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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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SALUTE

Inceneritore «Quegli impianti causano il cancro»

inceneritore Gli inceneritori fanno venire il cancro. Il nesso mortale, ancora una volta, è stato dimostrato da uno studio durato tre anni e condotto su un vasto territorio del Veneto (Venezia, Marghera, Riviera del Brenta) e appena concluso da un gruppo di ricerca coordinato da Paola Zambon (Università di Padova), Paolo Ricci (Asl di Mantova), Massimo Gattolin (settore ambiente Provincia di Venezia) e Alessandro Casula (Università di Milano).

L.Fa.  dal Manifesto del 7 settembre

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Controlli in continuo...

Ancora una risposta , questa volta tecnica, alle affermazioni del consigliere comunale dei "Verdi" H.Moroder

Il "controllo in continuo" delle diossine NON SI PUO' FARE-NON SI PUO' FARE poiché la tecnologia attuale ancora non lo permette. Questo considerando il significato che un buon vocabolario della lingua italiana da al termine di "controllo in continuo" di un processo o di una sostanza. Quello che Lei definisce e non so il perché, dicendo controllo in continuo per un periodo di tempo che va da 6 ore a 6 settimane, è SBAGLIATO, se fosse vero, il controllo in continuo potrebbe durare ore, giorni , mesi e anni. Quella che viene fatta è una misurazione mediata su un determinato intervallo di tempo. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa sono costretti ad ingoiare con l'attuale politica ambientale che la Sua maggioranza fa. Questo vale per Lei e per TUTTI i Suoi sostenitori.Pietro Friso

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Gli effetti sulla salute degli inceneritori di rifiuti

4° Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica

Moderatori: Dr. Jeremy Thompson e Dr Honor Anthony

Dicembre 2005   - Prefazione

Prof. C.V. Howard. MB. ChB. PhD. FRCPath

Dobbiamo congratularci con gli autori per aver scritto questo rapporto. Il lettore si renderà presto conto che per giungere ad una comprensione dei vari aspetti dei problemi di salute associati con l’incenerimento è essenziale conoscere un ampio numero di discipline che vanno dalla fisica degli aerosol agli interferenti endocrini, fino al trasporto a lunga distanza degli
inquinanti. Nella maggior parte delle scuole mediche, fino ad oggi, di routine non viene insegnato praticamente niente per fornire al laureato in medicina gli strumenti per accostarsi a
questi problemi. Questo deve cambiare. Abbiamo bisogno di medici professionisti che abbiano ricevuto un’educazione sulle conseguenze per la salute associate all’attuale degrado ambientale. Non esistono certezze che inchiodino all’incenerimento specifici effetti per la salute: questo risulta chiaro nel rapporto. Tuttavia, questo è in gran parte dovuto alla complessa esposizione a molte influenze a cui è sottoposta la razza umana. Il fatto che le “prove” di causa ed effetto siano così difficili da ottenere è la difesa principale usata da coloro che preferiscono lo status
quo. Tuttavia il peso delle evidenze raccolte in questo rapporto è sufficiente, nell’opinione degli autori, per chiedere la progressiva dismissione dell’incenerimento come modo di trattare i nostri rifiuti. Io concordo.

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RISOLUZIONE ISDE* SULL'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

RISOLUZIONE ISDE* SULL’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

9 gennaio 2006

a cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

  

L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all’incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.

Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come Razionalizzazione,Riduzione della produzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero.Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’'esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.


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«Dove c'è un inceneritore aumenta il rischio di cancro»

 Pubblichiamo una intervista alla dott.ssa Gentilini, oncologa, attiva sostenitrice dei comitati  contro gli inceneritori, particolarmente nella zona di Forlì, ma attualmente impegnata in una campagna nazionale per l'informazione sulle strette correlazioni tra incremento dei rischi di cancro e presenza di inceneritori.

 

Intervista alla dott.ssa Patrizia Gentilini

 

 Oggi molto spesso assistiamo ad uno strano fenomeno: vediamo che attorno a noi le cose che conosciamo cambiano nome. Cambiare il nome alle cose significa cambiare la percezione che noi ne abbiamo. A questo proposito cosa può dirci del termine termovalorizzatore?

Il termine termovalorizzatore è un esempio perfetto di questa mistificazione che spesso viene operata. Battezzando diversamente una cosa ne possiamo avere una percezione totalmente diversa. Se ci pensiamo bene, il termine inceneritore ha una connotazione

sostanzialmente negativa: incenerire, bruciare, distruggere. Se invece di inceneritore lo chiamo termovalorizzatore immediatamente questo acquisisce un significato positivo: recuperare, valorizzare, ecc.

Ora è bene saper che solo in Italia gli inceneritori per rifiuti solidi urbani si chiamano termovalorizzatori, in tutto il resto del mondo si chiamano con il loro nome, cioè inceneritori. D’altra parte siamo l’unico paese al mondo che ha equiparato l’energia che proviene dal bruciare i rifiuti alle fonti rinnovabili di energia, per cui il termine che abbiamo coniato è perfettamente coerente con la mistificazione che è alla sua origine e per la quale – è bene ricordare – è in corso una procedura d’infrazione dell’Europa nei confronti dell’Italia.

Se tenessimo conto dell’energia che è stata usata per produrre i materiali che andiamo a incenerire e che viceversa in gran parte potremmo riciclare e di quella necessaria per produrli ex-novo, altro che termovalorizzatori, dovremmo chiamarli TermoSvalorizzatori.

 

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio