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TAV

BREVE RESOCONTO DELLA MANIFESTAZIONE

 Sabato 10 marzo si è svolta, a Bolzano, una manifestazione contro il tunnel del Brennero (in tedesco BBT) e il TAV. Al colorato e festoso corteo hanno partecipato più di mille persone. Abbastanza buona, nonostante la pesante criminalizzazione mediatica che ha preceduto l’iniziativa, la presenza di altoatesini. A chi non conosce la provincia di Bolzano può sembrare poca cosa, ma è la prima manifestazione del genere che avviene da queste parti. Assieme ai NO TAV/ KEIN BBT del Trentino, di Bolzano e delle valli, una nutrita e cantante delegazione di valsusini, un’altra di NO Dal Molin, partecipanti al coordinamento NO Gasiera di Livorno, ai comitati NO TAV del Veneto e del Friuli, alla rete nazionale “rifiuti zero”, gli amici del Presidio di San Pietro, il gruppo di Radio Gamma 5 di Padova e tanti individui solidali venuti da varie parti d’Italia (persino qualche NO Ponte dalla Sicilia…). La città, malgrado il terrorismo mediatico, ha reagito piuttosto bene, avvicinandosi incuriosita e ascoltando i numerosi interventi che si sono susseguiti al microfono libero. Uno degli aspetti più belli è che non pochi dei bolzanini presenti (sia di madre lingua tedesca che italiana) si sono uniti durante il corteo. I più rumorosi, come al solito, i bambini, con pattini e fischietti. I più ottimisti – come spesso, ultimamente – i pensionati.Al termine della manifestazione – in cui sono comparse le prime bandiere NO TAV/ KEIN BBT mentre erano assenti, come chiesto dagli organizzatori, tutte le bandiere di partito – si è svolta un’assemblea pubblica in una sala cittadina. Qui, dopo una rapida presentazione del progetto del TAV Monaco-Verona a cura del gruppo bolzanino, hanno portato la propria esperienza partecipanti ai diversi comitati dal basso contro le nocività (e la guerra). È stato presentato anche il progetto del Patto di mutuo soccorso, suscitando un buon interesse. Quasi tutti gli interventi hanno ribadito l’importanza di un movimento autonomo dai partiti, senza governi amici né tentazioni elettorali. Giorni tristi, si annunciano, per il recupero istituzionale e l’abitudine alla delega.Insomma, la giornata del 10 marzo non è stata il coronamento di una forte lotta già in atto, bensì un momento di slancio per creare una mobilitazione più ampia e consapevole. Per tanti aspetti possiamo dire che la partita vera e propria comincia adesso. La manifestazione ha sfondato (a livello regionale) il muro di silenzio con cui amministratori e signori del cemento e del profitto hanno coperto il progetto per anni. Diverse associazioni finora silenti hanno preso una chiara posizione contro il tunnel del Brennero e il TAV di cui fa parte. Il materiale informativo comincia ampiamente a circolare.  Le reazioni dal lato dei promotori del TAV erano scontate: “Protesta importata da fuori; pochi gli altoatesini; questi signori potevano stare a casa, tanto l’opera si farà, eccetera”. Per altre forze politiche la manifestazione, essendo senza partiti, non era “unitaria”, era “prematura”, quando non addirittura nociva per la popolazione delle valli. Di fronte ad un’opera che coinvolge direttamente gli abitanti di tre Stati, due lingue e varie province (tre solo in Italia, senza parlare dell’intero corridoio 1 Berlino-Palermo), risulta difficile dire “è un problema delle nostre valli”. Tralasciando il fatto che per un’umanità libera e ostinata ogni montagna sventrata dovrebbe essere un’offesa, persino l’amico di Messina che ha parlato in piazza poteva rispondere al presidente Durnwalder che si trattava, in senso stretto, di “affari suoi”.  A chi ha accusato gli abitanti delle valli di farsi raggirare dai NO TAV, il comitato STOP-BBT di Prati di Vizze (l’unico comitato della Val d’Isarco, ma già questa settimana ne nascerà un altro) ha così risposto: “Alla manifestazione di sabato 10 marzo a Bolzano, nonostante le allarmistiche notizie precedenti l’evento non abbiano favorito un maggiore coinvolgimento locale, noi eravamo presenti. Il comune denominatore della nostra iniziativa civica, che raccoglie persone di entrambi i gruppi linguistici, ambientalisti, soci dell’AVS e del CAI, contadini, consiglieri comunali votati nella lista della SVP e persone che mai prima d’ora si erano occupate di politica, è il rifiuto del tunnel di base del Brennero. Per il raggiungimento del nostro fine uniremo la nostra forza con quella di Cittadini di diverse comunità, province, regioni e stati, che pacificamente vorranno lottare per questo scopo: STOP-BBT!”. L’obiettivo della manifestazione era quello di far capire che il progetto è ben più ampio del “solo” tunnel di base (55 km di galleria tra Innsbruck e Fortezza), di modo da ampliare l’opposizione e far capire al contempo agli abitanti dei primi paesini toccati dai lavori che non sono soli. Le iniziative in programma sono numerose.Un aspetto molto positivo è che l’associazione austriaca che da anni si batte per il contingentamento dei tir – la Transitforum – ha dichiarato il proprio apprezzamento per il corteo, ha ribadito che il tunnel non risolverebbe il problema del traffico e ha lanciato la proposta di una grande manifestazione al Brennero – dove ogni anno l’autostrada viene bloccata da qualche migliaio di persone – che unisca i NO TAV/ KEIN BBT e i NO TIR. Allora sì che per i signori dell’Alta Voracità comincerebbero i problemi. La prospettiva è quella di mettersi di traverso per impedire quest’opera inutile e devastante. E gli scavi per il cunicolo pilota si avvicinano. Nel ringraziare tutti quelli che hanno partecipato alla giornata del 10 marzo, possiamo solo dire che ce la metteremo tutta.  

 GRUPPO NO TAV/ KEIN BBT DI BOLZANO

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IMMAGINI della manifestazione NO-TAV/BBT

 corteo

Senza parole,chiunque potrà capire se erano violenti,se erano pochi,se erano solo stranieri (  non sudtirolesi ), lasciamo analisi politica e criticità  per i prossimi giorni, intanto godiamoci la protesta... 

partenza_corteo

fumata_propiziatoria

wohl_ist_die_welt so ...

giovani_manifestanti

...e meno_giovani

e_meno_giovani_bis

solidarietà_da_bussoleno

musica_in_corteo

ambiente_e_salute

umweltgruppe bz

kein_bohren, betonieren, täuschen

no_tav-kein_bbt

bbt_volksabstimmung

assemblea_

grazie ad andrea e adriano per le foto!

NO TAV/BBT - MANIFESTAZIONE

inizio_cantiereSABATO 10 MARZO ORE 14.00 PIAZZA MAZZINI, MANIFESTAZIONE REGIONALE – NAZIONALE CONTRO IL TAV/BBT, CON SUCCESSIVA ASSEMBLEA PUBBLICA ALLE ORE 17.30 PRESSO LA SALA DI RAPPRESENTANZA DEL COMUNE DI BOLZANO TAV-BBT: DISASTRO ANNUNCIATO CHE SCONVOLGERA’ LA NOSTRA TERRA . FERMIAMOLO!  

LEGGI  QUI A FIANCO IL PRIMO E INDIPENDENTE CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DI QUESTO “AFFARE DEL SECOLO”   DOSSIER  TAV

 

 Il TAV/BBT, così come l’inceneritore, è un opera dannosa per l’ambiente e per la salute dei cittadini, disarticolerà completamente le valli dove verranno eseguiti i lavori e, secondo numerosi esperti, non avrà alcun impatto sulla riduzione del traffico merci su gomma.  E’ giusto protestare contro questo megaprogetto, che sembra favorire solo le imprese costruttrici e gli investitori finanziari, ma che alla fine peserà anche economicamente in modo pesante sulle spalle dei cittadini, sia in forma diretta ( tasse ecc.) sia come riduzione degli investimenti in altri settori invece fondamentali per un Paese, quali  formazione, istruzione e il settore sociale e sanitario.

Siamo convinti che sia ora il momento di scendere in piazza, perché le ruspe nelle valli sono già arrivate, i cantieri sono già aperti e fra pochi mesi si inizierà a scavare il cunicolo di prova.

Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi contro un altro progetto che passa sopra la testa della popolazione, senza che la stessa venga nemmeno consultata. La manifestazione è organizzata anche da gruppi fuori provincia a dimostrare il carattere nazionale e addirittura trans-nazionale che ha di fatto questa opera. Importante sarà la presenza della popolazione delle valli direttamente colpite, cittadini che del resto proprio recentemente hanno mostrato la loro posizione con un documento di 900 firme. La manifestazione sarà un importante momento di sensibilizzazione e di informazione per tutta la popolazione.

STOP BBT! NASCE L' INIZIATIVA CIVICA DI PRATI DI VIZZE

DOCUMENTI E COMUNICATI STAMPA DELL' INIZIATIVA CIVICA "STOP BBT!" CHE HA PROMOSSO LA SOTTOSCTIZIONE DELLA "DICHIARAZIONE DI PRATI" E LA RACCOLTA DI 900 FIRME.

 

DICHIARAZIONE DI PRATI

CRONACA CONSEGNA DICHIARAZIONE E FIRME

COMUNICATO STAMPA

DOVE VANNO A FINIRE I SOLDI DEL TFR?

Una attenta lettura degli articoli della Legge Finanziaria relativi al Trattamento di Fine (TFR) fa scoprire cosa intenda fare il Governo di questi soldi.

 

Si sa che con la regola scandalosa del silenzio/assenso il TFR di quei lavoratori che non faranno nessuna scelta andrà a finire nei famigerati Fondi Pensione gestiti da banche, assicurazioni e società vicine a CGIL, CISL, UIL.

Questa eventualità è sicuramente la più scandalosa e pericolosa per i lavoratori perché i Fondi Pensione useranno questi soldi per "giocare in borsa" con il serio rischio di perdere il capitale investito e comunque, per bene che vada, non garantiscono il rendimento che ha attualmente il TFR.

 

Illuminante a tal proposito è il passo di un’intervista fatta dalla trasmissione Report ad un consulente finanziario in merito ai rendimenti dei Fondi:

GIORNALISTA:…Un ultimo dubbio. Ma se invece di tante promesse di guadagni facili in Borsa ci garantissero almeno quel misero e tanto bistrattato rendimento del Tfr?

Io le do i soldi e l’accordo è: mi dai lo 0,75% dell’inflazione più l’1,5. Lei ci sta?

STEFANO CARLINO, Fondiaria SAI: Non è... non è un contratto che io potrei e saprei gestire da un punto di vista finanziario. Quindi se le dicessi di si direi una bugia. Probabilmente in teoria è possibile realizzare la cosa che dice lei, ma diventa talmente oneroso costruirlo che il rendimento mi verrebbe interamente mangiato dal costo di costruzione.

MILENA GABANELLI, autrice Report: Siamo invitati ad investire nei fondi perché ci dicono che renderanno di più del tfr. E poi chi vende fondi dice che non può garantire lo stesso miserabile rendimento perché costerebbe troppo. A Milano direbbero: mutande di ghisa!…

 

Ma dove vanno a finire i soldi del TFR di quei lavoratori che, non volendo finire nei Fondi Pensione, faranno la scelta di lasciare tutto così com’è?

 

Si sapeva che tali soldi finivano in un fondo presso l’Inps e gestito dal Tesoro, ma ancora non era chiaro il meccanismo e, soprattutto, l’uso di questi soldi.

La Finanziaria ci da la risposta, ma nascosta nei commi e negli elenchi allegati….

Spulciando tra i 1348 (!!!) commi della Finanziaria troviamo la risposta:

il risparmio dei lavoratori (il TFR) non solo viene sottratto alla piena disponibilità degli stessi, ma andrà a finanziare ARMI ed IMPRESE!

 

I lavoratori sono contro la guerra, contro il TAV, contro il precariato e le politiche economiche di padroni e governi e non possono accettare che i propri soldi siano utilizzati per finanziare tutto questo.

Ma è proprio quello che vorrebbero fare. E qui si spiega anche la totale convergenza tra padroni, governo e CGIL, CISL, UIL.

 

I soldi del TFR accantonati nel fondo presso l'Inps verranno utilizzati per:

FONDO COMPETITIVITA’, FONDO FINANZA DI IMPRESA, FONDO SALVATAGGIO E RISTRUTTURAZIONE IMPRESE IN DIFFICOLTA’, IMPRESE PUBBLICHE, AUTOTRASPORTO, ALTA VELOCITA’ / ALTA CAPACITA’, CONTRATTO DI SERVIZIO FERROVIE SPA, RIFINANZIAMENTO RETE TRADIZIONALE F.S., ANAS NUOVI INVESTIMENTI, FONDO PER LE SPESE DI FUNZIONAMENTO DELLA DIFESA, RIFINANZIAMENTI SPESE DI INVESTIMENTO.

 
   Andrea - SlaiCobas Trento

 

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