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TRAFFICO E MOBILITA'

dieci anni di me-bo

Sulla Tageszeitung del 3 agosto, c'è un articolo con la notizia che "la Me-Bo festeggia il suo decimo compleanno".
Il giornale dice che ormai al giorno d'oggi nessuno può più immaginarsi di farne a meno. Esattamente come affermò il Presidente della Giunta poco tempo fa, intervenendo sulla questione aeroporto.
Naturalmente l'articolo riporta il ricordo di quella che fu la (dura) lotta di opposizione alla costruzione della Me-Bo a 4 corsie sull'argine da parte dei "soliti" ambientalisti contro-tutto. E' riportata "correct" anche la voce di Cristina Kury che rammenta come gli oppositori non fossero anti-mebo tout court, ma volessero in realtà un progetto diverso, a due corsie e sotto l'argine del fiume (in modo da prevenire eventuali rovesciamenti di sostanze nocive nell'acqua dell'Adige in caso di incidente).
Dall'insieme dell'articolo comunque risulta che la lotta per una mebo più piccola fu in sostanza una lotta anti-mebo, per niente lungimirante e ispirata solo dalla paura del nuovo e del progresso, e in definitiva adesso si vede, a cose fatte, chi aveva ragione e chi no. Vorrei aggiungere che di solito la storia la scrivono i vincitori e nel fare la storia volentieri si dimenticano alcune persone o alcuni fatti che non collimano esattamente con la versione delle cose che deve appunto...dare ragione ai vincitori. Dal momento che sono un membro del gruppo dei perdenti - diciamo che ero...ehmmm...una ragazzina un po' idealista all'epoca - mi vorrei prendere la magra consolazione di ricordare che a quel tempo già si parlava di riscaldamento globale, di necessità di dare incremento ai trasporti pubblici e non al traffico privato individuale, di metropolitana di superficie ad alta frequenza di partenze e corse anche notturne, di problema costituito dal fatto che il sistema complessivo del trasporto su gomma viene rafforzato costruendo infrastrutture più capienti, e alcune altre cose, che sicuramente non hanno fatto cambiare idea ai decisori, non hanno reso vincenti i perdenti, ma non per questo sono da dimenticare.
Quando eravamo impegnati nella lotta per "meno mebo", non ci siamo stancati di spiegare che erano le due corsie che volevamo, che pensavamo alla necessità di prevedere pensando globalmente un futuro meno inquinato,  meno automobilistico e meno basato sul petrolio, di provare a dare una chance a un sistema dei trasporti diverso, che lasciasse più libertà alla gente di scegliere fra il trasporto pubblico e quello privato, magari rendendo un pochino più attraente quello pubblico....
Lottare per "meno mebo" voleva dire sapere già allora che comunque nell'insieme il traffico auto sarebbe enormemente aumentato, gli incidenti nell'insieme sarebbero aumentati, il terreno sigillato dall'asfalto nell'insieme sarebbe aumentato, il riscaldamento globale sarebbe stato favorito.
Adesso c'è chi dice, riferendosi alla bella superstrada: "Mai più senza". Vorrei ricordare, però - e questo non farà piacere, ma va detto -  che queste cose le può dire solo chi è ancora qui. E chi può ancora dire qualcosa, parlare. Al giorno d'oggi per esempio la scienza ha ammesso che gli scarichi del traffico possono essere causa diretta di infarto cardiaco.  Nessuna delle persone "colpite e/o affondate" dalle conseguenze dirette e indirette dell'imposizione di un sistema del traffico come questo potrà andare dai giornalisti e smentire il loro giubilo.
Nessuna delle vittime dell'aumentato numero di incidenti andrà a dire "era meglio se ampliavano il trasporto pubblico".
Nessuno di coloro che hanno perso la salute o la vita propria o di un familiare andrà a testimoniare "avrei preferito farne a meno". Forse gran parte di loro nemmeno lo avranno saputo, nemmeno ne saranno stati consapevoli. Avranno pensato che ammalarsi è un destino inevitabile, un fato. E poi certe malattie non portano la "firma". Però coloro che sanno, coloro che lo sanno che cosa comporta l'aumento del traffico su gomma, quelli avrebbero il dovere di parlare, e di alzare la voce, e di dire come stanno le cose. Visto che sono ancora sani e salvi.

Anna Schgraffer

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Il tunnel della paura e della vergogna

no_bbt_mini_28.7.07 Paura che la popolazione locale vedesse crescere l’opposizione nei confronti del BBT, vergogna che a 250 cittadini che vogliono manifestare le loro idee sia impedito di farlo liberamente e gli stessi siano praticamente sequestrati per un intero pomeriggio dalle forze dell’ ordine dirottando il percorso della marcia di protesta dalla statale ad un  passeggiata nel bosco.
Nonostante questo la manifestazione di ieri contro il progetto del BBT e per una riduzione immediata del traffico di TIR autostradale è stata un importante momento di incontro di diverse realtà interessate dal progetto, da Innsbruck fino a Verona. Un momento di informazione, di festa conviviale e di lotta.
La richiesta è la chiusura immediata dei cantieri, la riduzione immediata del traffico di TIR, il potenziamento dell’attuale rete ferroviaria e la ridiscussione di tutto il progetto.

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piantate alberi, non cemento!

Qui sotto un piccolo racconto tratto dal sito di Luca Lombroso, meteorologo attento all'ambiente. Un' occasione per riportare l'allerta sulla situazione di via Weggenstein a Bolzano, dove sono iniziati gli scavi e bisogna impedire che gli stessi tocchino le radici degli alberi del parco, decretandone la morte. commissione_tutela_paesaggio

Un' occasione anche per invitare l'assessore all' urbanistica Silvano Bassetti a smetterla di lamentarsi che a Bolzano non esistono aree edificabili e a smetterla di prendere in giro la popolazione con la solita canzoncina:

mancano aree edificabili, costruiamo così poi i prezzi calano e la situazione si risolve e avanti così; nel frattempo Bolzano si sta trasformando in un cementificio a cielo aperto, dove crescono "supposte" e "triangoli"  ma pochi alberi e spariscono  quartieri e  luoghi di ritrovo rendendo la città  sempre meno vivibile.

Il Papa nel suo Discorso domenicale di ieri ha detto che la Terra è un giardino. Certamente, ma che giardino potrà mai essere se al posto degli alberi e della terra, mettiamo cemento e catrame?

Il cemento ha la febbre
dal sito di Luca Lombroso Meteorologo (19/07/2007 - 16:22) http://blog.lombroso.it/

Torno ora da una missione di “cat sitter” in famiglia e malgrado il caldo e il solleone ho preferito la bicicletta anziché l' auto con condizionatore… così, armato di un forse antiquato ma sempre preciso “termometro a fionda” acquistato in un mercatino di surplus militari ex DDR ho voluto misurare la febbre al mio paese. Dunque, vediamo un po’ lo stato di salute dell’aria, almeno per la temperatura. 

 Lungo Via Mazzini, soleggiata con scarso verde lungo alcune abitazione, rilevo 36.5°C. Quindi Viale Martire, un bel vialone alberato dove il termometro scende sia pure lievemente a 36.0°C. Eccoci al parco della Montagnola dove malgrado la radura lungo la bella ciclabile si scende a 35.5°C. Quindi cibo i gatti e lascio il termometro in una esposizione abbastanza compatibile con le norme WMO e si trova un piacevole 35°C.

            Al ritorno passo per l’assolata landa di una piazza e il termometro sale a 37°C, poi taglio per il parco pubblico, sotto grossi tigli ben ombreggiati proseguo fra lo stupore di chi mi osserva a volteggiare il termometro a fionda secondo istruzioni che scende a 34.5°C.

            Mi riprometto di andare nel parcheggio del Centro Commerciale a fare la stessa cosa, sono curioso ma temo che la febbre sia da cavallo, l’anno scorso mi azzardai e in analoga situazione l’aria sfiorava i 39°C.

            Non oso pensare a rifare la stessa misura fra 100 anni… quando un’estate come l’attuale potrebbe essere considerata “fresca” e la pianura Padana forse sarà un’unica lastra di cemento…

            Morale della storia: piantate alberi, non cemento!

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Protestmarsch

Invito a nome delle iniziative STOPP BBT, STOPP TRANSIT e NO TAV di Innsbruck, Vipiteno, Prati di Vizze, Bressanone, Brunico, della Val d'Isarco, Val Pusteria, Bassa Atesina, Bolzano, Trento e Rovereto a partecipare alla 

manifestazione da Campo di Trens a Mules, questo sabato, 28 luglio - ritrovo alla stazione di Campo di Trens alle ore 15.

 Einladung zur Teilnahme im Namen der Initiativen "STOPP BBT"-, "STOPP TRANSIT"- und "NO TAV"-Gruppen von Innsbruck, Sterzing, Wiesen, Brixen, Bruneck, des Eisacktales, des Pustertales und des Unterlandes sowie von Bozen, Trient und Rovereto zum 

Protestmarsch von Freienfeld nach Mauls am Samstag, 28. Juli - Treffpunkt Bahnhof Freienfeld um 15.00 Uhr. 

--orario dei treni –Zugfahrplanpartenza Abfahrt Bolzano-Bozen /Ankunft Arrivo Campo di Trens-Freienfeld13.31 - 14.23 RBressanone –Brixen/ Campo di Trens14.00 - 14.23 R

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NO TUNNEL NO TAV

 PROTESTMARSCH da CAMPO DI TRENS a MULES - SABATO 28 LUGLIO 2007  
MANIFESTAZIONE  DA CAMPO DI TRENS A MULES
 

NO AL PROGETTO PER L'ALTA VELOCITA' FERROVIARIA
SULL'ASSE DEL BRENNERO
NO ALLA MORTE DELLE VALLI DELL'ADIGE E DELL'ISARCO
PER IL TRAFFICO DEI TIR

 

 -per la chiusura immediata di tutti i cantieri che preparano il tunnel di base del Brennero

 -per la riduzione immediata del traffico dei TIR attraverso il Brennero

 -per la difesa della salute, della terra e dell’acqua da un’opera inutile e rovinosa  

 

Il 19 LUGLIO 2007, il governo italiano ha presentato all'Unione Europea la richiesta di finanziamento (fino al 30%) del progetto per il nuovo tunnel ferroviario di base del Brennero.Un progetto per un'opera devastante e inutile che non corrisponde a nessuno degli annunci propagandistici dei promotori. Infatti non allontanerebbe dall'autostrada A22 né gli enormi volumi di traffico merci (40 milioni di tonn. l'anno) né il relativo inquinamento che produce alla salute umana danni tanto gravi da essere taciuti con tutti i mezzi; e questo perché sono le politiche dei transiti (soprattutto i costi italiani troppo bassi) a condannare al soffocamento le valli dell'Adige e dell'Isarco, non la mancanza di nuove infrastrutture per l'alta velocità su ferro. La voglia di costruire opere ad alto profitto privato spiega anche la seconda bugia, che la linea storica del Brennero sta per essere saturata: mentre invece è utilizzata circa al 35% e gli incrementi di traffico (tutt’altro che auspicabili) possono essere assorbiti con gestioni più razionali e comunque integrando il valico del Brennero in un sistema di rete dei valichi ferroviari alpini.I promotori cercano di tenere nascosto che all'Italia il nuovo tunnel (23 km da Fortezza al confine di Stato) costerebbe intorno ai 3,5 miliardi di € a stime attuali. E che l'insieme delle nuove tratte di accesso Sud (da Verona Nord a Fortezza, circa 181 km di cui almeno 150 in galleria) costerebbe poco meno di 19 miliardi di €. Applicando a queste stime il tasso scandaloso di incremento clientelare dei costi del programma TAV italiano del 1991 si potrebbe parlare rispettivamente di 21 e 112 miliardi di € a opere finite (2030, 2040?).Queste cifre assurde non tengono neppure conto dei gravissimi danni ambientali che la nuova linea causerebbe (esaurimento delle falde idriche sotterranee, depositi dei materiali di scavo, deturpazioni dei paesaggi, sottrazione di territorio, cantieri diffusi per 30 anni in tutte le valli). Certi tipi di costi - oltre ad essere del tutto inaccettabili - sono sempre addebitati alla collettività. Così come lo sono quelli sociali legati alle grandi opere per la mobilità veloce: lo spopolamento dei territori attraversati, le delocalizzazioni e la perdita di posti di lavoro, l'indebitamento pubblico per pagare i conti (con relativi riflessi su sanità, pensioni, istruzione). Mentre l'Italia si espone a questi rischi terribili per i vantaggi di poche grandi società di costruzione e dei loro servitori politici, TRENITALIA SpA - visto che mancano soldi - ci regala un bel programma di rincari 2007-2011 (fino al 35%). E Rete Ferroviaria Italiana sulla linea del Brennero non riesce a garantire servizi dignitosi per i pendolari né ad investire il necessario per la sicurezza della linea (non dimentichiamo l'incidente tra due treni merci del 13.12.2006 a Borghetto, TN, in cui hanno perso la vita i macchinisti Maschi e Mazzi e si è anche sfiorata una catastrofe ambientale).  

Partecipiamo tutti alla MANIFESTAZIONE di SABATO 28 LUGLIO 2007, da CAMPO DI TRENS A MULES (Alto Adige) indetta dai gruppi STOP TRANSIT, STOP BBT e NO TAV di Innsbruck, Vipiteno, Prati di Vizze, Bressanone e Val d’Isarco, Val Pusteria, Brunico, Bolzano, Bassa Atesina, Trento e Rovereto

Si tratta della prima manifestazione che collega gruppi e comitati dal Trentino all'Austria e che unisce il rifiuto del BBT/TAV alle proteste - forti soprattutto in Tirolo - per ridurre il transito di camion. Tra la fine di luglio e gli inizi di agosto è previsto, proprio a Mules, l'inizio degli scavi del "cunicolo esplorativo" per il tunnel del Brennero, prima parte del TAV Monaco-Verona.
La giornata del 28 luglio è dunque una tappa molto importante per arrivare a fermare questa devastazione delle valli in nome del profitto.
Il ritrovo è previsto per le ore 15.00 davanti alla stazione ferroviaria di Campo di Trens
(circa 40 minuti a nord di Bolzano).
Questo l’ orario dei treni per arrivare all'appuntamento alla stazione ferroviaria di Campo di Trens:
Bolzano - Campo di Trens
13.31 - 14.23 R
Bressanone - Campo di Trens
14.00 - 14.23 R
 

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