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DECRESCITA

Lettera al Vescovo Wilhelm Egger

Sua Eminenza, il cardinal Martino, presidente del Pontifico Consiglio di Giustizia e Pace, in un intervista sul quotidiano “Il Messaggero” prende una chiara posizione sui problemi dell’ambiente e sul ruolo dell’uomo nella sua distruzione ( già lo stesso Pontefice si era espresso altrettanto chiaramente sul tema. appello_di_benedetto_XVI )

Parlando delle difficoltà di trovare un intesa sul protocollo di Kyoto da parte delle grandi potenze il cardinale afferma che “ …. Dio ci ha dato la terra per usarla, non per distruggerla». (La Terra è data all' uomo non per essere saccheggiata ma per essere abitata rispettando e incrementando la bontà e la bellezza del creato. (Isaia 45,18) )“ ... Dio quando ha creato il mondo non lo ha fatto solo per Adamo ed Eva ma perché venisse trasmesso ai figli dei loro figli. La terra e i suoi beni sono un dono che possiamo usare, migliorare ma non possiamo distruggere» prosegue Martino.

Su quale è l’insegnamento della Chiesa il cardinale è altrettanto chiaro : «Che occorre cambiare lo stile di vita. Soprattutto noi occidentali. Il cambiamento dovrebbe essere frutto di una nuova presa di coscienza, di un percorso educativo da far partire nelle scuole. Manca educazione ambientale a tutti i livelli, manca anche la percezione delle conseguenze che l’inquinamento provoca sul clima, sulla natura, sull’equilibrio. I danni sono sotto gli occhi di tutti, basta vedere le inondazioni, i ghiacci che si sciolgono, l’ecosistema alterato, l’atmosfera in pericolo».
Alla domanda se chi inquina commette peccato? Il Cardinale risponde: «Commette uno sfregio a Dio».

Un peccato così grave? «Dipende. Se getto una busta dell’immondizia per strada è un peccato veniale, se distruggo l’Amazzonia è un peccato grave. Dipende dall’entità del danno. Esiste il principio della responsabilità morale per le azioni che si commettono».


E chi distrugge alberi secolari, per far posto ad un parcheggio che tipo di peccato commetterà?

 

Sarei lieto di sentire un parere del Vescovo su ciò che sta accadendo a Bolzano in via Weggenstein, dove piante secolari , ma addirittura una piccola oasi naturalista sta per essere distrutta per far posto ad un parcheggio per auto.

 In questa vicenda è coinvolta , suo malgrado, anche la Chiesa , appartenendo il terreno all’ Ordine Teutonico, ma distruggendo alberi e costruendo parcheggi si fa doppiamente danno alla natura: sottraendo da una parte piccoli polmoni e dall’altra facilitando il traffico veicolare produttore di CO2.

E’ vero che il protocollo di Kyoto è un accordo mondiale, ma i principi debbono essere alla base dei comportamenti di ogni cittadino. Il protocolo di Kyoto oltre che dalla volontà dei governanti, dipenderà dal comportamento degli abitanti di tutto il mondo, Bolzano compresa. 

 

 

Claudio Vedovelli

 

     

 

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