dieci anni di me-bo

Creato Domenica, 05 Agosto 2007 15:00
Sulla Tageszeitung del 3 agosto, c'è un articolo con la notizia che "la Me-Bo festeggia il suo decimo compleanno".
Il giornale dice che ormai al giorno d'oggi nessuno può più immaginarsi di farne a meno. Esattamente come affermò il Presidente della Giunta poco tempo fa, intervenendo sulla questione aeroporto.
Naturalmente l'articolo riporta il ricordo di quella che fu la (dura) lotta di opposizione alla costruzione della Me-Bo a 4 corsie sull'argine da parte dei "soliti" ambientalisti contro-tutto. E' riportata "correct" anche la voce di Cristina Kury che rammenta come gli oppositori non fossero anti-mebo tout court, ma volessero in realtà un progetto diverso, a due corsie e sotto l'argine del fiume (in modo da prevenire eventuali rovesciamenti di sostanze nocive nell'acqua dell'Adige in caso di incidente).
Dall'insieme dell'articolo comunque risulta che la lotta per una mebo più piccola fu in sostanza una lotta anti-mebo, per niente lungimirante e ispirata solo dalla paura del nuovo e del progresso, e in definitiva adesso si vede, a cose fatte, chi aveva ragione e chi no. Vorrei aggiungere che di solito la storia la scrivono i vincitori e nel fare la storia volentieri si dimenticano alcune persone o alcuni fatti che non collimano esattamente con la versione delle cose che deve appunto...dare ragione ai vincitori. Dal momento che sono un membro del gruppo dei perdenti - diciamo che ero...ehmmm...una ragazzina un po' idealista all'epoca - mi vorrei prendere la magra consolazione di ricordare che a quel tempo già si parlava di riscaldamento globale, di necessità di dare incremento ai trasporti pubblici e non al traffico privato individuale, di metropolitana di superficie ad alta frequenza di partenze e corse anche notturne, di problema costituito dal fatto che il sistema complessivo del trasporto su gomma viene rafforzato costruendo infrastrutture più capienti, e alcune altre cose, che sicuramente non hanno fatto cambiare idea ai decisori, non hanno reso vincenti i perdenti, ma non per questo sono da dimenticare.
Quando eravamo impegnati nella lotta per "meno mebo", non ci siamo stancati di spiegare che erano le due corsie che volevamo, che pensavamo alla necessità di prevedere pensando globalmente un futuro meno inquinato,  meno automobilistico e meno basato sul petrolio, di provare a dare una chance a un sistema dei trasporti diverso, che lasciasse più libertà alla gente di scegliere fra il trasporto pubblico e quello privato, magari rendendo un pochino più attraente quello pubblico....
Lottare per "meno mebo" voleva dire sapere già allora che comunque nell'insieme il traffico auto sarebbe enormemente aumentato, gli incidenti nell'insieme sarebbero aumentati, il terreno sigillato dall'asfalto nell'insieme sarebbe aumentato, il riscaldamento globale sarebbe stato favorito.
Adesso c'è chi dice, riferendosi alla bella superstrada: "Mai più senza". Vorrei ricordare, però - e questo non farà piacere, ma va detto -  che queste cose le può dire solo chi è ancora qui. E chi può ancora dire qualcosa, parlare. Al giorno d'oggi per esempio la scienza ha ammesso che gli scarichi del traffico possono essere causa diretta di infarto cardiaco.  Nessuna delle persone "colpite e/o affondate" dalle conseguenze dirette e indirette dell'imposizione di un sistema del traffico come questo potrà andare dai giornalisti e smentire il loro giubilo.
Nessuna delle vittime dell'aumentato numero di incidenti andrà a dire "era meglio se ampliavano il trasporto pubblico".
Nessuno di coloro che hanno perso la salute o la vita propria o di un familiare andrà a testimoniare "avrei preferito farne a meno". Forse gran parte di loro nemmeno lo avranno saputo, nemmeno ne saranno stati consapevoli. Avranno pensato che ammalarsi è un destino inevitabile, un fato. E poi certe malattie non portano la "firma". Però coloro che sanno, coloro che lo sanno che cosa comporta l'aumento del traffico su gomma, quelli avrebbero il dovere di parlare, e di alzare la voce, e di dire come stanno le cose. Visto che sono ancora sani e salvi.

Anna Schgraffer
 Tageszeitung  Freitag, 03.08.2007 Nr. 155 

Zehn Jahre MeBo

 Die MeBo feiert ihr zehnjähriges Jubiläum. Die Befürworter feiern ein erfolgreiches Verkehrskonzept,  die ehemaligen Gegner beharren darauf, in einigen Punkten doch Recht gehabt zu haben: Der Verkehr hat  zugenommen, und der Vinschgau wird nach und nach zur Transitroute.         von Leonardo Giacomuzzi  

Zehn Jahre gibt es sie schon, die MeBo. Wer heute von Meran nach Bozen fährt,  kann sich das ohne die Schnellstraße nicht mehr vorstellen. Dank des Riesenprojektes konnten die Dörfer im Etschtal aufatmen, um nicht zu sagen , „aufblühen", wie es Landesrat Mussner zum Jubiläum bildhaft darstellt. Der vorausgesagte Verkehrskollaps sei abgewendet worden, und die Dörfer vom Durchzugsverkehr befreit. Es scheint, als hätten alle gewonnen mit der MeBo. Diejenigen, die damals erbittert gegen das Projekt gekämpft haben, sollten ihr Haupt in Scham senken, lautet die unterschwellige Botschaft. Luis Vonmetz ist so ein  Kandidat. Der damalige Vorsitzende des Alpenvereins zeigt allerdings kein bißchen Reue , und will präzisieren : „ Gegner der MeBo ? Wie der Durnwalder, als er noch beim Bauernbund war. Man wußte, dass es eine Entlastungsstrasse für die Staatstrasse braucht , aber wir wollten nur eine zweispurige, weil wir gesagt haben, dass wenn eine vierspurige Strasse gebaut wird, dann zieht diese auch mehr Verkehr an und das Vinschgau wäre als Durchzugsstraße nicht mehr zu halten." Andererseits erkennt Vonmetz auch die positiven Auswirkungen der Schnellstraße an, und er wäre sich nicht mehr so sicher, ob er sich heute wieder so radikal querstellen würde: „ Natürlich ist die Staatsstraße entlastet worden und die Dörfer sind den Durchzugsverkehr los. Wenn man bedenkt, wie der Verkehr damals auf der Strasse gestanden ist... Ich kann die Abgase nicht vergleichen aber wahrscheinlich würde ich heute sagen: ,Jo jo, in Gotts' Nomen !"  Doch seine damalige Position sieht er dennoch als fundiert: „ Die MeBo hat Verkehr angezogen, soviel steht  fest. Wir könnten mit einer zweispurigen MeBo  ganz gut leben und wir hätten damit sicher weniger Verkehr. Strassen ziehen Verkehr an, das sehen wir bei der Vinschgerstrasse, die jetzt stückweise ausgebaut wird. Die Vinschger werden in Zukunft viel mehr Verkehr haben. Sobald die Töll ausgebaut ist werden viele nicht mehr über den Brenner nach Landegg und Bregenz fahren." Dass auch er die MeBo benützt, daraus macht Vonmetz aber keinen Hehl: „ Jo wou soll I sunscht fohrn?!" Zu den Kämpfern von damals gehörte auch die Grüne Cristina Kury. Auch sie will sich nicht als kategorische Gegnerin abtun lassen: ,Die Grünen haben damals nicht die MeBo an sich bekämpft. Wir waren sehr wohl für eine Umfahrung der Dörfer und der Reschenstrasse in Bozen. „  Allerdings hätten sie sich eine zweispurige Strasse gewünscht , die den Verkehr nicht so massiv beschleunigt und so neuen Verkehr verursacht. Diese Befürchtungen hätten sich laut Kury nämlich  bestätigt: „ Die MeBo weist heute absolut die größte Verkehrssteigerung in Südtirol auf. Die Folge ist, dass der Druck, die Vinschger Straße weiterzubauen massiv zunimmt." Beweis für diese These: der Ausbau der Verbindung Forst-Töll,   wo kein einziges Haus umfahren werde, sei eine Folge davon. „ Diesen Tunnel kann man wirklich  nicht als Umfahrung rechtfertigen weil dort niemand wohnt. Damit wird schrittweise und auf Lange Sicht hinaus der Vinschgau für den Transit geöffnet. Die Verkehrssteigerung am Reschen, auch von LKWs, ist jetzt schon massiv." 'I'rotz Gegnerschaft benutzt auch Cristina Kury die Mebo  „ Ja. Ich möchte aber präzisieren: ich fahre seit fünfzehn Jahren täglich mit dem Zug. Ich benütze die MeBo nur dann, wenn ich keinen Zuganschluss nach Bozen habe."