Effetti collaterali

Creato Giovedì, 10 Maggio 2007 17:15
 no_bbt_12.5Stavo pensando a come introdurre la manifestazione di sabato 12.05 alle ore 14.00  a Bressanone in piazza Duomo e invitarvi a partecipare contro la costruzione della  Linea ad alta velocità e il Tunnel del Brennero che secondo molti sono le opere più inutili, più dannose e più costose dell' ultimo secolo.  Scorrendo su internet  sono venuto a sapere che in Italia esistono già tratti di TAV in costruzione e sono andato a vedere come sta andando.
Qui sotto trovate una fotografia del presente in Mugello(Toscana) che potrebbe rappresentare il futuro in val d’Isarco (Alto Adige). 
Claudio Vedovelli 

 

 

Tav in Mugello: un decennale grottesco 

Associazione Idra -10 luglio 2006

Oggi ricorrono dieci anni esatti dal giorno dell'inaugurazione del primo cantiere Tav della tratta Bologna-Firenze, al Carlone, nel comune di San Piero a Sieve.
Ma la linea per i treni ad Alta Velocità fra Firenze e Bologna sarebbe dovuta entrare in funzione nel 2003.

10 luglio 1996: dopo quasi un anno (!) dalla chiusura della conferenza di servizi viene inaugurato il primo cantiere per l'Alta Velocità ferroviaria fra Firenze e Bologna. A festeggiare l'evento, Vannino Chiti (presidente della Regione Toscana), Lorenzo Necci (amministratore delegato delle Ferrovie), Franco Carraro (presidente della Impregilo SpA), Claudio Burlando (ministro dei Trasporti).
10 luglio 2006: i lavori che Claudio Martini, attuale presidente della Regione Toscana, ha definito 'un modello operativo di efficienza e rispetto per ambiente e sicurezza ' risultano drammaticamente fermi al palo.
I "supertreni" avrebbero dovuto iniziare a correre sotto l'Appennino nel 2003, ma sono ancora fermi in stazione. Sessanta chilometri di tunnel a una sola canna in cui sarebbero destinati a incrociarsi convogli lanciati a trecento chilometri orari risultano tuttora privi della galleria parallela di soccorso. Persino una galleria già costruita fra Scarperia e Firenzuola, in Mugello, ha bisogno di soccorso: da oltre un anno il consorzio di grandi imprese realizzatore della "Grande Opera" ne sta demolendo e ricostruendo tratti progressivamente più lunghi, con consistenti disagi anche notturni per la popolazione residente.

L'intervento si è via via esteso da un tratto di 150 metri, a 600 metri, poi a 1400. L'ultimo rapporto Arpat ricevuto da Idra lo scorso 5 luglio evidenzia che "i tecnici Cavet non hanno escluso la possibilità, qualora se ne verificasse la necessità, che il tratto possa essere ulteriormente esteso"!
Intanto, almeno 115 milioni di metri cubi di acqua di montagna sono stati intercettati dalla falda, e oltre 10 mila miliardi di vecchie lire di denaro pubblico (rispetto ai 2.100 annunciati inizialmente in project financing) sono stati intercettati dalle casse dello Stato.
Eppure Vannino Chiti (oggi ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali) ha affermato qualche mese fa, in qualità di coordinatore per le relazioni politiche e istituzionali della segreteria nazionale Ds, che "per controllo sull'impatto ambientale i 78 chilometri del tracciato (di cui 73 in galleria) rappresentano un esempio considerato a livello mondiale", e ha definito "esemplare" la "collaborazione con le regioni Toscana ed Emilia Romagna, la Tav e il Cavet" (la Regione Toscana è parte civile nel megaprocesso penale in corso presso il Tribunale di Firenze che vede contestare al Cavet gravi reati ambientali e compromissione delle risorse idriche!).
Qualcuno pensa ancora di riproporre - in piena crisi dell'erario - questo modello Tav all'Italia intera?

 

  variante_tav_mugelloLa TAV in Mugello come quella in Val di Susa?

 Le indiscrezioni le ha pubblicate la cronaca regionale del quotidiano "La Nazione". Stando ai consulenti della procura fiorentina il danno ambientale ammonterebbe nella sua stima più elevata ad un miliardo e 174 milioni di euro (sarebbe più corretto dire che è compreso in una forbice tra 600 milioni e oltre un miliardo di euro). Comunque, tanti soldi. Esclusivamente riferiti alla tratta toscana della TAV, cioè del nuovo tratto ferroviario di Alta Velocità che da anni è in fase di costruzione nel Mugello. Una cifra che emerge a seguito del procedimento in corso a Firenze contro 59 persone, tra i quali alcuni dirigenti della Cavet, il consorzio di imprese a cui era stato affidato l'appalto per la tratta. Una cifra che è molto lontana dai 53 milioni di euro richiesti dal ministero dell'Ambiente come risarcimento per i danni causati dal cosiddetto impatto ambientale dell'opera in questione. L'indiscrezione ha dato nuova forza e credibilità al comitato che da anni si batte contro la TAV in Mugello, l'associazione Idra e che si è anche costituita parte civile nel processo in corso. Il comitato antiTAV del Mugello non è rimasta a guardare e ha scritto subito alle popolazioni della Val di Susa e della Val Sangone. Praticamente, mette in guardia i "cugini" piemontesi che si stanno battendo con tutte le forze contro l'attuazione della TAV nei propri territori. Sotto accusa la sostenibilità finanziaria e ambientale delle grandi opere, ma anche - dice Idra - "il pessimo esempio di amministrazione della cosa pubblica e dei beni comuni" che si può ricavare da questa vicenda. Infine, suggerisce all'opinione pubblica di vigilare affinché vengano definitivamente allontanati da ogni regione italiana rischi e minacce di "devastazione simile a quella che il paesaggio storico e il delicatissimo territorio del Mugello" sta sopportando. Insomma, qui l'effetto Nimby valica il contesto del proprio giardino e il processo sulla TAV in Mugello rischia di costituire un precedente scottante per le grandi opere tanto da rafforzare le popolazioni e i comitati contrari alla loro esecuzione.