldaro «ma poi prosegua per Termeno e, attraversando la valle, raggiunga Egna, Ora, Bronzolo e Laives». Insomma un collegamento circolare, una «linea ad anello», per risolvere i problemi dei 25 mila pendolari che ogni giorno devono raggiungere il capoluogo. Ecco la proposta della Svp Bassa Atesina, avanzata da Oskar Peterlini.
 Sul metrò di superficie tra Bolzano e l’Oltradige sono più o meno tutti d’accordo - o per lo meno lo sono i Comuni coinvolti dal tragitto. La Provincia, con Luis Durnwalder e Thomas Widmann, si è detta favorevole ma in controluce è sempre apparsa fredda: troppi costi, sostiene palazzo Widmann, per un’opera dalle troppe incognite. Ma ora la Svp della Bassa Atesina - che lunedì ha discusso proprio di trasporti - non si limita a ribadire il sì al progetto. Rilancia. Alza la posta. Quello che serve, dice l’Obmann e senatore Oskar Peterlini, è una linea circolare per tutta la Bassa.
 «Una metro di superficie che colleghi Bolzano all’Oltradige e alla Bassa Atesina - afferma Peterlini - potrà risolvere i problemi dei circa 25mila pendolari che, quotidianamente, raggiungono il capoluogo. Condividiamo e sosteniamo il progetto dell’assessore provinciale Thomas Widmann di intensificare, al ritmo di uno ogni mezz’ora, i treni che percorrono la tratta Verona-Bolzano. Ma se questa rappresenta una soluzione nel breve periodo, è necessario a lungo termine prevedere la realizzazione di una metro di superficie per dare una risposta definitiva ai problemi dei pendolari».
 Secondo il parlamentare «è positiva l’idea di una metro che colleghi Bolzano con Caldaro, passando per Appiano, ma quest’opera dovrebbe però proseguire verso Termeno e poi, attraversando la valle, passare da Egna e da qui, via Ora, Bronzolo e Laives, tornare a Bolzano. Si andrebbe così a creare un collegamento circolare che attraverserebbe i paesi dell’Oltradige e Bassa Atesina, fornendo ai pendolari una valida alternativa all’auto privata».
 Secondo i calcoli della Volkspartei, infatti, dei 25 mila pendolari quotidiani verso Bolzano «ben 20mila, pari al 77%, usa la macchina. A nostra avviso - conclude l’Obmann Peterlini - questo utilizzo di mezzi propri è determinato anche dal fatto che le stazioni dell’attuale ferrovia sono distanti dai centri abitati. Aspetto che verrebbe risolto da una metro di superficie pensata con stazioni più vicino agli stessi paesi».