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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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CAMBIAMENTI CLIMATICI

Un brutto clima …

terra_sotto_la_lentePresso l’ Eurac di Bolzano si è tenuta, mercoledì 7 novembre, la conferenza dal titolo:

Cambiamenti climatici: allarme esagerato? Climate Change: Panikmache oder Wirklichkeit?” con relatori Sergio Castellari, esperto italiano dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia e del Centro Euro-mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, del Ministero dell’Ambiente Italiano, nonché del Focal Point italiano dell’IPCC (International Panel Climate Change) dell’ONU e Marc Zebisch, direttore scientifico dell’Istituto per il Telerilevamento applicato dell’EURAC e già collaboratore dell’Istituto di ricerca sugli effetti climatici di Postdam.

 Entrambi i relatori hanno dimostrato scientificamente che il cambiamento climatico esiste, è già un fenomeno preoccupante e che la causa principale di questo fenomeno sono state negli ultima 30 anni le attività umane e in particolare gli interventi che hanno portato ad un aumento dei gas serra e di conseguenza ad un aumento del fenomeno dell’ effetto serra. L’aumento della temperatura media globale ha fin d’ora conseguenze importanti sull’ ambiente: diminuzione delle piogge, riduzione dei ghiacciai, aumento livello dei mari, con gravi ripercussioni sulla flora e sulla fauna.

L’intensità del riscaldamento globale dipenderà nel futuro da scelte che dovremo fare subito, scelte che dovranno portare ad una riduzione della produzione dei gas ed in particolare di CO2. Le attività che maggiormente portano alla produzione di CO2 sono le combustioni: traffico, aerei, combustioni industriali e inceneritori. Il riscaldamento è globale ma le cause e perciò le soluzioni dovranno essere locali (al di là dei vari trattati di Kyoto, che poco rassicurano gli esperti, ma che comunque nemmeno vengono rispettati in Italia) .

Bolzano:

Per il traffico notiamo da mesi un balletto tragicomico su misure che un giorno compaiono e il giorno successivo spariscono, ma il traffico automobilistico non viene assolutamente ridotto. L’autostrada è sempre più piena di camion e ci propongono soluzioni (?) che dovrebbero risolvere, ma non ci crediamo, il problema fra 20-30 anni.

Si vuole ampliare l’ aeroporto, nonostante la protesta di molti cittadini, i problemi finanziari e i numerosi disguidi tecnici.

Infine per la gestione dei rifiuti si sceglie, come punto centrale, l’incenerimento.

Questo è il contributo dell’ Alto Adige al riscaldamento globale: come sempre all’avanguardia.

La notte del 08.11.2007 nella discarica di Vadena si è sviluppato un grande incendio, con una alta nube nera che ha investito la città. Abbiamo sentito alla televisione il responsabile dell’ Appa dott. Minach rassicurare i cittadini e  dire che la soluzione è l’incenerimento dei rifiuti.

E’ normale che in una discarica si sviluppi un incendio di tali dimensioni? Cosa è bruciato? Quali sono i pericolo per i cittadini? Perché non è stato dato l’allarme? Queste sono le domande a cui il dott. Minach dovrebbe rispondere, invece che fare spot pro inceneritore!

E’ sicuro il dr. Minach che con l’inceneritore spariranno le discariche? E soprattutto è sicuro il dr. Minach che dall’inceneritore non usciranno sostanze pericolose per la salute dei cittadini? E' certo nell' affermare che se quei rifiuti ingombranti fossero stati bruciati nell' inceneritore, sarebbero sparite le sostanze tossiche che essi sprigionano?  

Il fumo e l’odore dell’incendio si sono propagati in diverse parti della città: verso Casanova e Firmian fino all’ ospedale, ma anche verso ponte Druso e il centro città, stazionando poi lungo la montagna in zona Oltrisarco. Questo a testimoniare che i fumi e le sostanze emesse dall’inceneritore, che si trova ancor più vicino alla città della discarica,  oltre a colpire i nuovi quartieri molto popolosi si diffondono su  gran parte della città, spiegando così per esempio, le anomale concentrazioni di diossina in zona Lido di Bolzano oltrechè portando in una zona già delicata come Oltrisarco ulteriori carichi di inquinanti ed in particolare di polveri sottili.

 Alto Adige_8_11_07     e Ansa    e  LPA    ripensare_la_raccolta-_zannato_correre_aa_8.11.07

 gli_inceneritori_e la Co2-greenpeace

 Videoconferenza dell' oncoematologa Patrizia Gentililini: danni alla salute da inceneritori

 4 semplici questioni del prof. Ernesto Burgio

Ferragosto, senza prosciutto sugli occhi…

smog-rischiOggi il quotidiano Corriere della Sera dedica l’editoriale di Giovanni Sartori, in prima pagina,  al tema dell’ambiente e dell’ecologismo. Non so se Sartori sia un “ambientalista” o meno, certamente è una persona che vede e ragiona sulla realtà senza il famoso prosciutto sugli occhi, prosciutto fatto di interessi economici, di autoconservazione politica e di pigrizia intellettuale. Pigrizia che certamente non è presente nello scritto, che riportiamo sotto. Non tutto è condivisibile, ma molti spunti sono interessanti.

Intanto Sartori pone alcune affermazioni definitive sullo stato del pianeta, poi fa un analisi sul perché “la gente” queste notizie non le vuole sapere, ma tralascia di dire che molta altra gente e in particolare molti politici, responsabili di molti disastri, contribuiscono, attraverso mass media spesso “ben disposti”, a far passare questa idea di catastrofismo ambientale irrimediabile. Purtroppo è vero che i giovani, che saranno le vittime della situazione,  sono , non tutti , meno interessati al problema. Ma perché? Perché inseguono gli ideali  che la generazione precedente ha loro insegnato e non è un caso se le professioni più ambite sono, nei maschi il calciatore, e nelle femmine l’attrice ( o meglio la velina), cioè successo, soldi, spreco, e tanta tanta non-cultura.

Bellissimo il termine “struzzeggiare”, che spiega quasi in modo sonoro questo modo di non intervenire sulle cose, di far confusione, di mettere insieme cose diverse ( es: diesel e inceneritori), di spostare i problemi e infine di scambiare vittime e assassini, e realtà e percezione.

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Cambiamenti climatici: da noi tutto bene, anzi...

suv_granrisa Dopo la fiera Casaclima, fiore all’ occhiello della Provincia in ambito ambientale, l’ azienda di soggiorno  può permettersi un  rally  in alta quota con i suv che percorreranno la Gran Risa in lungo e in largo sulle immacolate nevi  dell’ Alta Badia.

L’ importante è fare economia anche con l’ ambiente: nel primo caso come esemplare risparmio energetico e nel secondo caso inquinando una pista da sci con una gara automobilistica per turisti estasiati.

Consumo di acqua per l’ innevamento artificiale, illuminazione notturna, inquinamento acustico e dell’ aria: solo un po’ di co2 …..ma a  marchio Südtirol !!!

Leggere per credere e biasimare:

Manifestazioni Alta Badia - Hillclimbing 2007Snow & Motor Show La Villa, 16/17 marzo 2007 

 L'Alta Badia Hillclimbing 2007 è una competizione dimostrativa in notturna tra prestigiose vetture a trazione integrale come Porsche Cayenne, VW Tuareg, BMW X5, Audi Q7, Mercedes ML, in un contorno di spettacoli pirotecnici, voli di parapendio e deltaplano, musica e allegria. Le vetture, abilitate alla circolazione su strada, si sfideranno sulle gobbe innevate della mitica pista "Gran Risa" a La Villa. LA GARA: è una prova di abilità e velocità in salita su neve sull’ultimo tratto della pista Gran Risa, fino sopra la seconda gobba “del gatto”. Il percorso è di 300 metri con una pendenza massima del 35%. Le macchine in gara sono 8 e si gareggia ad eliminazione diretta, con sempre 2 macchine in gara su due percorsi paralleli. Ogni gara prevede 2 prove con il cambio di macchina (rivincita). Sommando i 2 tempi si stabilisce chi dei 2 concorrenti passa il turno.

http://www.altabadia.org/winter/content.asp?SUBC=13756&L=1&P=5012 

Piove sul bagnato

di Luca Lombroso - Meteorologo (07/12/2006 - 15:11)

mosca-dicembreMa io preferivo nevicasse sul nevicato. Purtroppo però, oltre al danno la beffa: la perturbazione appena passata è risultata un po’ meno intensa del previsto e nello stesso tempo molto più calda non dico del previsto, ma delle speranze e soprattutto di molte incaute “sparate” meteo-giornalistiche. Risultato: niente neve e al contrario solo pioggia non solo in Appennino ma anche in molte zone Alpine. Inutile consolarsi con le nevicate a quote comunque piuttosto alte del nordovest: la triste realtà oggi è vedere la pioggia cadere mestamente e bagnare i passi dolomiti in una stagione in cui quanto meno il freddo non è mai mancato. Triste vedere nevicare a stento in Lapponia, sul villaggio di Babbo Natale. Preoccupante accorgermi, alla richiesta di un’amica che va a fare il ponte a S.Pietroburgo (Russia Baltica), di solito gelida in questa stagione, che piove con +6°C.

E allora è l’autunno più caldo. Ormai lo sappiamo tutti. Ma da quanto? E sono sparate giornalistiche o realtà scientifiche? Purtroppo, dico e sottolineo purtroppo, è tutto vero: in Inghilterra centrale esiste la più lunga serie di misure di temperature e il 2006 è l’autunno più caldo da almeno 347 anni (fonte: Metoffice, Servizio meteorologico Inglese). E sulle Alpi un prestigioso scienziato austriaco, Reinhard Boehm, coordinatore di progetti di ricerca Europei sui climi del passato, afferma, e ritengo a ragion veduta che le Alpi stanno vivendo il periodo più caldo da almeno 1300 anni. Ci credo: anche se non esisteva il termometro così indietro nel tempo, esistono tanti indicatori indiretti, dalle bolle d’aria nei ghiacciai che ancora resistono ai licheni, fino agli anelli degli alberi. E non ho praticamente nessun dubbio che la colpa è di un animale perverso chiamato homo sapiens che proprio perchè sapiens dovrebbe rendersi conto dei danni che fa non tanto all’ambiente quanto a se stesso e all’economia e porci rimedio. www.blog.lombroso.it

Nella foto, una mosca colta in flagrante all'aperto, un fatto sicuramente inconsueto per il mese di dicembre.

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