Ambiente & Salute

Newsletter

Se vuoi ricevere la newsletter di Ambiente e Salute registrati qui
Email type
Please wait
nooilqi6.png

Cerca


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

TRAFFICO E MOBILITA'

Mercatino di Natale e vin santo, santa auto e santissimo denaro

parking1
Che L' Alto Adige sia una realtà dai due volti l'abbiamo affermato più volte. Soprattutto in questa provincia prevale sempre più la forma al contenuto. In sintesi siamo dei bravi impacchettatori, nastrini e lustrini non mancano mai, ma soprattutto il pacco è sempre ben fatto, spesso il migliore.

Ma quando andiamo ad  aprirlo questo pacco, soprattutto negli ultimi anni, non mancano le sorprese negative. L'impressione è che non tutto quello che luccica sia  oro, ma soprattutto, e questa è la parte più inquietante, la sensazione che molti fenomeni ( alcolismo giovanile disprezzo della natura) non siano spesso sufficientemente sottolineati e spesso sottovalutati, a volte addirittura quasi nascosti, come se l'immagine favolosa, di " thuniana" memoria, della nostra Provincia non permetta questi bruschi ritorni alla realtà quotidiana.

Intanto la dis-cultura dell'alcool, nonostante una miriade di bravi psicologi e operatori del settore, incancrenisce; il mito dell'auto, nonostante il Safety park ( a proposito che dice Widmann sull' abuso dell' alcool?) è sempre più forte, accompagnato da un disprezzo della propria terra-natura.

Certo la cultura degli adulti non mostra esempi virtuosi: per parcheggiare per andare al lavoro o a trovare i propri cari in Ospedale a Bolzano si paga una cifra (1.20 euro /ora) superiore a quella per recarsi al mercatino di Natale; ma ancor più per il Sabato lungo il Comune ( che gestisce e fa pagare il parcheggio dell' Ospedale tramite la propria municipalizzata  la SEAB), non fa pagare il parcheggio ai consumatori; e ancora di più sempre  il Comune spende 41.770 euro dei cittadini, per un servizio bus fra i parcheggi periferici e il mercatino , mentre migliaia di lavoratori della sanità chiedono, senza alcuna risposta, un sevizio pubblico adeguato per andare al lavoro.

Finire qui il commento sarebbe deprimente e per questo che alleghiamo anche l' editoriale di Ugo Morello, uno scritto dove si descrive una società nuova, una visione più sobria dell'esistenza e dell'essere umano.

Probabilmente l'unica via di uscita.

Claudio Vedovelli

Verba volant, scripta manent e i furbetti sono di tutti i colori

alt

Abbiamo i risultati del test ambientale 2008. Il duro lavoro per stanare i partiti dal loro torpore elettorale e far loro prendere delle posizioni chiare, leggibili e comprensibili dai cittadini, ha dato i suoi frutti.

Abbiamo, nero su bianco le posizioni di 10 partiti su 15.

Almeno su questi potremo ragionare e se qualcuno vorrà farsi l’idea su cosa scegliere domenica 26.10, anche se questo non era lo scopo principale dell’iniziativa, potrà consultare direttamente le risposte dei partiti.( cliccando sul nome accanto al simbolo)

Test ambientale, aeroporto e referendum

Siccome lo scopo era invece di verificare quanto alle parole seguano in politica fatti coerenti, vi allego anche alcuni articoli della stampa nei quali viene riportata un’iniziativa di parlamentari sudtirolesi, di destra e di sinistra, con a capo i rappresentanti SVP e di seguito PDL,AN e PD, al fine di far finanziare con i soldi della Provincia le compagnie aeree che garantiranno i collegamenti  Bolzano – Roma.

Una mossa “furba”, per quale fine?

Unicamente per garantirsi un comodo spostamento parlamento-casa oppure una mossa volta a bloccare la volontà dei cittadini che fra pochi mesi saranno chiamati a dire la loro su questi temi con il referendum?

Vi sottolineo solo la motivazione di tale richiesta nell’ interpellanza di Brugger : ...riconoscere il collegamento come onere di servizio pubblico e conseguentemente a convocare la conferenza di servizi».

Servizio pubblico per la Casta, pagato dai cittadini. Statevene a casa, oppure usate il treno se proprio dovete andare ad occupare le sedie in parlamento!

Da sottolineare inoltre che la proposta è stata fatta nel corso del dibattito su Alitalia e lo stesso Brugger ha affermato : “Die Regierung hatte in diesem Zusammenhang die Vertrauensfrage gestellt. Brugger bemängelte in seiner Erklärung das schlechte Krisenmanagement der Regierung. Es brauche einen ausländischen Partner, um die Fluglinie aus der Krise zu führen. „ . In pratica critica la gestione manageriale di Alitalia……………mentre la gestione manageriale dell’aeroporto di Bolzano funziona benissimo con i soldi dei cittadini!!!!

E’ ora di finirla.

Claudio Vedovelli

Federalismo militare : democrazia molto indiretta

  da_cittadini_a_sudditi.jpg E’ giusto che i cittadini non possano opporsi ad un progetto nella loro città solo perché qualche potenza militare ha deciso di “giocare” alla guerra e quel posto deve far parte della sua strategia militare?

Se poi questi progetti militari  paiono comportare gravi rischi per l’ambiente e per la salute dei cittadini, chi deve tutelare la città?

Lo Stato Italiano non ha alcun ruolo in tutto ciò se non essere completamente suddito delle superpotenze?

E cosa dovrebbero fare i cittadini di questa città: accettare le norme internazionali, oppure ribellarsi a queste sopraffazioni?

Tutto ciò accade oggi in una città del Veneto, città fino all’altro giorno in mano alla Lega che del federalismo e della territorialità ha fatto il suo cavallo di battaglia. Ma  su Vicenza Bossi tace e anche i suoi compagni. Come mai?

E se noi pensiamo che questi non siano fatti nostri, Mattarello, dove si vuole costruire una base militare, è nel vicino trentino e non è detto che un giorno a qualche capoccione del pentagono non possa venire in mente di creare una base militare per esempio sull’ Alpe di Siusi. E allora c’è la farà il nostro Presidente ha difendere l’ Autonomia del Sudtirolo?

 Claudio Vedovelli

Riceviamo da Vicenza un comunicato  stampa sulle vicende di questi giorni che pubblichiamo qui di seguito ,inoltre  vi consigliamo la lettura di  "Pio bove, va a ramengo!" tratto dal sito di Stefano Montanari.

 

"Base Usa di Vicenza può ripartire"; Consiglio di Stato dice sì al governo

Comunicato stampa 29 Luglio 2008 ore 17.30 : 

 

La decisione del Consiglio di Stato relativa ai lavori per la costruzione della nuova base Usa di Vicenza, ci sembra una decisione di “ossequio”, rispetto ai desideri di Berlusconi e del Ministro La Russa (decisione Politica), che i ricorrenti, non possono certo condividere, anche perché non dice nulla circa i gravissimi rischi ambientali denunciati dalla stessa valutazione di incidenza ambientale fatta realizzare dagli americani, e quindi non sospetta (interessi primari).

In tale valutazione – le motivazioni non sono formali ma sostanziali – si fa riferimento al rischio di inquinamento delle acque destinate ai comuni di Padova e di Vicenza, e ai gravissimi rischi ambientali per rilevanti zone di interesse comunitario come quella su cui ricade il fiume Bacchiglione.

L’ordinanza del Consiglio di Stato è pretestuosa in quanto non prende in considerazione i possibili danni ambientali irreversibili data l'assenza del progetto finale come confermato dall'avvocatura di stato.

In ogni caso tale decisione  potrà avere effetto soltanto per due mesi, visto che l’8 ottobre Il Tar Veneto dovrà decidere nel merito sugli oltre 20 motivi di ricorso presentati, e valutare concretamente i gravissimi rischi ambientali connessi ad un insediamento di oltre 2.500 nuove unità di militari che porterebbe all’utilizzo massiccio delle risorse idriche ed ambientali del territorio Vicentino.

 Coordinamento dei Comitati Cittadini

30/07/2008 fonte: Il Giornale di Vicenza
 
«Ritorna la monarchia»
 
LA MANIFESTAZIONE. In viale Ferrarin oltre duecento cittadini del Presidio marciano fino ai cancelli del Dal Molin
 
di Gian Maria Maselli

Tamburi nella notte. Con una sorta di rito tribale i presidianti No Dal Molin, radunatisi in 250 davanti al cancello d’ingresso dell’aeroporto in viale Ferrarin, compiono un «gesto di indignazione e rabbia» con una delle loro performance preferite: il cemento a presa rapida.
Clima tranquillo: gli uomini della questura si limitano a sbarrare il passo quando alcuni manifestanti, a distanza di sicurezza, accompagnati dai tamburi in sottofondo, incollano all’asfalto quattro blocchi di cemento, un water e un bidet. Gesto dal “profumo” sottilmente simbolico, a conclusione di una manifestazione iniziata due ore prima.
«Solo un antipasto: faremo una fiaccolata domani sera in piazza Castello - annuncia il portavoce Francesco Pavin - ma intanto siamo qui per gridare la nostra indignazione verso un Governo che ci tratta come sudditi. Scopriamo oggi, con l’ordinanza del Consiglio di Stato, che viviamo ancora come sotto la monarchia».
Il riferimento è al regio decreto del 1924 che sancisce la preminenza della ragion di Stato su qualsiasi altra cosa. Tar compreso.
Olol Jackson, uno dei leader del Presidio, commenta: «Ordinanza prevista, e l’appiglio adottato si commenta da sè. Il Consiglio di Stato, richiamandosi a un regio decreto del 1924, ha stabilito ieri che la ragion di Stato viene prima del rispetto di un territorio e di una comunità. Dove saranno i guitti del federalismo e del “padroni a casa nostra” quando il Governo centralista manderà carabinieri e polizia a picchiare normali cittadini che si battono per difendere la loro terra? Imporre decisioni manu militari: sono questi i sacrifici di cui parlò Berlusconi tre mesi fa quando venne a Vicenza? E perchè mai si dovrebbe parlare di compensazioni, visto che i comitati del sì dicono che si sta per costruire a Vicenza un paradiso, l’eldorado economico?».
E Cinzia Bottene, consigliere comunale della lista “Vicenza libera-No Dal Molin” dice: «La sentenza era già scritta, per noi non cambia nulla. Andremo avanti con le nostre sole forze: la mobilitazione di noi comuni cittadini. Non mi aspettavo una motivazione così politica da sembrare una sentenza. Il Consiglio di Stato scava un solco tra sè e i tribunali amministrativi regionali, che ora dovrebbero piegarsi, come i cittadini, a qualsiasi ragione politica e di Stato. Il Consiglio dice che l’impatto ambientale della base militare è tutto da dimostrare. Per forza: ben due governi hanno impedito che venisse fatta la Valutazione di impatto ambientale, che nei suoi carteggi il commissario Paolo Costa definì un’insidia. Sì, insidia. Perchè dimostrerebbe i veri pericoli ambientali. Quanto al referendum, avrà valore eccome. Se lo vinceremo, gli americani faranno imporre con la forza una decisione sgradita alla maggioranza della città?».  

Un tram vuoto in una città piena di auto !

tram.jpgBolzano città dai due volti. Una strana città dove c’è tutto e il contrario di tutto. Dove in qualsiasi direzione tu guardi c’è il meglio. Dove c’è l’eccellenza della raccolta dei rifiuti insieme al miglior inceneritore del mondo; dove c’è l’aria più buona e l’autostrada più cittadina; dove convivono ecoarchitetti e angioletti di ceramica.

Ma il massimo dell’eccellenza la città di Bolzano l’ ottiene nella viabilità; una città a misura d’uomo, anzi di bicicletta, nella quale si riesce a ridurre il traffico aumentando le strade e i parcheggi; si fermano i pendolari costruendo parcheggi centrali un po’ ovunque e nella confusione totale si inserisce, in pompa magna un bel tram, perché come diceva l’assessore Ladinser : “ non bisogna scontentare nessuno…” Ai ciclisti le ciclabili, anche se spesso pericolose e con qualche sbarra di troppo; alle auto le strade, ai mezzi pubblici poco e niente e se ancora qualcuno si lamenta un bel tram.

Peccato che il problema del traffico e della viabilità, che comprende da una parte il problema dell’inquinamento dell’aria e dall’altra la possibilità di spostarsi nel modo più rapido e dolce possibile nella città, non si possa risolvere a spicchi , ma debba nascere da una precisa scelta, perché la strada è una e tutti insieme non ci si può stare e a forza di accontentare tutti fra un  po’, o già ora, sono tutti scontenti: automobilisti, ciclisti, pedoni, mezzi pubblici e in futuro persino i tranvieri.

Che sia ora di prendere qualche decisione seria ?

La giunta ha deciso, tutti d’accordo. Durnwalder   su pressione della SVP di Caldano e Appiano ha dato l’ ok

Ma il tram è veramente la soluzione di tutti i problemi di viabilità della città di Bolzano? E’ il tram un punto di arrivo o un punto di partenza? Bisogna prima fermare i pendolari e poi fare il tram o viceversa?

La nascita di centinaia di parcheggi in centro ( Gries, piazza Vittoria, via Weggenstein, via Cassa di Risparmio,funivia del Renon,ecc...) a coronamento dei sogni dell’assessore Ladinser va nella stessa direzione del tram?

In futuro avremo: 1) parcheggi vuoti appena costruiti e gestiti dalla municipalizzata del Comune 2) un tram vuoto?

E le ciclabili non saranno le vittime sacrificali di questo nuovo progetto ?ciclista.jpg

E gli ambientalisti di Bolzano che pensano, se ancora pensano, oppure se esistono?

Intanto pubblichiamo le considerazioni del dottor  Pierluigi Gaianigo , consigliere di circoscrizione di Gries-S.Quirino, del WWF e da tempo appassionato e competente studioso di viabilità e di sistemi di riduzione dl traffico cittadino automobilistico.

Claudio Vedovelli

IL TRAM.
Nell'indifferenza generale della popolazione, anche il Consiglio comunale di Bolzano ha approvato il progetto di fattibilità del tram Caldaro-Appiano-Bolzano (1). Ora si darà incarico per il progetto definitivo. E' buona cosa? Forse sì, forse no! Non lo so, come non lo sa la popolazione di Bolzano. Il progetto, nei suoi particolari, è noto a poche persone e non sono state fatte
presentazioni e dibattiti pubblici (a proposito di trasparenza). Rimangono molti dubbi e domande inevase.:
1) Manca ancora colpevolmente una "visione" generale della mobilità futura in città (PUM). Prima è  necessario fare questo per decidere se vogliamo una "città con auto" o una "città senza (relativamente) auto". Solo dopo questa scelta
politica, si potrà scendere in particolari tecnici e decidere per es. di costruire parcheggi sotterranei dappertutto (anche in piazza Vittoria) oppure di
costruire una linea tranviaria da Caldaro, ma anche - e con maggior
ragione - da Laives. E' una questione di metodo, da discutere ampiamente anche fuori dalle stanze comunali e provinciali.
2) Questo progetto di tram è utile per Appiano e Caldaro (pendolari, turisti).
Ma risolve solo in parte il problema del pendolarismo, a meno che non si introducano condizioni restrittive quali il ticket di entrata in città per le auto. Sappiamo bene che quando la strada si libera anche solo in parte, ci sarà sempre chi troverà più vantaggioso continuare ad usare l'auto per entrare in città; non è forse ora di cambiare questa visione della mobilità o dobbiamo aspettare i 200 $ al barile di petrolio?
Inoltre è evidente che questo non è il tram per la città:
con sole tre fermate che razza di tram è? ma se ne metti di più i tempi di percorrenza da Caldaro diventano più lunghi di quelli del bus! E allora quali sono i vantaggi per il cittadino?
3) Quanti sono i pendolari che entrano in città dall'Oltreadige nelle ore di punta?
Quanta gente può trasportare il tram nelle stesse ore?, con quale frequenza? Non lo sappiamo!
4) Il percorso in via Druso, in sede promiscua, lascia perplessi: tram ed auto non si intralceranno a vicenda? Vedi Padova, dove il tram non funziona proprio così bene.
5) Perchè proprio via Druso? Visto che il tram progettato serve quasi esclusivamente per pendolari e turisti, perchè non farlo convogliare, a
Ponte Adige, sulla linea Merano- Bolzano, utilizzando poi la sola fermata del nuovo quartiere Casanova, previa costruzione della galleria del Virgolo per separare la linea da quella del Brennero?
6) Su via Druso potrebbe passare, del tutto o parzialmente in sotterranea, il
mini-metro della Leitner, uno ogni 10 minuti; si potrebbe così trasformare questa via di scorrimento  in via residenziale, dove passano solo i residenti, chi ci lavora e le auto di servizio (ambulanze, polizia,..). Perchè bruciare con questo progetto di tram, non meditato, qualsiasi altra soluzione magari migliore senza prima discutere?
Ma appunto, e questo è grave, perchè non si è fatto alcun confronto tra diversi progetti? (tempi di costruzione, utenza potenziale, costi, etc.)
7) Ed infine chi paga?
Non mi riferisco ai costi di costruzione, ma a quelli di gestione ordinaria. Per
avvicinarsi all'autosufficienza finanziaria il tram deve viaggiare pieno! Così sarà nelle ore di punta, ma poi? Visto che non si vuole introdurre i presupposti per avere una utenza piena (ticket per le auto), torno a chiedere: chi paga? Conclusione: Il progetto del tram è importante e non va affossato. Ma non va nemmeno trattato in questa maniera superficiale e un po' naif. La gente va coinvolta e la discussione va allargata.
Per il WWF di Bolzano,
Pierluigi Gaianigo.
Bolzano, 26-7-08.

 

.

Una straordinaria notizia ed un esempio da seguire

Il Presidente della Provincia Luis Durnwalder ha annunciato in data 24.06.2008 che Vizze non sarà interessata da alcun tunnel del progetto BBT. La scusa, un cambiamento tecnico, che comunque la dice lunga sulla confusione che regna intorno a questo megaprogetto. Una decisione che premia il coraggio e la perseveranza di un intero Paese.

Siamo felici per gli abitanti di Vizze e di tutta la terra.

salutipratidivizze-2.jpgLa notizia non può che rallegrarci, ma anche farci fare qualche considerazione, visto che il resto di questo mega progetto, apparentemente senza fondo(i) e senza fine, rimane in piedi.

A pochi mesi dalle elezioni provinciali, con il partito di raccolta di lingua tedesca, l’SVP in grave crisi, si tenta ogni carta affinché quel limite del 50% , che ormai rappresenta un incubo, venga raggiunto.

E’ questo il periodo delle mille promesse, dell’abolizione del ticket sulla sanità, precedentemente sempre sostenuto, dell’attenzione al portafoglio dei cittadini, degli attacchi a nemici inesistenti, i soliti immigrati, del richiamo ai valori della terra e della bandiera, autodeterminazione compresa.

Bisognerà e certo lo faranno i cittadini di Vizze, vigilare che da qui a pochi mesi i piani non si modifichino di nuovo.

Bisognerà comunque continuare a lottare contro un progetto devastante dal punto di vista ambientale e della vita dei cittadini, poco chiaro per quanto riguarda i finanziamenti e che soprattutto non risolve il vero problema di quelle valli, che è il transito continuo e  incessante di TIR sull’A22.

Un problema quello dell’inquinamento ambientale e acustico, che è attuale, da risolvere con urgenze e al quale la Provincia risponde con un progetto ancor più devastante, ma che comunque rimanda le improbabili soluzione a fra 20-30 anni.

Bisognerà vigilare che il buco, almeno a parole chiuso a Vizze, non si riapra più in là o più in qua. Bisognerà comprendere che la lotta è di tutti contro tutto il progetto, e che solo i cittadini con le loro iniziativi e facendo sentire la loro voce possono fermare l’intero progetto.

Per ora brindiamo ad un cunicolo che non si apre.

Claudio Vedovelli

 

 

stop_bbt.jpg

 

 

Prati di Vizze, 24 giugno 2008

 

 

Il tunnel finestra in Val di Vizze non verrà realizzato!

Questo è un grandioso successo per la popolazione di Prati, Tulve, Avenes e tutta la Val di Vizze!

Il nostro ringraziamento per averci sostenuto dal momento della formazione della nostra iniziativa

civica, va innanzitutto alle cittadine e i cittadini della Val di Vizze, dell’Alta Valle Isarco, dell’Alto

Adige, del Trentino, del Tirolo e poi a tutte le associazioni, ai gruppi ambientalisti, al partito dei

Verdi e a tutti i partiti di opposizione di lingua tedesca.

Questo successo ci fa capire come coraggio civile, perseveranza e consapevolezza delle proprie

ragioni possano trasformarsi in grandi risultati.

Da più parti ci è stato detto che tutto era già stato deciso e che noi stavamo sprecando le nostre

energie. Con un mirato e trasparente lavoro d’informazione, siamo invece riusciti a coinvolgere

molti cittadini e ha a convincerli che, anche quando sembra che siano state prese decisioni

incontrovertibili, si può lottare con successo.

Noi siamo convinti del fatto che senza la nostra pacifica protesta organizzata, vivremmo già in un

cantiere. I dirigenti comprensoriali della SVP e l’amministrazione comunale di Prati avrebbero il

diritto a rivendicare questa vittoria se, almeno dopo la consegna delle oltre 900 firme contro il

tunnel nella nostra valle, si fossero pubblicamente schierati dalla nostra parte.

Per noi la rinuncia a costruire il tunnel finestra della Val di Vizze è un enorme successo. Riguardo al

progetto generale dell’opera non possiamo però che ribadire il nostro giudizio negativo e

continuiamo a chiedere un immediato stop dei lavori. Siamo convinti della negatività di questo

piano per mobilità e trasporti e stiamo ancora aspettando un pubblico dibattito sull’utilità delle

opere progettate.

Siamo inoltre ancora in attesa delle promesse immediate(?) misure di riduzione del traffico!

Si è dimostrato che anche in Alto Adige per mezzo delle proteste si può ottenere qualche cosa.

Trattare si può solo quando i decisori politici sono disposti a dialogare con gli interessati.

I portavoce di STOPBBT
 

Silvia Bacca

Renato Bussola

Klaus Schuster

Sottocategorie

Stopglyphosate

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio