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NUCLEARE

Serata sul futuro dell'energia

ABC del nucleare

Emozioni nuclari

Al momento a Fukushima ci sono 50 persone che stanno sacrificando la propria vita per evitare che il disastro vada oltre, che diventi davvero inarrestabile. Lavorano in condizioni al limite dell’umano in un ambiente estremamente caldo e soprattutto dalla radioattività mortale. Onore e rispetto a chi oggi sa ancora sacrificarsi per la salvezza della vita e del futuro altrui ipotecando il proprio. Tra quei 50 però non c’è nessuno di quelli che a suo tempo ha premuto per il programma nucleare giapponese, nessuno di quelli che quel programma lo hanno reso possibile, nessuno di quelli che su quel programma ha guadagnato, nessuno di loro morirà. È così che vanno le cose nelle democrazie moderne. I guadagni a pochi e i costi alla collettività, pure la morte.
In questi giorni di per sé drammatici, ci viene chiesto di non lasciarci trasportare dalle emozioni, di ragionare a mente fredda. Perché? Perché non possiamo lasciarci andare alla rabbia? È da prima di Chernobyl che si supplica di abbandonare il nucleare quale fonte di energia, è da oltre trent’anni che si dice che è pericoloso, inutile, sostituibile. Non ci hanno ascoltati, non ci  vogliono ascoltare e ci raccomandano razionalità. Intanto razionalmente cercano di darcela a bere, “con le centrali di terza generazione non sarebbe successo!”. Come si fa a non cedere alla rabbia davanti ad affermazioni del genere? La rabbia si sa è un’emozione e per definizione irrazionale, può portare a gesti incoerenti ma almeno ci permette di sfogarci, di dimostrare che oltre alla rabbia abbiamo paura, paura di morire per le radiazioni, paura di morire di leucemia fra vent’anni, paura di vedere i corpi dei nostri figli deformati, paura che qualche imbecille trasformi gli scarti in bombe. La paura è un’altra emozione, altrettanto irrazionale ma molto più potente, ti spara in avanti e non ti fa guardare dove metti i piedi, può essere devastante. La paura è anche un diritto, fondato sul dovere di vivere. Allora dobbiamo dirlo chiaro che Chernobyl e Fukushima ci spaventano, ci mettono paura e non vogliamo che succedano ancora, vogliamo che vengano spente e dismesse tutte le centrali a fissione nucleare del mondo prima che si rompano per qualcosa di non immaginato prima o imprevedibile. Lo sanno anche i bambini, i giocattoli si rompono quando qualcosa di non previsto, non immaginato, li colpisce con una forza che supera la loro resistenza. Dobbiamo dirlo con forza, le devono spegnere e smontare tutte le centrali del mondo senza se e senza ma, altrimenti avremo tutto il diritto di arrabbiarci, col rischio di diventare ciechi.
In Italia abbiamo a portata di mano uno strumento eccezionale, IL REFERNDUM, che ci permetterà di dire basta a questa pazzia, renderà possibile investire altrove, in energie meno pericolose per noi e l’ambiente, andiamo a votare e votiamo SI, votiamo con la pancia, col panico nelle viscere ma ad occhi aperti.

Argante Brancalion

Alcune Riflessioni sugli Eventi di Fukushima

Per gentile concessione di Marco Zoli
17 marzo 2011

Di fronte ai disastri di origine naturale e di origine umana che hanno colpito il Giappone mi sembrava che la cosa migliore da farsi, almeno per qualche giorno, fosse quella di tacere.
Era poi ovvio che gli eventi in corso ai reattori nucleari di Fukushima avrebbero alimentato il dibattito interno già effervescente e destinato ad intensificarsi in vista dei referendum. Il monte-ore che viene dedicato, sia in privato che in pubblico, a queste discussioni è enorme e, se solo una frazione di questo tempo venisse dedicata a produrre e studiare, il popolo si ritroverebbe molto più ricco ed anche molto più preparato a valutare le questioni relative alla produzione di elettricità da fonte nucleare. Ma ciò, ahimè, temo non avverrà nè prima nè dopo il referundum.

Il Nucleare è tema che storicamente appassiona ed induce a schierarsi. Molti mi hanno chiesto negli anni se io fossi pro o contro il nucleare ma nessuno mi ha mai chiesto se io sia pro o contro il metano o il carbone.  Chissà perchè.  Mentre sui media proliferano dibattiti e commenti, l'individuo-massa tende a schierarsi facendo una scelta di tipo caratteriale. E così succede che l'individuo con impostazione pragmatica tenda ad essere pro mentre l'individuo più sognatore tenda ad essere contro. Il primo è prevalentemente un maschio, macho e duro, con idee conservatrici mentre il secondo è tipicamente maschio non molto duro, sensibile e progressista oppure donna che ha saputo degli effetti della radioattività sui corpi umani e in particolare sui nascituri.

Ignorando i dibattiti e prescindendo dalle scelte caratteriali mi viene voglia di metter per iscritto alcune semplici considerazioni.

La relazione di equivalenza tra massa ed energia stabilisce che, se in una qualsiasi reazione, sparisce 1 chilo di massa essa

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No al nucleare!

Quando si parla di nucleare bisogna stare attenti, il falso gira come le api sui fiori. Quando va bene tutti minimizzano.

Una scossa di terremoto di intensità fuori dal normale, in un paese dove i terremoti sono normali, dove tutte le costruzioni vengono realizzate con criteri antisismici seri. Una centrale nucleare viene investita e comincia il dramma, innanzitutto per la popolazione che ci vive vicina (non bastasse il terremoto ed il conseguente tsunami), per il governo giapponese poi e infine per Tokyo Electric Power Corporation (Tepco), la società che gestisce la centrale di Fukushima assieme ad altre 16 e che in quanto a falsità ha esperienze ventennali (vedi questo documento).

Per entrare nel merito di quanto accade a Fukushima, c’è da dire che ci sono tre reattori, 1 – 2 – 3  e che due di questi sono danneggiati, quanto non lo sapremo mai di preciso, si sa che ci sono diversi operai feriti, altriirradiati e alcuni civili irradiati, la danza dei numeri è appena cominciata. Ci sono state delle esplosioni ai reattori 1 e 2 (ma altre fonti parlano di 2 e 3) dovute alla pressione dell’acqua riversata nei reattori per raffreddarne i noccioli.
Quando succede un incidente ad un reattore nucleare la prima cosa che si fa è spegnerlo. Spegnerlo è però un eufemismo, di fatto vengono calate le barre di cadmio (o altro) che assorbono PARTE dei neutroni che si liberano nella reazione. Non è come spegnere la luce premendo l’interruttore. In effetti la reazione se pur più lenta continua e l’ambiente mantiene temperature attorno ai 1000 gradi.

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Stopglyphosate

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