Ambiente & Salute

Newsletter

Se vuoi ricevere la newsletter di Ambiente e Salute registrati qui
Email type
Please wait

Documenti su energia

nucleare_no_grazie_medium.gif

Cerca


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

ENERGIA

Uranio e Gas Serra

no_nukeLe emissioni nel ciclo di produzione

Tra le motivazioni esibite dal ministro Scajola per un ritorno italiano al nucleare, c’è la riduzione di emissioni di gas serra, soprattutto CO2  :“ce lo chiede l’Europa” dice.
Il ministro però prende in considerazione le sole emissioni degli impianti in esercizio, infatti le centrali nucleari emettono quantità piuttosto contenute- anche se non proprio trascurabili -di gas serra. Per una valutazione seria delle emissioni complessive di un impianto termonucleare bisogna tener conto degli inquinanti emessi durante la costruzione delle centrali, la loro messe in funzione, il loro esercizio, la produzione e il trasporto del combustibile, lo stoccaggio del combustibile esaurito ed infine lo smantellamento dell’impianto a fine vita.
Per la loro costruzione gli impianti nucleari abbisognano di grandi quantità di combustibile fossile, non solo per le esigenze di cantiere ma anche per il largo utilizzo di enormi quantità di acciai speciali, zirconio e cemento, materiali fortemente energivori nella loro preparazione.

Leggi tutto...

M' illumino di meno

mi_illumino_di_meno_deu

13 febbraio 2009 - 5° Giornata mondiale del risparmio energetico:

adesione all'iniziativa "M' illumino di meno" promossa dalla trasmissione di Rai 2 Caterpillar

 

Per il quinto anno consecutivo Caterpillar lancia per il 13 febbraio 2009 l' iniziativa M'illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. L' Associazione Ambiente e Salute aderisce anche quest' anno chiedendo ai bar e ai ristoranti della nostra Provincia di promuovere iniziative di risparmio energetico.L'invito è stato subito seguito dalla trattoria "Da Picchio" che in collaborazione con Ambiente e salute organizza una  "Cena a lume di candela e musica acustica" . Un piccolo segno tangibile di un impegno che dovrebbe concretizzarsi tutto l' anno per contrastare lo  spreco energetico che caratterizza la nostra provincia tra le più energivore d'Italia .

 

BOLZANO: LO SPRECO E' CONSENTITO

L' Associazione Asterisco insieme ad Ambiente e Salute e al WWF ha intrapreso un'azione contro il festival annuale dello spreco che immancabilmente interessa la nostra città: porte spalancate dei negozi con temperature vicine allo zero; bar con tavolini all'aperto riscaldati da resistenze infiammate o brutte torce ad altezza d'uomo, luci sfavillanti sempre accese; per non parlare di mercati e mercatini che richiamano gente, con relativo smog al seguito, da tutta Italia. La crisi economica colpisce anche la nostra città con cassa integrazione, licenziamenti, famiglie che faticano a quadrare il bilancio, negozi storici che chiudono e via dicendo.
Un'amministrazione attenta e di centro sinistra, con assessori che dovrebbero avere una sensibilità in più per le questioni ambientali e sociali, dovrebbe dimostrare almeno una certa preoccupazione nei confronti degli sprechi gratuiti che in tempi di crisi possono diventare odiosi soprattutto per coloro che ne subiscono le conseguenze.
Abbiamo scritto una mail al Sindaco e ai politici provinciali più rappresentativi di tutti gli schieramenti. Abbiamo ricevuto due risposte, uno delle quali, gliene diamo atto, dal nostro Sindaco.
Ecco cosa dice per quanto riguardo la nostra richiesta di un'ordinanza per vietare le porte aperte:

Leggi tutto...

Emergenza nucleare

nonukes"Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all'assemblea di Confindustria. "Non è più eludibile - ha aggiunto tra gli applausi. (Repubblica 12 maggio 2008)
Lì per lì le parole di Scajola sono sembrate una boutade post elettorale fatta per tenersi buona Confindustria; invece è una cosa seria anzi serissima e che esige una risposta popolare pronta anzi prontissima. Il problema è che di pronto c’è poco o nulla e di prontissimo ancora meno. Nell’87 ai tempi del referendum si era a pochi mesi da Chernobyl e la paura era tanta, il dibattito sul nucleare già vivo prima esplose subito dopo con il coinvolgimento di tutti soprattutto i sindacati che fecero un lavoro capillare di informazione contro le centrali nelle fabbriche e fuori, il referendum fu perciò un successone. Si tentò allora inutilmente di fare di Bolzano e Provincia un territorio denuclearizzato (sarebbe interessante una ricerca storica sulle posizioni dei partiti e dei movimenti di quegli anni).
Ora siamo punto e a capo con una situazione molto più complessa. La recente crisi economica con il suo seguito di cassa integrazione e licenziamenti e chiusure di aziende esclude con ogni probabilità il sindacato; ammenochè non si convincano che puntare sulle rinnovabili possa essere un buon motore per la ripresa economica. L’aggressività muscolosa, ignorante e disinvolta nell’uso del falso della destra fascista al governo complica ulteriormente la faccenda. Il governo sta già preparando il terreno. In febbraio 2009 sarà convocata una conferenza nazionale su energia ed ambiente nella quale cercheranno di convincerci della bontà dell’idea. La definizione dei siti su cui si trovano le centrali come aree militari la dice lunga sul tipo di coinvolgimento delle popolazioni interessate. Confindustria con i suoi lacchè nella politica a tutti i livelli, si è già mossa facendo pressioni sul governo perché faccia del nucleare una fonte rinnovabile di energia (bocciato dall’UE) e fornisca loro grandi quantità di energia a buon mercato costi quel che costi basta che il conto lo paghi lo stato, Enel, Edison A2A e gli altri big dell’energia si fregano le mani e preparano gli attrezzi, mazzette comprese. In Lombardia Formigoni ha già fatto sparire il progetto di un centro di ricerca sulle rinnovabili che doveva partire presso l’Alfa di Arese dismessa.  Il tutto in nome di un benessere fondato sui consumi e in cognome degli interessi della nazione.

Leggi tutto...

Quando raschieremo il fondo?

inceneritore2Un mese fa sono stati consegnati i lavori per la costruzione del nuovo inceneritore, che prevederebbe una rete di teleriscaldamento che riscaldi Casanova e zona produttiva di Bolzano. Ma dall'altra parte le raccolte differenziate crescono, i rifiuti diminuiscono e  noi per i prossimi 30 anni non potremo sperare in una politica dei rifiuti che sia davvero indirizzata alla riduzione perché a questo divoratore di rifiuti bisognerà pur dare da mangiare (un esempio per tutti: le cassette di plastica dei mercati che non vengono differenziate da Seab). Ma questo teleriscaldamento è davvero un affarone di cui dovremmo approfittare, come suggerisce l'ex assessore Fattor? O è l'ennesima presa per i fondelli per giustificare investimenti enormi su opere dannose per la popolazione?

Intervenendo sulla questione dell'energia e del calore prodotti dall'inceneritore, l'ex assessore Fattor in un  articolo apparso il 16 gennaio sull'Alto Adige , conclude dicendo "Bolzano non deve subire il termovalorizzatore", quasi a lasciare intendere che l'inceneritore è una punizione che non dobbiamo SOLO subire, ma pur sempre una punizione!
Fattor è stato l'assessore comunale che ha portato a battesimo il progetto di incenerimento dei rifiuti proposto dalla Provincia, in piena linea verde-ecosociale ante litteram. Il Comune avrebbe potuto se non altro opporsi e impegnarsi da subito nelle raccolte differenziate spinte, invece che arrivarci con ritardo di una decina di anni. Invece pare che l'inceneritore lo facciano solo per i bolzanini sporcaccioni che non sono capaci di differenziare bene.
Ma entriamo nel merito della questione teleriscaldamento, che sarebbe poi l'unico motivo per il quale l'incenerimento rispetto ad altri sistemi di smaltimento dei rifiuti sembra vantaggioso. E sottolineo sembra.
Due argomentazioni a questo proposito:
  1. il bilancio energetico e  ambientale nel confronto fra i due sistemi (produzione di energia e calore con l'incenerimento dei rifiuti a confronto con la  produzione delle stesse con sistemi separati alternativi) è realmente a favore del  teleriscaldamento?
  2. nella politica di gestione dei rifiuti per la nostra provincia incrementare le raccolte differenziate e contemporaneamente costruire un inceneritore con una rete di teleriscaldamento collegata  non sono due azioni in contraddizione?
Partiamo dalla prima risposta: confrontando la produzione di energia elettrica e calore (cogenerazione) prodotta da un impianto di incenerimento collegato cerani_grandead una rete di teleriscaldamento e quella prodotta da impianti specialistici differenti (centrale elettrica e caldaie), la reale resa in termini di bilancio energetico della prima è nettamente in perdita rispetto alle seconde. A dirlo è un illustre ingegnere che di queste valutazioni se ne intende, Massimo Cerani di energEtica, esperto in gestione e smaltimento dei rifiuti, oltre che di bilanci energetici e ambientali, che, dati alla mano dimostra come bruciare i rifiuti per produrre energia e calore  NON E' ENERGET ICAMENTE CONVENIENTE!

Per quanto riguarda poi il bilancio ambientale, l'assessore Fattor fa un cenno alle emissioni complessive di inquinanti che si andrebbero a ridurre con il teleriscaldamento.
Sempre riprendendo  una relazione dell'ingegner Cerani , in base a dati dell'Agezia nazionale per la   protezione dell'ambiente, le emissioni di mercurio , ossidi di azoto, diossine e soprattutto polveri  fini secondarie sono di diverse volte superiori a quelle ad esempio di una centrale a turbogas. Senza considerare le fonti alternative di  energia!
Credo non ci sia molto altro da aggiungere a riguardo, se non spezzare una lancia a favore dell'ex assessore Fattor, che evidentemente crede alla favola raccontata da tecnici e amministratori provinciali riguardo il "loro" inceneritore, costruito con tecnologia avanzatissima che l'aria la purifica invece di inquinarla (si sa qui in Provincia le cose le fanno sempre meglio che nel resto del mondo).
Passiamo alla seconda questione: una volta avviato l'impianto di teleriscaldamento e produzione di energia, sarà necessario tenere a regime il tutto, cioè continuare a foraggiare  l'inceneritore di rifiuti da bruciare, un inceneritore che viene costruito per bruciare 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno.  Se così non fosse allora il bilancio energetico sarebbe ancora più negativo con una evidente ulteriore perdita in termini economici.
L''Appa ci informa che, rispetto al 2006 assistiamo ad una inversione di tendenza per i rifiuti prodotti che diminuiscono complessivamente. Sicuramente questo è il risultato dell'aumento delle raccolte differenziate, soprattutto nella città di Bolzano (meglio tardi che mai...) con la raccolta del rifiuto umido porta a porta. Prossimamente come ci ha promesso l'assessore all'ambiente del Comune di Bolzano, dovrebbero essere eliminati i cassonetti stradali per avere i bidoni del rifiuto indifferenziato nei condomini. Non è il massimo della furbizia come scelta, perché verrebbe da dire si prendono gli oneri e non gli onori, ma sicuramente una qualche influenza sulla produzione cittadina di rifiuti ci sarà ( studi sui differenti sistemi di raccolta stimano come intorno al 50% di raccolta differenziata il limite raggiungibile con questo sistema, rispetto all'attuale 40% circa). Vogliamo anche credere ai propositi dell'amministrazione provinciale riguardo una riduzione dei rifiuti a monte, troppo spesso enunciata e non ancora concretizzata in maniera apprezzabile.
Quindi presumibilmente si abbasserà ancora la quantità di rifiuti prodotta in provincia e smaltiti nell'inceneritore. Nel 2007 l'inceneritore ha bruciato 84.648 tonnellate di rifiuti.
E qui torniamo alla solita domanda che diventa sempre più inquietante: ma in questo inceneritore da 130.000 tonnellate cosa ci dovremmo bruciare?
Chiudo con una considerazione sempre del nostro ingegnere Cerani che è assieme una condanna e una speranza:
"Le reti di teleriscaldamento sono l'ultima chance per i monopolisti energetici prima della riduzione dei consumi, risparmio energetico, e uso massiccio delle fonti rinnovabili".
Dopo aver abbondantemente raschiato il fondo, forse cominceremo la risalita.
Paola Dispoto

La rivoluzione energetica americana

lowcarbonIn occasione dell'elezione del nuovo presidente USA, Cristopher Flavin del famoso Worldwatch Institute ha pubblicato da pochi giorni una interessante review intitolata   Low-carbon energy. A roadmap. (pdf, 2,4 MB)
E' un lavoro che fa il punto della situazione  sul problema climatico. E' articolato in 6 capitoli di facile lettura (in inglese), utili soprattutto a chi è digiuno in materia e parte da zero.
I capitoli:
  1. RIASSUNTO, dove si parla della CO2 e della necessità di passare massicciamente all'uso delle energie rinnovabili, ricordando che queste sono in grado di produrre milioni di posti di lavoro per i prossimi decenni.
  2. EVITARE LA CATASTROFE, dove si ricorda che negli ultimi 500.000 anni la terra ha avuto 4 glaciazioni, intervallate da 4 periodi caldi. Mai la CO2 ha superato i 300 ppm. Oggi siamo a 384 ppm (430 equivalenti se si somma l'effetto degli altri gas serra). Se si continua così con il business as usual si arriverà a 650 ppm per la fine del secolo.
  3. UNA VERITA' CONVENIENTE, dove si dice che c'è un enorme potenziale per migliorare la produttività energetica. Oggi lo spreco è massiccio. Miglioramenti sostanziali si possono avere nei seguenti campi: motori, condizionamento dell'aria, automobili, centrali energetiche, computer, aerei, edifici, urbanistica.
  4. ENERGIA SENZA CARBONIO, dove si parla di vento, sole, geotermico, biomasse, idroelettrico, oceani. E il nucleare? No per ragioni economiche e poi non c'è più tempo.
  5. DISEGNARE UN NUOVO SISTEMA ENERGETICO, dove si dice che, al contrario di oggi, le fonti energetiche saranno disperse e collegate da una griglia, un reticolo come per internet. Le auto saranno elettriche, ibride. Ci saranno nuovi carburanti.
  6. FAR PARTIRE LA RIVOLUZIONE. Sono necessarie: decisioni politiche, progressi tecnologici, ricanalizzare gli investimenti privati. Oggi, in USA, il sostegno alle rinnovabili per tutto il 2008 è risultato essere poco più di 650 milioni di dollari, circa la stessa cifra spesa in Iraq per un solo giorno! Dare un segnale con la verità dei costi è importante ma non sufficiente, come dimostrato dal modesto impatto del costo del petrolio (30 dollari nel 2003, 100 nel 2008) sul suo consumo. Così pure dare un prezzo alla CO2, come fa l'Europa, non è sufficiente. Servono nuove regole politiche, al di fuori delle leggi del mercato.
Buona lettura.

Pierluigi Gaianigo, WWF Bolzano

Sottocategorie

Stopglyphosate

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio