Solo un contrattempo… speriamo!

Creato Lunedì, 28 Aprile 2008 09:29
“Un contrattempo” : così il quotidiano Alto Adige definisce l’interruzione della relazione che Claudio Campedelli stava tenendo alla Fiera di Bolzano, sul tema Alta  Velocità e Tunnel di Base del Brennero.

democrazia.jpg Un contrattempo che però nelle modalità e nei contenuti ci preoccupa e merita comunque un approfondimento.

Innanzitutto i modi, che poi spesso sono tutt’uno con i contenuti. Perché prima si invita qualcuno a parlare, gli si fa fare tutta la relazione al mattino e poi si scopre che non si può? Cosa è successo nel frattempo, quali telefoni sono squillati nell’ufficio del direttore della Fiera ? Di chi è stata l’iniziativa di bloccare la relazione ?

Dispiace soprattutto per Claudio, una persona che stimiamo per la sua preparazione e professionalità, dimostrata in ogni attività e per la sua passione in particolare sulle tematiche che ruotano intorno al  BBT.

Strappargli il microfono di mano e  schedarlo equivale a trattarlo come un mascalzone: questo è gravissimo e meriterebbe almeno una pagina di giornale di scuse.

Che male possono fare le parole?

Claudio non stava facendo altro che informare, spiegare, approfondire un argomento sulla quale esistono posizioni diverse, ma mentre l’una merita la visita, con tutti i costi, del Presidente della Repubblica, un giornale ufficiale, vari depliant patinati, un centro di informazione permanente e vari apparecchi tecnologici sparsi in molte stazioni ferroviarie, all’altra si cerca in tutti i modi di tarpare le ali.

Ogni manifestazione contro il tav/bbt diventa un "raduno pericolosissimo" che mobilità centinaia di agenti, costanti campagne di stampa terroristiche (sempre poi smentite dalla pacifica partecipazione dei cittadini), fino ad arrivare, proprio in questi giorni a vietare le manifestazioni per motivi di ordine pubblico, senza nemmeno specificare quali siano questi motivi.

Perché tutto ciò? E’ ancora possibile in questo Paese esprimere opinioni diverse e tra l’altro ottimamente documentate?

Crediamo che  associazioni, singoli cittadini e politica (quel poco che rimane) sensibili ai temi della democrazia e della libertà di opinione, dovrebbero esprimersi a riguardo.

Per ora solo piccoli segni di intolleranza,  ma ...

 Claudio Vedovelli
 

Alto Adige 28.04.2008

 

Alto Adige LUNEDÌ, 28 APRILE 2008

 

«No Bbt» in Fiera, la polizia stoppa tutto

 

Stavano tenendo una relazione: «Manifestazione non autorizzata»

 

 BOLZANO. Contrattempo ieri pomeriggio in Fiera, dove ieri si è svolta l’ultima giornata della “Tempo Libero”. È infatti dovuta intervenire la Digos per bloccare un’iniziativa dei «No Tav» che stavano cercando di spiegare i motivi per cui sono contrari al tunnel di base del Brennero. Non ci sono stati comunque disordini.
 Racconta Claudio Campedelli, membro del comitato bolzanino dei «No Tav»: «Ad invitarci è stato il presidente dei fioristi. Dovevamo parlare dell’impatto ambientale del tunnel di base del Brennero. Ho tenuto una relazione in mattinata, alle ore 11, in lingua tedesca. Prima ho spiegato le nostre ragioni, poi ho mostrato agli interessati il nostro film contro il tunnel di base. Tutto è filato liscio, senza problemi».
 I problemi sono venuti dopo. «Nel pomeriggio - continua il suo racconto Campedelli - avrei dovuto tenere la stessa relazione in italiano. Ho iniziato alle 15, come da programma. Ma appena è partito il film sono stato avvicinato dai responsabili della Fiera che mi hanno ordinato di spegnere tutto e di allontanarmi perché quella era una manifestazione non autorizzata. Poi è arrivata anche la polizia, gli agenti mi hanno identificato e mi è stato detto che nei miei confronti ci sarà una denuncia per manifestazione non autorizzata».
 A denunciare Campedelli non sarà però la Fiera, come conferma il vicedirettore Giorgio Gajer: «Noi abbiamo solo chiesto che si allontanasse. La Fiera non è certo il luogo in cui fare manifestazioni di questo tipo. Se i “No Tav” siano stati invitati oppure no, non lo so. L’unica cosa che posso dire è che noi come Fiera non avevamo autorizzato alcuna manifestazione di questo tipo. Quindi non c’era il diritto a farla».