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TRAFFICO E MOBILITA'

Una bella notizia

baby_no_dal_molin.jpgRiportiamo con grande soddisfazione la notizia della sospensiva da parte del TAR ai lavori della NUOVA BASE al Dal Molin ( Vicenza). Al di là della vicenda specifica,  ci preme sottolineare le motivazioni della sentenza. Motivazioni che riteniamo andrebbero applicate a tutte le opere che possano incidere sul futuro dei cittadini. In sintesi la sentenza eccepisce sul fatto che non sono stati informati i cittadini.

Ora il sindaco di Vicenza, da sempre contrario all’ampliamento della base, propone un referendum popolare. Il sindaco è stato eletto alle ultime amministrative, ed è stato un raro caso di amministrazione veneta passata dalla Lega al Centro sinistra.

Ricordiamo inoltre che a Vicenza si è avuto un grande successo della lista civica No dal Molin , difronte al tracollo della sinistra arcobaleno a livello nazionale. Un monito ai partiti a stare sulle cose, sui bisogni della gente, che invece in Alto Adige nessuno pare cogliere, trattando le discussioni politiche per lo più sulle alleanze, sui posti in lista e sulla spartizione delle cosiddette “careghe” ( = posti di potere).

 

 SENTENZA  DI SOSPENSIVA TAR_BASE USA DAL MOLIN

 

dal sito www.coordinamentocomitati.it  :  in data 20 giugno 2008 il TAR di Venezia, accogliendo l'istanza di ricorso del CODANCONS, ha dato la SOSPENSIVA ai lavori della NUOVA BASE al Dal Molin (ricordiamo che il Governo Prodi ha continuato a parlare di ampliamento perchè gli accordi del 1954 ne prevedevano solo otto in italia e il Dal Molin sarebbe stata la nona [alla faccia degli abusi edilizi]).
Ricordiamo che la SOSPENSIVA NON E' l'ANNULLAMENTO (ma di sicuro un buon inizio) e che ora più che mai è necessario mobilitarsi.
Faccio comunque notare che siamo di fronte ad un fatto storico per la città di Vicenza ma soprattutto per l'Europa stessa, sono stati riconosciuti tutti i diritti e i riferimenti fatti dal CODACONS alle leggi italiane (Impatto Ambientale, gara d'appalto, legittimità di atti ufficiali etc...) e alle leggi Europee: PARTECIPAZIONE E INFORMAZIONE DEI CITTADINI.
Lo abbiamo detto e continuiamo a dirlo: la costruzione della NUOVA base USA sarebbe il più grande ABUSO EDILIZIO della storia d'Italia... se poi lo dicono anche i giudici...

la guerra distrugge l' ambiente

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 Come a Ora alla presentazione delle Tratte d'accesso del TAV non è stato lasciato spazio al dibattito e alla contrarietà al progetto complessivo , anche a Mattarello, per realizzare una cittadella militare  su 30 ettari di fertile campagna, la mano forte delle autorità ha represso con violenza l' opposizione popolare al progetto.

la delega politica non lascia più spazio alla partecipazione popolare e alla dimostrazione del dissenso?! Democrazia addio.

 

NO ALLA BASE MILITARE DI MATTARELLO
NO ALLA GUERRA

 Questa mattina, lunedì 16 giugno, polizia e carabinieri hanno accompagnato a Mattarello (Trento) i camion e le ruspe per imporre con la forza quei lavori preliminari alla costruzione della base militare che erano stati bloccati mercoledì scorso. Il presidio spontaneo nato mercoledì avrebbe dovuto continuare anche oggi. Camion e ruspe sono stati bloccati di nuovo, quindi le forze dell'ordine hanno deciso di sgomberare con la forza la quarantina di oppositori alla base e alla guerra che erano presenti. Questi ultimi hanno opposto una resistenza passiva, sedendosi e tenendosi stretti. Trascinati via con la forza e caricati sulle auto di polizia e carabinieri, sono stati portati in Questura, schedati e denunciati per "violenza privata, invasione di terreni, manifestazione non autorizzata, interruzione di servizio di pubblica necessità". Un progetto di devastazione ambientale e di guerra è talmente di "pubblica necessità" che governo e Provincia lo vogliono imporre con la forza. Trascinando via gli oppositori, la polizia ha trascinato via anche l'illusione che si possa fermare la base con le trattative. Rispetto al blocco dei lavori, ci sembra che oggi il sindaco abbia già risposto. Si è entrati nel vivo della mobilitazione. Invitiamo tutti coloro che sono contrari alla distruzione di 30 ettari di campagna, coloro che si oppongono alla trasformazione della propria terra in una base di morte, a dare il proprio contributo, nelle mille forme e nei mille modi preferiti. Questa lotta non si può delegare. Quando i nostri figli ci chiederanno: "Tu che cosa hai fatto per impedire tutto ciò?", cosa risponderemo?

 Blog: Sito militare a Mattarello? No grazie!


 

là dove c'era l' erba...

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Cittadini che vi state recando al "Centro di guida sicura Safety Park"...

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Cittadini che vi state recando al “Centro di  guida sicura” "Safety park",

è bene che sappiate alcune cose :

 -         fino a pochi anni fa  questo luogo faceva parte di una  vasta zona naturalistica che corre lungo le rive dell’ Adige e dell' Isarco, una zona umida, quieta e ricca di flora e fauna.

-         questa zona è stata trasformata in un deserto di asfalto e cemento e produrrà rumori e inquinamento.

-         l’intera opera è costata 17 milioni di euro e avrà un costo di manutenzione elevato. Soldi dei cittadini, soldi vostri. Soldi che ridurranno le risorse per altri settori importanti della vita sociale: sanità, istruzione, servizi sociali.

-         Le attività future del Centro saranno a pagamento. Quindi i cittadini pagheranno 3 volte: la costruzione, la gestione e l’entrata.

-         Guida sicura è certamente sinonimo di capacità e quindi di formazione e di preparazione: ma le condizioni sulla strada sono assai diverse da quelle della pista. “ Guida sicura” è soprattutto “Guida prudente”.

      Una guida prudente è frutto di un’attenta manutenzione del mezzo, di una buon periodo di addestramento ma soprattutto di una coscienza da parte dalla persona al volante: lucida innanzitutto, tranquilla, non stressata e conscia che guidare non è nè un gioco nè una gara o un tentativo di emulare qualch’ un altro.

      E' ora che l’auto sia considerata solo un mezzo di trasporto, da utilizzare solo in opportune circostanze, tenendo conto anche dell’impatto ambientale e sulla salute che le sue emissioni comportano.

       Senz’altro l' auto non deve essere considerato un feticcio, un simbolo di potere per dimostrare forza, aggressività, ricchezza . Il modello ingannevole della pubblicità che associa questo mezzo a ricchezza e a facili conquiste non può che portare a frustrazioni e a forti depressioni. L’auto non può e non deve essere un mezzo per scaricare tensioni o per risolvere conflitti o per instaurare competizioni assurde:  se sei nervoso, se sei arrabbiato o triste… prendi la bicicletta.

-         A Innsbruck e a Trento esistono già dei centri di guida sicura e non sarebbe stato difficile organizzare delle “gite” in questi luoghi risparmiando denaro pubblico e l’ambiente

-         Il safety park non è solo Centro di guida sicura ma anche pista per motocross e go kart: altro rumore e altro inquinamento in piena natura

-         Il safety park non è solo Centro di guida sicura e pista per motocross e gokart ma anche una pista per collaudo di mezzi militari, che verranno venduti e utilizzati contro le popolazioni di paesi in guerra.

 

Alla luce di queste considerazioni riteniamo questa mega struttura inutile, costosa e dannosa per l’ambiente e per la salute di cittadini.

Crediamo che altre siano le esigenze dei cittadini dell’ Alto Adige, e che questo Centro sia stato costruito contro la loro volontà e comunque solo per soddisfare i bisogni del Presidente o di qualche assessore senza consultare la stessa popolazione, che dal 2005 si è più volte espressa contro.

 Ad oggi nemmeno l’unica promessa fatta, quella presente nello Studio di impatto ambientale ( VIA) di una zona di compensazione, già individuata a ridosso del non lontano biotopo Fischer Spitz, dove far ricrescere una parte della zona naturalistica distrutta, è stata mantenuta.

 Come fare ad avere fiducia in questi amministratori ?

 Claudio Vedovelli

 
Quando le foto parlano   -    Bilder sagen mehr als Worte

si allestisce       Panoramica_

vecchie e nuove generazioni     associazioni e ciclisti 

  no oil no war no safety park

la foto prima della conferenza stampa democratico dissenso

 deserto d'asfalto con musica

bandiere che parlano  martin pescatore resta con noi

dentro il safety 

fuori dalle gabbie 

tommy, durni e vip 

trombone
 

 le più belle foto qui pubblicate sono del fotografo Michele Critelli. 

Solo un contrattempo… speriamo!

“Un contrattempo” : così il quotidiano Alto Adige definisce l’interruzione della relazione che Claudio Campedelli stava tenendo alla Fiera di Bolzano, sul tema Alta  Velocità e Tunnel di Base del Brennero.

democrazia.jpg Un contrattempo che però nelle modalità e nei contenuti ci preoccupa e merita comunque un approfondimento.

Innanzitutto i modi, che poi spesso sono tutt’uno con i contenuti. Perché prima si invita qualcuno a parlare, gli si fa fare tutta la relazione al mattino e poi si scopre che non si può? Cosa è successo nel frattempo, quali telefoni sono squillati nell’ufficio del direttore della Fiera ? Di chi è stata l’iniziativa di bloccare la relazione ?

Dispiace soprattutto per Claudio, una persona che stimiamo per la sua preparazione e professionalità, dimostrata in ogni attività e per la sua passione in particolare sulle tematiche che ruotano intorno al  BBT.

Strappargli il microfono di mano e  schedarlo equivale a trattarlo come un mascalzone: questo è gravissimo e meriterebbe almeno una pagina di giornale di scuse.

Che male possono fare le parole?

Claudio non stava facendo altro che informare, spiegare, approfondire un argomento sulla quale esistono posizioni diverse, ma mentre l’una merita la visita, con tutti i costi, del Presidente della Repubblica, un giornale ufficiale, vari depliant patinati, un centro di informazione permanente e vari apparecchi tecnologici sparsi in molte stazioni ferroviarie, all’altra si cerca in tutti i modi di tarpare le ali.

Ogni manifestazione contro il tav/bbt diventa un "raduno pericolosissimo" che mobilità centinaia di agenti, costanti campagne di stampa terroristiche (sempre poi smentite dalla pacifica partecipazione dei cittadini), fino ad arrivare, proprio in questi giorni a vietare le manifestazioni per motivi di ordine pubblico, senza nemmeno specificare quali siano questi motivi.

Perché tutto ciò? E’ ancora possibile in questo Paese esprimere opinioni diverse e tra l’altro ottimamente documentate?

Crediamo che  associazioni, singoli cittadini e politica (quel poco che rimane) sensibili ai temi della democrazia e della libertà di opinione, dovrebbero esprimersi a riguardo.

Per ora solo piccoli segni di intolleranza,  ma ...

 Claudio Vedovelli
 

Alto Adige 28.04.2008

 

Alto Adige LUNEDÌ, 28 APRILE 2008

 

«No Bbt» in Fiera, la polizia stoppa tutto

 

Stavano tenendo una relazione: «Manifestazione non autorizzata»

 

 BOLZANO. Contrattempo ieri pomeriggio in Fiera, dove ieri si è svolta l’ultima giornata della “Tempo Libero”. È infatti dovuta intervenire la Digos per bloccare un’iniziativa dei «No Tav» che stavano cercando di spiegare i motivi per cui sono contrari al tunnel di base del Brennero. Non ci sono stati comunque disordini.
 Racconta Claudio Campedelli, membro del comitato bolzanino dei «No Tav»: «Ad invitarci è stato il presidente dei fioristi. Dovevamo parlare dell’impatto ambientale del tunnel di base del Brennero. Ho tenuto una relazione in mattinata, alle ore 11, in lingua tedesca. Prima ho spiegato le nostre ragioni, poi ho mostrato agli interessati il nostro film contro il tunnel di base. Tutto è filato liscio, senza problemi».
 I problemi sono venuti dopo. «Nel pomeriggio - continua il suo racconto Campedelli - avrei dovuto tenere la stessa relazione in italiano. Ho iniziato alle 15, come da programma. Ma appena è partito il film sono stato avvicinato dai responsabili della Fiera che mi hanno ordinato di spegnere tutto e di allontanarmi perché quella era una manifestazione non autorizzata. Poi è arrivata anche la polizia, gli agenti mi hanno identificato e mi è stato detto che nei miei confronti ci sarà una denuncia per manifestazione non autorizzata».
 A denunciare Campedelli non sarà però la Fiera, come conferma il vicedirettore Giorgio Gajer: «Noi abbiamo solo chiesto che si allontanasse. La Fiera non è certo il luogo in cui fare manifestazioni di questo tipo. Se i “No Tav” siano stati invitati oppure no, non lo so. L’unica cosa che posso dire è che noi come Fiera non avevamo autorizzato alcuna manifestazione di questo tipo. Quindi non c’era il diritto a farla».

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