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TAV

Fermiamo il tunnel del Brennero

serata_no_tav-bbt31.5.07_010Lunedì 11 giugno, nel padiglione del comune di Prati di Vizze (Bolzano), c'è stata una serata «informativa» durante la quale sono stati illustrati alcuni aspetti relativi alla realizzazione del Tunnel di base del Brennero (BBT - acronimo di BrennerBasisTunnel). Quest'opera Tav è inserita nel cosiddetto corridoio Ten Berlino - Palermo. Durnwalder ha finalmente incontrato la popolazione di Prati di Vizze e dell'Alta Valle Isarco. Un incontro con il presidente della giunta provinciale, uno dei più attivi sostenitori dell'opera, era quanto auspicato da mesi dal comitato civico Stop-BBT di Prati e Vipiteno1 che si batte contro la realizzazione del tunnel e che ha denunciato la mancanza d'informazione rispetto a quest'opera ciclopica. Il comitato, in rappresentanza della popolazione che ha massicciamente aderito alla sottoscrizione di un documento di denuncia/istanze, consegnato il 25 febbraio al sindaco di Val di Vizze, voleva però una «vera» serata informativa. Veniva richiesto un dibattito aperto, con pari opportunità di esposizione delle proprie tesi, sia ai tecnici e politici favorevoli alla realizzazione del tunnel che a quelli contrari. Lunedì sera sedevano invece sul palco i soli suddetti sostenitori dell'opera, ed al pubblico è stata data un'ora di tempo per effettuare interventi. Alle domande, che potevano avere una durata massima di tre minuti, doveva corrispondere una replica da parte dei relatori della durata di cinque minuti ciascuno, poi ridotti a tre in seguito alle proteste del pubblico. Queste premesse hanno contribuito ad aumentare il malumore nella sala gremita al limite della sua capienza. Le oltre 600 persone presenti in sala, per la maggior parte cittadini del Comune di Val di Vizze, Vipiteno e della Wipptal, ma c'erano anche una decina di rappresentanti di gruppi ambientalisti e no Tav di Trento e Bolzano, ed alcuni cittadini del Tirolo del nord, hanno subito fatto capire ai politici presenti, accolti all'esterno della sala con striscioni «Stop-BBT» e bandiere «Kein BBT-no Tav» (appese da mesi anche alla maggior parte delle case del paese), che anche la popolazione del Sudtirolo non è più disposta ad accettare passivamente né che le decisioni passino sopra le loro teste, né che le dichiarazioni dei propri rappresentanti deformino la realtà. Nonostante i fedelissimi «precettati» dalla SVP, fra cui molti consiglieri comunali dei comuni della Wipptal, abbiano svolto, anche se col passare del tempo con sempre minore convinzione, la loro funzione di claque, la maggior parte del pubblico, composto anche da molti iscritti, elettori ed alcuni coraggiosi eletti della stessa Svp, sottolineava con bordate di fischi, risa ed interruzioni le numerose inesattezze ed incongruenze degli interventi dei politici. I due potenti politici si sono trovati ad affrontare una situazione per loro inedita. Abituati a parlare con l'appoggio incondizionato degli astanti, hanno presto dimostrato grande nervosismo. La mancanza degli argomenti di Durnwalder si può riassumere col fatto che a qualunque domanda rispondeva con «qualcosa si dovrà pur fare!». Quest'ultimo è arrivato addirittura a dire che per la zona di Trento ci sarebbe già la progettazione definitiva, quando gli è stato fatto notare che non è stata ancora presentata quella preliminare. Durnwalder invece ha dichiarato (è evidentemente il suo letmotiv) che in Trentino tutti sono d'accordo con l'opera, mentre poco dopo un rappresentante del gruppo NoTav di Trento lo smentiva facendogli presente che i trentini non si sono espressi sul BBT, semplicemente perchè fino ad oggi sono stati tenuti all'oscuro di tutto. (La provincia di Trento ad oggi ha organizzato un solo incontro pubblico riguardo al tema BBT, un venerdì mattina lavorativo, solo dieci minuti riservati al dibattito). Ovazioni invece per gli interventi che invocavano una maggiore trasparenza e coinvolgimento della popolazione nelle decisioni, a maggior ragione se queste opere pubbliche sconvolgono la vita di molti cittadini ed implicano investimenti finanziari determinanti un pluridecennale indebitamento pubblico. Molte anche le domande sull'utilità dell'opera che, soprattutto se non preceduta da una nuova politica di gestione del traffico, risulterebbe assolutamente inutile. Perchè i trasportatori dovrebbero approfittare del tunnel (tipo e volume della merce permettendo) se il trasporto sulla strada è più economico, più flessibile e non contingentato (come invece l' unione Europea ha garantito alla Svizzera ultimati i due trafori in costruzione)? L'Europa, secondo quanto affermato dall'europarlamentare Ebner durante il suo contestato intervento, trarrebbe un grande benificio economico dall'opera. Se questa affermazione fosse vera, perchè il tunnel non viene fatto realizzare dai privati e dato loro in concessione? Oltre ad evitare che ai contribuenti vengano accollati debiti miliardari, successivamente alla realizzazione ci sarebbe l'ulteriore vantaggio di un'oculata gestione dell'opera. Al termine della serata, i due dirigenti di BBT si sono detti disposti ad una discussione tecnica più aperta, mentre il Presidente Durnwalder non sembra disposto a confrontarsi con esponenti politici aventi opinioni contrarie alla sua. Chiediamo ancora una volta, un confronto aperto, diretto, pubblico, affinchè si giunga ad un bilancio preciso sotto tutti gli aspetti (economico, ecologico, energetico) dell'eventuale realizzazione di quest'opera. Questa volta ci rivolgiamo ai giornali nella speranza che possano dare un contributo alla richiesta di maggiore democrazia e trasparenza che la popolazione sudtirolese-altoatesina chiede ai propri politici.
Renato Bussola, comitato Stop-BBT

Dal diario di alcune Realtà regionali NO TAV

 

Brennerbasistunnel e SVP contestati in Val di Vizze

TRENTO-BOLZANO

Lunedì 11 giugno, nella sala comunale di Prati di Vizze, il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha incontrato, assieme ai responsabili della BBT e di RFI, la popolazione locale sul tema del tunnel di base del Brennero - Brennerbasistunnel, ma la questione si è ben presto allargata anche al programma di quadruplicamento delle tratte di accesso Sud. Alla serata hanno partecipato almeno cinquecento persone.

Era parere piuttosto comune, a fine incontro, che quella fosse stata l'assemblea più difficile mai affrontata dal Presidente. Un colpo d'occhio alla sala bastava: decine di persone con la maglietta "STOP-BBT!", bandiere KEIN BBT/ NO TAV, striscioni contro il tunnel. Ad eccezione di due interventi – da parte del sindaco di Prati e di un impresario di una ditta che sta lavorando ai cantieri in vista del cunicolo esplorativo –, dalla sala sono arrivate solo critiche. Ad applaudire Durnwalder e relatori c'erano soltanto i fidatissimi della SVP. Numerosi i fischi, le risa, le interruzioni; una situazione ben poco usuale per chi è abituato all'obbedienza e al silenzio.

Incalzati dalle domande del pubblico, Facchin (BBT) e Ciaravolo (RFI) non sapevano più cosa rispondere. Quest'ultimo è arrivato a dire che per la circonvallazione di Trento ci sarebbe già la progettazione definitiva, quando non è stata ancora presentata quella preliminare. Facchin, nel rispondere a chi gli contestava il numero di viaggi dei camion necessari per i lavori in Val di Vizze, ha riposto, per rassicurare, che il materiale di risulta della finestra di Prati (500.000 metri cubi) verrebbe messo tutto a discarica in quelle zone (immaginate un volume pari a metà città di Trento da mettere a discarica in una piccola valle alpina!).

Ma al di là dei singoli aspetti, gli interventi contestavano l'utilità dell'opera, svelavano le bugie sulla sua presunta necessità per trasferire il traffico dalla strada alla ferrovia. Le parole di Gurgisser, portavoce della Transitforum (l'associazione austriaca che da anni si batte per il contingentamento dei TIR), sono state in tal senso assai significative, soprattutto quando ha proposto, per quest'autunno, una manifestazione congiunta al Brennero contro il traffico dei camion e contro il tunnel di base.

Di fronte alle critiche di tanti abitanti (quattro "ambientalisti"?) Durnwalder non poteva certo giocare ancora la carta della protesta "importata da fuori".

I promotori della più grande opera mai progettata per il Trentino-Alto Adige stanno facendo ogni acrobazia per dire che non si tratta di TAV, benché per ottenere i finanziamenti europei siano costretti ad ammettere che il tunnel di base fa parte del corridoio ad Alta Velocità Berlino-Palermo.

Uno dei momenti in cui l'opposizione al BBT e al TAV unirà le due province sarà la camminata di domenica 17 giugno sopra Aica. Varie persone presenti alla serata a Prati di Vizze ci hanno detto che verranno. È solo l'inizio...

Ambiente e Salute

Comitato NO TAV / KEIN BBT

Nimby trentino

Spazio aperto NO Inceneritore NO TAV

 

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Cronaca di un insuccesso

Corriere dell’Alto Adige, 13 giugno 2007

Tunnel, Durnwalder fischiato a Prati

Val di Vizze, contestazione degli abitanti. Facchin (Bbt): fa parte del gioco BOLZANO - La protesta contro il tunnel nei confronti della giunta provinciale e dei vertici di Bbt si infiamma a Prati di Vizze. L'occasione è la serata informativa, programmata da tempo, per illustrare almeno a grandi linee il progetto. E, invece, un incontro del tutto tranquillo si è trasformato in una contestazione vera e propria.Per la prima volta, infatti, gli abitanti della Val di Vizze hanno potuto far valere le proprie ragioni in contraddittorio con il vertice provinciale, al quale si era unito anche l'europarlamentare Svp, Michl Ebner e la dirigenza di Bbt. La sala della casa della cultura, nella quale normalmente si svolgono feste ed incontri di ogni tipo, è gremita all'inverosimile. Circa mille persone. I residenti di Val di Vizze sono circa mille e trecento e, togliendo i bambini e le persone anziane, c'erano quasi tutti. A dar loro manforte anche rappresentanti dei comitati di protesta giunti dal Trentino e dal Nord Tirolo. A far montare la protesta il tempo limitato a disposizione per le domande. «Come al solito i relatori sul podio possono anche non rispettare i tempi - sottolinea il presidente del comitato anti Bbt Willi Seppi, medico condotto della valle - mentre per gli interlocutori i tempi sono ridotti al lumicino». E la gente ne ha approfittato per contestare, far valere le proprie ragioni e le proprie paure.Le domande sono quelle di sempre a preoccupare i cittadini della valle Isarco è che il tunnel alla fine non risolverà i problemi. «I tempi sono lunghi e sino al 2020 il traffico pesante è destinato ad aumentare perché i camion aumentano - sottolinea Seppi, riscuotendo il consenso della platea - e le risposte in questo senso non sono mai arrivate».Ogni giorno, poi, a pochi chilometri di distanza i treni navetta che i Tir utilizzano per attraversare l'Austria mettono sulla strada il loro carico. In Italia, infatti, è più conveniente utilizzare l'autostrada che la ferrovia. «Chiediamo l'aumento del pedaggio per scoraggiare i camionisti a servirsi dell'autostrada - tuona Seppi -. In Austria il transito sull'autostrada costa 65 centesimi per chilometro contro i 15 dell'Italia. Poi nessuna garanzia ci è stata fornita sulla effettiva diminuzione del traffico pesante una volta che il tunnel sarà a regime». Altro nodo irrisolto e che interessa da vicino gli abitanti di Vizze è la realizzazione di una circonvallazione per impedire che il traffico dei mezzi del cantiere avvenga nel centro cittadino.Per ammorbidire la protesta a poco sono serviti i dati forniti dall'amministratore di parte austriaca di Bbt Konrad Bergmeister il quale ricorda che rispetto allo scorso anno il traffico lungo l'asse autostradale è aumentato del dieci per cento.Secondo Ezio Facchin, l'amministratore di parte italiana della società che sta portando avanti la realizzazione dell'opera, si è trattato di un incontro interlocutorio al quale ne dovranno seguire altri. «La contestazione fa parte del gioco democratico - ammette - Sinora a Ponte Gardena ed a Bressanone le cose erano andate lisce. A Vizze il pubblico era molto preparato e conosceva già le tesi. Da parte nostra è stata fornita ogni possibile assicurazione soprattutto per quel che concerne la sicurezza dei cantieri e sugli interventi adottati per arrecare il minor fastidio possibile alla popolazione. Stiamo, infatti, valutando anche la possibilità di un by-pass con una pista di cantiere a sud del paese». L'Europa vuole il tunnel sostiene Michl Ebner «e lo ha fatto in più di una occasione. Alternative al progetto non ne esistono - aggiunge - anche perché l'attuale situazione relativa al trasporto su gomma sta peggiorando. Ovviamente al tunnel si dovranno accompagnare anche dei lavori di potenziamento dell'attuale linea ferroviaria».Enrico Barone Il Landeshauptmann«Mi hanno teso un'imboscata» 

BOLZANO - La contestazione in Val di Vizze non è piaciuta al Landeshauptmann che, tuttavia, minimizza l'incidente di percorso.

Presidente cosa è accaduto?

«Dopo Ponte Gardena e Bressanone la platea era organizzata. Sono arrivati anche dal vicino Trentino e dal Tirolo del Nord. In sala gli spettatori per metà erano locali mentre gli altri venivano da altre località. E proprio da questi è partito l'agguato. Tutto è cominciato dopo l'intervento di Seppi, molto applaudito. A parte qualche fischio e qualche urlo siamo, però, riusciti a portare avanti i nostri interventi così com'era previsto. Per usare una celebre frase di Leonardo da Vinci : il tunnel si muove».

Non lo ritiene un atteggiamento troppo ottimistico?

«Assolutamente. È una situazione che mi ricorda quanto avvenuto per la costruzione della Me-Bo. Anche allora le contestazioni erano state violente. Oggi non si sente più nulla e tutti sono contenti di usarla. Noi, quindi, andiamo avanti rispettando i nostri programmi.

Lo scavo per il cunicolo pilota è iniziato e contiamo di dare l'avvio ai lavori per il 2009 al più tardi 2010. In sala è stato chiesto perché i lavori non sono iniziati vent'anni prima. Mi chiedo se sono contrari oggi perché dovevano essere d'accordo allora».

I cittadini di Prati di Vizze chiedono garanzie sul futuro?

«Stiamo tranquilli avranno le garanzie. Abbiamo chiesto l'aumento dei pedaggi autostradali, mentre per quanto riguarda il blocco del traffico notturno e dei camion non sono misure che possono portare molto. Noi comunque andremo avanti anche con il nostro programma informativo. Entro il 2009 apriremo l'infopoint di Fortezza e proseguiremo con le riunioni facendo intervenire anche i tecnici».

Il finanziamento

I Verdi: traforo sparito dalle priorità 

BOLZANO — «Nell'elenco di grandi opere considerate prioritarie, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro non ha incluso il tunnel di base del Brennero ». A lanciare l'allarme sono i consiglieri provinciali Verdi che, prendendo spunto dalle indiscrezioni pubblicate da «Il sole 24 ore», invitano i politici provinciali a non vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato.
Nella lista delle infrastrutture prioritarie consegnata da Di Pietro a Prodi compaiono cinquanta opere, tra cui il potenziamento della tratta Verona Fortezza. Costo previsto: 2,5 miliardi di euro da qui al 2011. «Per noi ecologisti - scrivono i Verdi in una nota - è un successo perchè da anni chiediamo con insistenza di investire sulla ferrovia». Ma non è tutto. Nella lista delle priorità infatti non vi è alcun riferimento al tunnel di base del Brennero, ovvero la tratta Fortezza-Innsbruck. Finora si è sempre scritto che il tunnel, senza i necessari investimenti sulla tratta di accesso sud, sarebbe stata una cattedrale nel deserto. Ora, almeno a detta dei Verdi, sembra che le parti si siano invertite: il deserto verrebbe riempito di binari, la cattedrale invece rischia di non venire costruita. Il condizionale però è d'obbligo. Tanto Prodi quanto Di Pietro hanno sempre sostenuto che la galleria di base era indispensabile e che avrebbero stanziato le risorse necessarie. Tuttavia è anche vero che presto l'Italia dovrà scegliere se investire sul corridoio 5 (Torino-Lione) o sul corridoio 1 (Berlino-Palermo). Entro fine luglio il governo dovrà presentare la richiesta di finanziamento a Bruxelles e dunque dovrà decidere se mettere in cima alla lista la Tav in val di Susa oppure se puntare sul Brennero. Il consorzio pro Tav è guidato dal senatore a vita Sergio Pininfarina, dal cui voto dipende la sopravvivenza del governo. La lobby pro Brennero è invece capitanata dagli altrettanto indispensabili senatori della Stella Alpina. La domanda è chi la spunterà?

 

Alto Adige, 13 giugno 2007

 Progetto contestato. Fischiati i politici

Striscioni e slogan contro l’opera «Stop alla propaganda della Svp»

 VAL DI VIZZE. I membri del comitato «Stop Bbt» lo avevano preannunciato: la serata informativa sul tunnel del Brennero sarebbe stata movimentata. E così è stato. Cartelloni con scritte contro il tunnel riempivano la sala delle feste di Prati di Vizze, giovani e meno giovani indossavano magliette con il logo «Stop BBt» e, a sorpresa, fischi e grida hanno interrotto a più riprese gli interventi di Luis Durnwalder e di Michl Ebner. Insomma, la serata si è trasformata in un atto di protesta e si è conclusa senza che nessuna delle due parti in gioco andasse incontro all’altra.La cronaca dell’incontro. Quasi 600 persone, residenti in alta Val d’Isarco ma non solo, hanno accolto l’appello del comitato civico «Stop Bbt» ed hanno affollato la sala delle feste di Prati di Vizze per prendere parte all’incontro organizzato dall’Svp. Un incontro «fotocopia» delle serate di Ponte Gardena e di Bressanone, in cui i relatori della società Bbt, Konrad Bergmeister e Ezio Facchin, si sono impegnati ad illustrare il progetto con dati statistici, costi e tempi di realizzazione, e i due politici, Durnwalder e l’europarlamentare Ebner, hanno sottolineato in modo deciso come il tunnel del Brennero sia l’unica soluzione al problema del traffico pesante in aumento lungo le strade altoatesine. E se il programma delle tre serate era lo stesso, diversa è stata la reazione della gente, soprattutto ascoltando i discorsi dei politici. Gli interventi dei tecnici Bergmeister e Facchin, come quello di Walter Huber dell’assessorato provinciale all’ambiente, si sono susseguiti senza grossi scossoni. Qualche fischio, qualche grido, ma bene o male nessuna protesta eclatante. Il comitato anti-tunnel ha iniziato a scatenarsi quando la parola è passata ai politici. Luis Durnwalder ha sottolineato ancora una volta che il futuro dell’Alto Adige è legato alla realizzazione del tunnel; unico modo per risolvere il problema dell’aumento del traffico pesante. Parole espresse in modo deciso, come sempre, accolte dai presenti a suon di fischi e di grida. Stessa situazione durante il discorso di Michl Ebner. I due politici, comunque, non si sono lasciati intimidire ed hanno continuato a parlare, nonostante il frastuono. Il dibattito finale, come ci si poteva aspettare, è stato un lancio di accuse a Bbt e Provincia: «Non è mai stato preso in considerazione un progetto alternativo al tunnel, la Svp fa propaganda, i residenti non sono stati informati adeguatamente». La prima risposta di Durnwalder non ha meravigliato: «Il tunnel è l’unico progetto possibile e non ci sono alternative». La seconda, quasi un’ammissione di colpa, sì. «Forse è vero, l’informazione è stata carente». (t.c.) 
I timori della Bbt«Il traffico pesante in aumento»

Autostrada del Brennero: escalation nei primi 4 mesi del 2007

 VAL DI VIZZE. L’aumento del 10% del traffico sull’Autobrennero nell’ultimo anno, la progressiva saturazione e l’inadeguatezza della linea ferroviaria esistente e il parere positivo dell’Europa sulla nuova infrastruttura. Questo il quadro presentato durante l’incontro, che si è tenuto lunedì a Prati di Vizze e al quale ha partecipato anche il presidente Durnwalder.Un progetto indispensabile e all’avanguardia. Così è stata presentata lunedì a Prati in Val di Vizze la nuova linea ferroviaria del Brennero. All’incontro, nel quale sono state avanzate anche le soluzioni per il paese di Prati, erano presenti il presidente della Provincia, Luis Durnwalder, l’europarlamentare, Michl Ebner ed i vertici della società Bbt.L’amministratore austriaco, Konrad Bergmeister, ha parlato dell’allarmante incremento del traffico negli ultimi anni sull’autostrada del Brennero. «Nel primo quadrimestre del 2007, - ha spiegato Bergmeister - a paragone con l’anno precedente, il traffico sull’Autobrennero ha subito un aumento del 10%».Ezio Facchin, amministratore della parte italiana del progetto, ha sottolineato, invece, l’importanza della realizzazione del cunicolo di prospezione geognostica prima della realizzazione delle gallerie principali e ha illustrato la possibilità di migliorare il progetto delle aree di cantiere in val di Vizze. Il Comune di Prati, infatti, si era opposto a un deposito di inerti nei pressi della centrale idroelettrica. «L’alternativa - ha precisato Facchin - prevede che il materiale di risulta possa essere depositato vicino alla finestra e che gli inerti verrebbero trasportati tramite dei nastri. Per l’approvvigionamento di cantiere invece sono necessari i mezzi pesanti. Il progetto originario prevedeva l’attraversamento dell’abitato. A seguito di vari interventi però - ha chiarito Facchin - si sta valutando l’ipotesi di un by-pass per una pista di cantiere a sud del paese, per il quale sarà necessario prendere accordi sia con il Comune di Vizze sia con il Comune di Campo di Trens».Dopo l’intervento dell’europarlamentare, Michl Ebner, che ha espresso il parere favorevole dell’Europa al progetto, ha preso la parola il presidente Durnwalder. «La traslazione del traffico da gomma a rotaia rappresenta la massima priorità - ha dichiarato -. La linea esistente infatti, a breve, raggiungerà la saturazione sia perché bisogna pensare ad offrire un servizio più efficiente ai pendolari, sia perché ci sarà un aumento del traffico merci». 
 Durnwalder: «Finirà come con la Mebo» 
VAL DI VIZZE. «Era ovvio che ci sarebbe stata una contestazione. Era la loro ultima risorsa, tanto è vero che c’erano persone giunte da tutta la provincia e anche dal Trentino. Però sia chiaro: su 600-700 partecipanti, una metà buona era lì per ascoltare, non per fischiare». Il giorno dopo la serata di Prati, Luis Durnwalder getta acqua sul fuoco. «Tutto previsto», dice.Però, presidente, non capita mica tutti i giorni che in una valle lei venga fischiato...Mica contestavano me (ride). Contestavano il progetto.Certo, però la protesta sembra assumere dimensioni inedite.Guardi, molti dei presenti erano interessati al progetto. Direi la metà dei partecipanti. E una cosa ormai dovrebbe essere chiara a tutti: il tunnel del Brennero è il futuro della nostra terra. Non ci faremo fermare da qualcuno che fischia. Siamo convintissimi che il Bbt farà il bene della popolazione, soprattutto in quelle valli.Quindi nessuna retromarcia?Assolutamente no. Finirà come per la Mebo. Anche allora c’era chi ci contestava. Noi sapevamo di essere nel giusto e siamo andati avanti. Chi ha avuto ragione? Chi - anche tra quelli che allora protestavano - oggi potrebbe farne a meno? Ripeto, il tunnel è fondamentale per garantire la vivibilità di un territorio che oggi è soffocato dal traffico. Dicono: ci vorrà troppo tempo per costruirlo. Ma se non iniziamo, non lo finiremo mai. (m.r.)  

Il popolo delle formiche

  Bolzano 1. giugno 2007

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“Non esiste una ragione valida per giustificare quest’opera, estremamente impattante dal punto di vista ambientale, sociale ed economico… nessun vantaggio per la popolazione locale”. Parole ripetute più volte dai diversi esperti che ieri sera nella sala del Comune di Bolzano hanno parlato alla serata informativa dal titolo: “Un tunnel senza fine: a chi e  a cosa servono  Galleria e Tav del Brennero”. Organizzata da diverse associazioni ambientaliste altoatesine e trentine, la prima delle due serate (la seconda si svolgerà a Trento il 7 giugno prossimo) è stata coordinata da Alessandra Zendron che nella sua introduzione ha sottolineato come i cittadini abbiano diritto ad essere informati e che il loro parere dovrebbe essere vincolante nei riguardi di grandi opere come il progetto dell’Alta Velocità. Zendron ha posto il problema sulla reale utilità di quest’opera, che comunque senza nuove normative europee, e attualmente non ce ne sono, non garantisce il passaggio del trasporto merci dalla gomma al treno. Il progetto dell’Alta Velocità andrebbe a ferire un ambiente molto delicato che è quello delle Alpi con alto rischio di danni irreversibili. Un ulteriore problema, ha continuato Zendron, è rappresentato dalla ragionevolezza economica e quindi dalla finanziabilità del progetto stesso, sui quali attualmente vi è una grande confusione. Il primo relatore a prendere la parola è stato Erasmo Venosi, consulente della Conferenza dei comuni veneti sull’Alta Velocità. Secondo Venosi il progetto TAV ha mancato la sua finalità principale che era quella di riformare il sistema di trasporto delle merci attraverso la creazione di un sistema di intermodalità fra i diversi sistemi; in particolare non esistono connessioni con altre modalità di trasporto (portuale, aereo ecc.) e inoltre il sistema AV non è operabile sulle attuali linee ferroviarie. Secondo Venosi il grande problema della mobilità riguarda i centri urbani e quindi gli investimenti andrebbero fatti per migliorare la circolazione nei centri urbani con metropolitane e interventi sulla viabilità cittadina. L’impatto del progetto TAV sull’ambiente crea diversi problemi: una grande occupazione di territorio, l’impermeabilizzazione dei terreni, problemi di vibrazioni, di elettromagnetismo e infine di tipo acustico. Per quanto riguarda i costi, Venosi ha sottolineato che in Italia sono decisamente superiori rispetto ad altri Paesi europei (Spagna, Francia) e che una possibile fonte di finanziamento delle grandi opere sarà il TFR, sulla cui destinazione i cittadini dovranno scegliere nei prossimi giorni.
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“ La democrazia delle ruspe”

 armata_mules_1Dopo la manifestazione di Bressanone bisogna incominciare a chiedersi come andare avanti. Anche perché mentre da una parte si discute e si manifesta, dall’altra si sono già allestiti cantieri e i lavori sono partiti. La prima richiesta dovrebbe quindi essere quella di bloccare tutti i lavori , chiudere i cantieri, iniziare un percorso democratico di informazione e di partecipazione. Informazione che deve riguardare soprattutto le popolazioni colpite dai lavori ma anche tutti i cittadini, perché questa mega opera inciderà sulla vita di tutti e soprattutto sarà pagata da tutti sia come tasse, che come riduzione degli investimenti in altri settori fondamentali della vita pubblica come istruzione, sanità e in campo sociale. Due punti di partenza da cui ripartire possono essere la dichiarazione di Vizze e la dichiarazione in 6 punti presentata ieri a Bressanone.

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Stopglyphosate

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio