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ENERGIA

SEL 4:La centrale S. Antonio un caso o normale prassi?

(leggi SEL 1, SEL 2, SEL 3) A fine 2010 alla gara per la concessione della centrale Enel di S. Antonio nelle immediate vicinanze del capoluogo,  partecipa la  Eisackwerk di  Helmuth Frasnelli un imprenditore pusterese che ha già ricevuto la concessione della centrale idroelettrica di Rio Pusteria ma il suo progetto, pur essendo giudicato quale migliore dai tecnici dell’assessorato, viene bocciato dalla giunta Provinciale in base ad una relazione dell’assessore Laimer che presenta il progetto Hydropower come migliore e meritevole della concessione (alla votazione i due assessori italiani sentendo puzza di bruciato se ne vanno)e la centrale viene concessa a Hydropower.  Frasnelli denuncerà poi un ricatto che l’assessore avrebbe fatto nei suoi confronti chiedendogli di ritirarsi dalla gara e in cambio gli avrebbe concesso l’ampliamento di una cava di ghiaia di sua proprietà in val Pusteria. Al suo rifiuto Frasnelli ha perso sia la centrale che l’ampliamento della cava. Chi ha scritto la relazione? Si chiede il procuratore generale e lo chiede anche a Laimer che per molto tempo sia al procuratore che alla giunta che al consiglio Provinciale insisterà a dichiarare che è stata opera sua. Rispoli scopre poi  una copia della relazione nel computer di Rainer il che significa anche che la SEL è stata informata del progetto concorrente e ora l’assessore Laimer rischia di dover rispondere di tentata concussione (ai danni dell'imprenditore sudtirolese Helmuth Frasnelli) e (in concorso con Maximilian Rainer) di abuso d'ufficio, rivelazione di segreti d'ufficio, falso ideologico e turbativa d'asta. Laimer si difende dicendo che l’ha fatto per favorire la provincia che è un bene comune e non c’erano scopi o tornaconti personali e con questo spera nell’archiviazione della sua posizione.

Il forte conflitto di interessi tra Provincia e SEL È aggravato dal fatto che per ogni centrale persa SEL avrebbe dovuto pagare un conguaglio milionario a Enel che nel caso di S. Antonio è di 24,4 milioni di € da far pagare ai contribuenti. Probabilmente è questo il movente che ha fatto fare carte false all’assessore e a Maximilian Rainer nella vicenda S. Antonio. 

Ne frattempo in seguito a tutti questi scandali il CdA di SEL si è dimesso (o meglio è stato costretto a dimettersi) e il suo direttore generale Maximilian Rainer si è autosospeso. Chi ha sbagliato ha pagato, ma alla cassa mancano ancora i responsabili politici dell’affare energia, coloro che in ultima analisi avevano l’obbligo del controllo su quanto veniva fatto in SEL visto che gestivano una buona fetta del budget Provinciale in un settore cruciale per il futuro del territorio.  

I vertici SVP presi dalla fretta di mettere un coperchio alla pentola, in poco più di una settimana nominano il nuovo CdA. Sono 5 piuttosto giovani e piuttosto sconosciuti, due donne che fanno tre con la nuova presidente del consiglio sindacale. 3 sono stati scelti dall’assessore Laimer, uno dal presidente della Provincia Durnwalder e uno dal PD. Normale lottizzazione in casi come questo. Quello che sconcerta è che la scelta dei candidati è stata portata a termine dagli stessi che avevano scelto anche il precedente CdA garantendo trasparenza ed etica. 

La richiesta di dimissioni dell’assessore Laimer fatta dalle opposizioni in Consiglio Provinciale è caduta per ora nel vuoto a causa della posizione di attesa tenuta da Giunta e SVP.
Laimer è un tipo piuttosto vendicativo e non ci ha messo molto a farlo capire: nell’ambito del piano per le nuove agenzie sparirà di fatto anche la ripartizione energia con l’ufficio elettrificazione reo di essersi messo di traverso agli interessi della “provincia”, mettendo nei guai l’assessore, le competenze passeranno all’Agenzia per l’energia  alle dirette dipendenze dell’assessore e con personale totalmente nuovo.
Chi non è ancora stato toccato da tutta questa storia è Durnwalder e nessuno ha finora chiesto le sue dimissioni che a ben guardare dovrebbe avere notevoli responsabilità politiche in tutta la vicenda SEL dalla sua nascita ad oggi. D’altra parte quando le cose vanno bene non manca mai di farne parte ma ora che le cose vanno male se ne allontana facendo finta di niente, come se la cosa lo toccasse solo di striscio. Ma sappiamo bene che se SEL ha questa posizione, questa struttura, sia lui che l’assessore Laimer ne sono in egual misura responsabili. Per la parte politica naturalmente perché gli aspetti penali sono ovviamente personali.

Argante Brancalion

SEL 3; Gli scandali - la Corruzione

(Leggi gli episodi precedenti Sel 1, Sel 2) Arroganza che ha permesso ad alcuni dirigenti SEL di credere di potersi muovere a viso più o meno scoperto sicuri di farla franca date le potenti coperture politiche di cui disponevano.
Nel novembre 2000 viene fondata a Bolzano una società “Mega srl” con sede ufficiale a Milano, i soci sono tre: Maximilian Rainer, Michl Laimer e Giuseppe Angiolini, un noto consulente milanese specializzato in energia. La società resterà in vita fino al 2004 senza peraltro diventare operativa. Di per sé la cosa non sarebbe interessante ma è significativa dei rapporti che l’assessore ha con il suo direttore di dipartimento, anche Angiolini lo ritroveremo dopo qualche anno quale consulente di SEL.
Nel marzo del 2001 a Bolzano viene fondata in via Grappoli 50 una società la “Müller Energie GmbH“ da due commercialisti che l’anno successivo la cedono all’allora vice sindaco di Vizze Peter Delueg (40%), a Josef Mair (20%) e al direttore di dipartimento di Laimer,  Maximilian Rainer (40%). L’anno successivo Rainer diventa a tempo pieno direttore generale di SEL ed il conflitto di interessi diventa palese perciò cede la propria quota al fratello Alexander il quale cederà al Comune di Vizze (15%) una parte della sua quota restando con il 37% della società. A metà del 2004 la Müller Energie GmbH  riceve dalla Provincia la concessione per lo sfruttamento idrico del Rio Monte Grande. Due anni più tardi la centrale è pronta ed operativa e sfornerà in media 500.000 € all’anno.
Nel 2009 il Tageszeitung scoprirà i retroscena di un altro Affare legato all’energia. 

La vicenda prende le mosse da una centrale elettrica fatiscente ma funzionante che si trova nel bel mezzo di un complesso industriale a Mezza Selva, nei pressi di Fortezza. La proprietà intende vendere l’intero complesso perché da anni non riesce ad avere le autorizzazioni ad un suo ampliamento e chiede a SEL se è interessata all’acquisto per 600.000 € . Sel fa valutare la sola centrale e offre 70.000 €, la centrale nonostante l’età vende energia per 140.000 € all’anno al comune di Bressanone. Il CdA di Sel rinuncia  quindi all’acquisto. Il suo direttore generale Maximilian Rainer però si adopera a Vienna per far acquisire il complesso alla società Stein an Stein con sede in quella città. La Stein an Stein è una società che si occupa di posare sampietrini, amministrata da  Petra Windt  compagna di studi di Maximilian Rainer. Petra Wind apre a Bolzano la „Stein an Stein Italia GmbH“ con sede in via Grappoli 50 presso lo studio di consulenza finanziaria: “Prast, Crazzolara, Schweitzer”. I nomi degli ultimi due sono rintracciabili negli organigrammi delle società SEL e il dott. Schweitzer è stato uno dei fondatori della Müller Energie GmbH la società che poi fu ceduta anche a Rainer.
Petra Windt non resterà sola a lungo alla Stein an Stein Italia GmbH. Nel luglio 2007 a Innsbruk viene costituita la “EVB Energie Verwaltungs- und Beteiligungs GmbH“  il cui unico rappresentante è Martin Kofler, ex sindaco di Lienz, attivo come Commercialista e partner della “Treuhand GmbH” (Fiduciaria srl). La EVB Energie Verwaltungs- und Beteiligungs GmbH acquista il 30% di Stein an Stein Italia GmbH divenendo così proprietario di un terzo della centrale di Mezzaselva . Il procuratore generale Rispoli sta ora cercando di capire chi c’è dietro a Kofler.
Nel frattempo Franz Pircher  (presidente dei sindaci di SEL ed intimo amico del Presidente Durnwalder) e Helmuth Stocker (fratello di Klaus Stocker) che per SEL prepara le buste paga dei dipendenti, mettono a disposizione ben 700.000 € attraverso due fideiussioni bancarie, per permettere alla Stein an Stein di acquistare la centrale a Mezzaselva.
Una volta acquisita la centrale chiedono un suo ampliamento. Il progetto viene più volte respinto dall’ufficio tecnico Provinciale ma alla fine l’assessore Laimer concede l’ampliamento nonostante il parere contrario dei suoi uffici tecnici. È un caso piuttosto raro, solitamente il parere dei tecnici viene rispettato dall’esecutivo ma Laimer scavalcherà ancora il parere dei propri tecnici con conseguenze nefaste come vedremo più avanti. Il presidente Durnwalder si reca con Franz Pichler da Paul Thaler che possiede un terreno confinante con la centrale Thale gli chiede come comportarsi nel caso Stein an Stein gli chiedesse di vendere il terreno che le serve per ampliarsi. Durnwalder spiegherà il fatto come una normale richiesta da un cittadino con un problema. Di casi del genere ne riceve decine ogni anno. 

Rispoli scopre che la famiglia Rainer ha messo le mani in altri progetti energetici. A Verona si trova la sede della “Societá di Amministrazione Fiducaria SPA“ all’interno della quale trova due società e relativi soci occulti. Una è la „Ciamp GmbH“  in mano a Hans Berger a cui appartiene una centrale a biomassa a Campo Tures (valle Aurina) e l’altra è la „Burgumer Energie GmbH“ che vede tra i soci Alexander Rainer.
La Burgumer Energie nasce nel 2005 con l’intenzione di costruire in val di Vizze una centrale sul rio Bargone è essenzialmente una società familiare il capitale sociale di 20.000 € è diviso fra i fratelli Hofer: Benno detiene il 42%, Hans Heinz il 15% e Greti il 43%. Greti è la moglie di  Josef Mair socio con Rainer in Müller Energie Gmbh. 
Nel 2006 la società riceve la concessione per la costruzione della centrale che comincia a funzionare nel 2009. circa 6 mesi prima cambia la composizione societaria, Benno Hofer passa al 15% e cede il resto (27%) alla AF – Società di Amministrazione Fiducaria SPA di Verona ossia nelle mani di Maximilian Rainer, il quale paga la compartecipazione 5.300 € quando la società tra il 2008 e il 2009 incassa già 850.000 €. C’è da chiedersi come mai Benno Hofer regala il 27% della società a Maximilian Rainer? In ogni caso dopo neanche due mesi Rainer cede al fratello la partecipazione nella società.
Che Maximilian Rainer sia un esperto di energia è fuori dubbio, dubbia è la sua fedeltà alla società di cui è un alto dirigente. Lascia dubbi anche il fatto che mentre è molto bravo a districarsi tra piccole società nelle quali ci mette anche del suo, non sembra altrettanto in gamba quando ha a che fare con colossi quali Enel e Edison e quando soprattutto non ci mette nulla di suo ma usa grandi quantità di denaro pubblico che come tutti sanno  non è dei cittadini anzi non è di nessuno. (Continua...)

 

Argante Brancalion

Lo scandalo SEL

Lo scandalo SEL è il primo serio scandalo di corruzione in società pubbliche. Finora hanno pagato solo gli amministratori lasciando i politici di riferimento col fiato sospeso ma sostanzialmente al loro posto. Il caso è complicatissimo e per dare un’informazione chiara e puntuale ho diviso la storia in 4 parti (si stanno aggiungendo ogni giorno delle novità).
Buona lettura
Argante Brancalion

 

SEL 1: Il conflitto d’interessi

(Dal sito www.sel.it) La sicurezza dell’approvvigionamento energetico, che è l’obiettivo primario della SEL per l’Alto Adige, necessita della creazione di una rete operativa e strategica. Per far sì che sul nostro territorio possa essere garantito un approvvigionamento energetico duraturo l’Alto Adige ha bisogno di collegarsi alle reti energetiche transfrontaliere a sud e a nord. Inoltre una fornitura sicura e sostenibile di energia rafforzerebbe il nostro territorio anche dal punto di vista economico. Le partnership facilitano lo scambio di know-how e la realizzazione di progetti energetici orientati al futuro.


È del 2006 l’approvazione del decreto legislativo in materia di grandi derivazioni a scopo idroelettrico con il quale il governo cede alle Provincie Autonome di Trento e Bolzano le competenze in materia di Energia. Diventando così concessionaria delle derivazioni elettriche.
Ma è già  da un po’che la provincia pensa all’energia.
La SEL (Südtiroler Elektrizitätsaktiengesellschaft,) nasce infatti nel 1998 per dare corpo ad un’idea della giunta altoatesina con la quale si intendeva portare in mani provinciali l’energia prodotta in Alto Adige per poter giocare da protagonista la partita energetica specie nell’ambito delle rinnovabili come l’idroelettrica.
In questo momento la Provincia si trova ad un bivio. Gestire l’operazione come concessionaria e concedere le centrali agli enti territoriali (comuni) come hanno fatto i trentini oppure gestirla in proprio direttamente affrontando con l’arroganza e forti somme in denaro l’évidente conflitto d’interessi fra provincia concessionaria e provincia (SEL) gestore. L’assessore Laimer e il presidente Durnwalder decidono per quest’ultima opzione che ha evidenti vantaggi in termini di accumulazione di potere personale. Questa decisione è alla base di tutti gli attuali problemi che SEL e assessorato stanno affrontando.
Il conflitto di interessi è evidente con la costituzione della SEL nella quale l’ente pubblico partecipa al 93% e si presenta quale concorrente  nelle gare  indette dalla stessa Provincia  per l’assegnazione delle derivazioni idriche a scopi elettrici.
Fin da subito emerge una forte lottizzazione della nuova società: Il primo presidente della SEL è  lo stesso assessore Michl Laimer,  carica che deve subito lasciare per evidente ulteriore conflitto di interessi. Vengono  nominati un nuovo cda con presidente Klaus Stocker, capo del Bauernbund pusterese e presidente dell’associazione caccia sudtirolese (sia Laimer che il presidente della Giunta Provinciale  Luis Durnwalder sono appassionati cacciatori) ed il direttore generale Maximilian Rainer,  proveniente dai vertici dello staff dell’assessore Laimer nonché cognato del consigliere Elmar Pichler Rolle (ai tempi Obmann SVP). Quale presidente del consiglio dei sindaci infine viene designato Franz Pichler, commercialista pusterese ed intimo amico di Durnwalder.

SEL 2; Gli affari

(Leggi la prima parte) La SEL, ben finanziata, fa il suo ingresso sul mercato dell’energia ed inizia una serie di acquisizioni di cui qui sotto la cronologia ufficiale proveniente dal sito SEL:
1998 Costituzione della SEL con l’obiettivo di mettere in atto la nuova competenza dell’Alto Adige nel settore energetico
2000 Rilevamento della gestione delle centrali idroelettriche di Glorenza-Malles e Castelbello da parte della SELEDISON, costituita congiuntamente da SEL e Edison, e compartecipata in seguito anche da Azienda Energetica, SELFI N e 13 Comuni venostani
2002 Costituzione di un’affiliata per il commercio dell’energia elettrica, SELTR ADE , in seguito alla liberalizzazione del mercato elettrico in Alto Adige
Entrata nel mercato del gas naturale tramite il rilevamento dell’attività di tre precedenti gestori del gas. Espansione della rete altoatesina di distribuzione di gas naturale tramite SELGAS
2003 Costituzione delle società di gestione degli impianti di teleriscaldamento di Sesto e Chiusa
2004 Costituzione, insieme a singoli enti pubblici, di svariate società per la costruzione di nuovi impianti idroelettrici  Sottoscrizione di accordi tra SELTR ADE ed imprese e industrie altoatesine per la fornitura di energia elettrica a condizioni vantaggiose
2005 Costituzione della società di gestione della centrale di teleriscaldamento di Silandro
Costituzione dell’Agenzia Casa Clima
Conferimento a SEL della centrale di teleriscaldamento di Bolzano da parte della Provincia Partecipazione alle gare di assegnazione delle concessioni per le centrali di grande derivazione Enel ed Edison
2007 Lancio sul mercato di offerte elettriche SELTR ADE particolarmente vantaggiose per gli usi domestici (Offerta FamigliaPiù) in seguito alla completa liberalizzazione del mercato elettrico
2008 Acquisto della quota del 60 % delle sette centrali altoatesine Edison e costituzione della Hydros
2009 Accordo con Enel sulla gestione congiunta a maggioranza SEL delle concessioni relative alle centrali Enel assegnate dalla Provincia
Assegnazione a SEL delle concessioni per nove impianti a grande derivazione Enel
2010 Assegnazione a SEL della concessione per la centrale Enel di Bressanone
Apporto SEL di circa 2,6 miliardi di kWh alla produzione elettrica altoatesina
Costituzione di SELNET : acquisizione della rete di Enel distribuzione in Alto Adige
Costituzione di SE Hydropower
Certificazione di 5 centrali idroelettriche e conseguente offerta di energia elettrica certificata
da fonte rinnovabile
Ma andiamo a vedere nel dettaglio i passaggi dell’operazione.
Nel 2005 spende 200 milioni di euro (e altrettanti ne spende Dolomiti Energia di Trento)  per avere il 10% di Delmi, la newco promossa da Aem Milano. Questa a sua volta, è titolare del 50% di Transalpina di Energia, la cui rimanente metà è dei francesi di Edf. Transalpina, insieme hanno  acquisito il 71,2% di Edison, secondo colosso italiano dell'energia. Un giro complicato per arrivare a possedere il 3% di Edison e Klaus Stocker entra nel CdA di Edison. In Alto Adige sono controllati da Edison  gli impianti idroelettrici di Marlengo, Premesa, Ponte Gardena, Lasa, Brunico, Curon e Vizze: in totale 1.007 gigawatt/ ora di energia, un valore stimato tra 200 e 300 milioni di euro e concessioni in scadenza tra il 2011 e il 2020. A questi bisogna aggiungere Glorenza e Castelbello già da qualche anno gestiti insieme dalla società SEL- Edison. Fra il 2008 ed il 2010 SEL conclude due importanti alleanze con i colossi dell’energia Enel ed Edison. I contratti stipulati tra le società non vengono illustrati ed il partito dei Verdi è costretto a ricorrere al Consiglio di Stato per prenderne visione, cosa che accade nell’aprile del 2011. Dalla lettura degli accordi si deduce che SEL non ha concluso dei buoni affari, specie se si considera che il denaro impiegato è quello della Provincia e quindi dei suoi contribuenti.
Nell’aprile del 2008 viene costituita la società Hydros in cui Edison fa confluire le sue centrali, la SEL entra in Hydros nell’ottobre del 2008 acquistando il 60% della società a 177 milioni di euro. Il prezzo però non è chiaro perché 177 milioni è quanto fissato nell’accordo ma al momento dell’ingresso effettivo appare un altro prezzo, 133 milioni di euro. Sembra uno sconto praticato da Edison a SEL ma  si legge che SEL si assume 48 milioni di debiti trasferiti da Edison a Hydros al momento della costituzione.
La divisione dell’energia non avviene poi in modo proporzionale dei partecipanti nella nuova società, infatti  ad Edison è assegnato il 67,3% di tutta l’energia e solo il 32,7% va a SEL. Hydros inoltre produce l’energia ma non la vende sul mercato, la cede a SEL ed Edison e SEL inoltre paga un prezzo maggiore rispetto ad Edison, avendo stabilito prezzi diversi da centrale a centrale. SEL comunque non procede a vendere l’energia acquisita da Hydros sul mercato bensì dà incarico ad Edison Trading di venderla incassando i ricavi e trattenendo una commissione. Il risultato è che i margini di profitto per ogni unità di energia prodotta  sono più alti per Edison che per SEL e che SEL è una società a sovranità limitata poiché non ha rapporti diretti con il mercato ma si deve avvalere dell’intermediazione di Edison. Vengono poi sottoscritti una serie di accordi di servizio secondo i quali SEL affida ad Edison, per tutta la durata delle concessioni, il controllo delle centrali.
In dicembre 2011 le cose cambiano di nuovo; Edf esce da Transalpina e si porta via Edison compreso il 40% di Hydros, così SEL si ritrova con il 10% di Delmi che però non possiede alcuna centrale in Alto Adige e anzi nell’operazione avanzano per SEL più di un milione di € di debiti dovuti alla svalutazione delle azioni Delmi avvenuta nel corso dell’operazione. Lo scopo di SEL era quello di impossessarsi di tutte le centrali idroelettriche della provincia ed ora si trova spiazzata. Non è chiaro se Edf intenda sbarazzarsi delle nostre centrali a favore di SEL.

Le cose non vanno meglio con Enel con la quale fra il 2008 ed il 2009 SEL firma una serie di contatti costituendo SE Hydropower. L’obiettivo degli accordi è vincere le concessioni e conferirle in SE Hydropower nella quale SEL ha il 60% ed ENEL il 40%. Di fatto è SEL che si obbliga a portare le concessioni e , per ogni concessione persa, risarcisce Enel con un conguaglio. Infatti  la perdita della centrale di Rio Pusteria  è costata 7,5 milioni, dovesse perdere anche la concessione della centrale di S. Antonio dovrebbe pagare a Enel ben 24,4 milioni di euro. In tutto ciò la Provincia era chiamata quale arbitro nell’assegnazione delle concessioni sapendo che se non le avesse date ad Enel SEL avrebbe subito un grave danno patrimoniale. In aggiunta le centrali portate da Enel sono state sopravvalutate in quanto gran parte degli impianti necessitano di sostituzione in tempi brevi.
In entrambi i casi va poi sottolineato che gli utili di Edison ed Enel non sono fiscalmente rilevanti in Alto Adige  e si possono quantificare le minori entrate fiscali per la provincia di Bolzano.
Da ricordare che contro l’assegnazione delle concessioni a SEL hanno fatto ricorso tutti, comuni e privati,  tranne Enel, il gigante con cui SEL è dovuta scendere a patti.
Ci vien da chiedere perché la Provincia, solitamente più intelligente nelle proprie scelte strategiche, si sia infilata in un pasticcio del genere? Anche a ben cercare l’unica risposta che troviamo è che quando si permette alla stessa classe dirigente di sedere sulle stesse poltrone per oltre 20 anni, l’accumulo di potere e poteri, l’intreccio di interessi sia pur non sempre personali, si fanno tali da far perdere di vista il bene comune a favore di forze ed interessi che solo esteriormente sembrano fare gli interessi comuni. Fin dall’inizio la vicenda SEL è stata gestita come una cosa privata dai vertici dell’amministrazione provinciale, si sono voluti tenere nelle proprie mani sia la concessione che la gestione dell’energia scatenando a cascata una serie di complicazioni che si è cercato di tamponare a suon di milioni di Euro da una parte e con arroganza dall’altra.
Arroganza che ha aperto le porte ad altri ben più gravi problemi che vedremo nella prossima puntata.

Argante Brancalion

Serata sul futuro dell'energia

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