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Documenti su Rifiuti

PATRIZIA GENTILINI

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INQUINAMENTO

Elettrosmog, questo sconosciuto

Fra le tante forme di inquinamento a cui siamo sottoposti noi generazioni ipertecnologicizzate si annovera anche l'inquinamento da onde elettromagnetiche. Dobbiamo innanzitutto ammettere che noi di Ambiente e Salute ne sappiamo davvero poco a riguardo, e così sino ad oggi mancava una sezione  del sito dedicata a questo tipo di inquinamento. Ma non è mai troppo tardi per rimediare...

Intanto partiamo con i dati istituzionali che è possibile reperire sul web, riguardo la nostra provincia.

L'APPA dedica una pagina ricca di documentazione alle antenne. Qui si trovano i riferimenti legislativi europei, italiani e provinciali, inoltre si può visionare la mappatura di tutti gli impianti di radiofrequenza della provincia.

Anche sul sito del comune di Bolzano è presente una sezione dedicata all'elettrosmog che sostanzialmente riprende gli stessi contenuti del sito provinciale, con la specifica della mappatura a livello comunale dei campi elettromagnetici.

Un comunicato inoltrato dalla consigliera comunale del pdl Tomada all'inizio di settembre, ci faceva sapere che il Comune si sta muovendo per dotarsi di un regolamento per l'installazione di nuove antenne della telefonia e ripetitori. (Risposta Pasquali su Alto Adige 01/09/09)

Al comunicato, erano allegate due bozze, Disciplina della localizzazione dell infrastrutture di telecomunicazione e "Integrazione del Regolamento edilizio approvato con Delibera di Consiglio nr. 117 del 5.12.2006".

Invitiamo che ha interesse ad approfondire o è già in possesso di competenze nella materia, a inviarci un parere su questi documenti e in generale sulla questione elettrosmog.

 

C'è del marcio.... in Alto Adige?

"Nuove ombre sull’appalto per il nuovo ince­neritore. Stavolta a proiettarle non è un dossier ambientali­sta, ma la fonte più «ufficiale» che ci possa essere: la relazione tecnica (prodotta in commis­sione dall’assessora Barbara Re­petto) in cui il caporipartizione provinciale Valentino Pagani spiega perché si è reso necessa­rio aumentare i costi di quasi 20milioni di euro."

Così apre il suo pezzo il giornalisa del Corriere dell'Alto Adige Clementi, oggi 11 settembre.

E già, perchè quando a evidenziare le contraddizioni della vicenda appalto  inceneritore erano i "dossier ambientalisti" la faccenda non è mai stata presa troppo in considerazione. Adesso viene fuori che, in sintesi, quell'appalto DOVEVA essere aggiudicato a tutti i costi (in senso letterale), che DOVEVA essere aggiudicato non ad una ATI qualunque ma esattamente a chi si è presentato come unico concorrente (al terzo tentativo). Aggiudicazione che si è puntualmente verificata nonostante i costi fossero al ribbasso, nonostante l'offerta dal punto di vista tecnologico e della sicurezza non fosse adeguata.

Far notare che sono anni che "gli ambientalisti" denunciano questa situazione non serve a molto. Aveva cominciato Luca Marcon con la sua analisi degli intrecci tra lobbies economiche e politiche (prevedendo con un bel po' di anticipo chi si sarebbe aggiudicato l'appalto).

Avevamo continuato noi di Ambiente e Salute con l'esperto ambientale di Amburgo dr. Klaus Koch, che aveva rilevato, tra gli altri errori, come l'impianto descritto nel progetto della gara d'appalto non fosse così all'avanguardia e supersicuro, come fino a poco tempo fa, a giugno durante il convegno promozionale dell'APPA, i tecnici dell'Ecocenter e l'assessore Mussner andavano sbandierando.

Dove si è inceppato questo meccanismo così ben oliato? Sui finanziamenti.

Incredibilmente denunciare che un impianto simile mette a rischio la salute della cittadnanza -e ormai questa è una evidenza inconfutabile-, ripetere fino alla noia che l'incenerimento non è LA soluzione al problema della gestione  dei rifuti, che bisogna prima di tutto avviare misure - anche drastiche- per ridurre a monte i rifiuti, che differenziare SERIAMENTE tutte le frazioni con il porta a porta è la strada da seguire, che dopo una buona differenziazione esiste un modo per riciclare anche il residuo praticamente eliminando le discariche (vedi l'impianto di Vedelago), tutto questo non serve a niente.

Ma allora che ben vengano le verifiche sui finanziamenti. Anzi, l'intervento della Corte dei conti sarebbe solo auspicabile. Da noi "ambientalisti" ovviamente.

Paola Dispoto

icon Costi inceneritore (132.95 kB)

icon Kosten Verbrennungsofen (136.72 kB)

icon Interrogazione - Inceneritore:preventivi tenuti bassi (71.75 kB)

icon Risposta interrogazione - Inceneritore:preventivi tenuti bassi? (22.43 kB)

icon Interrogazione-Inceneritore: costi più che raddoppiati (69.64 kB)

icon Risposta a interrogazione -Inceneritore:costi più che raddoppiati (22.89 kB)

icon Interrogazione - Appalto inceneritore: nuovi dubbi (142 kB)


 

 

Alto Adige: inceneritori come funghi

E' di questa mattina (18 agosto) l'ennesima bella notizia: dopo la torre "ecologica" Hafner che brucia rifiuti speciali a Bolzano un altro inceneritore nella zona artigianale di Laives. Sembra che la conca di Bolzano e della Bassa Atesina sia l'ambiente ideale per il proliferare di questi impianti, come un bel  bosco umido per i funghi!

In particolare crescono funghi del tipo "sperimentali", di aziende private, a scopo di lucro, che  bruciano rifiuti e materiali dei più vari - da quelli ospedalieri a quelli speciali al truciolare e chi più ne ha più ne metta - . In sostanza funghi velenosi!

Se poi a fronte dei loro guadagni noi respiriamo i loro veleni, chi se ne frega!

La notizia è pubblicata oggi, 18 agosto, sul quotidiano Alto Adige. Scopriamo così che il procedimento per l'autorizzazione dell'impianto è già in stato avanzato. La Provincia ha già assegnato (ma da quando? e chi ne era informato?) un lotto di circa 1000 metri quadrati per questo scopo. La ditta, la Exo New Energy Italia SRL con unico socio (e ci piacerebbe sapere chi è!) ha inoltre già chiesto l'autorizzazione al Comune di Laives, il quale l'ha concessa subordinandola al parere della Valutazione di Impatto Ambientale. Il parere è appena arrivato al Comune di Laives ed è "incredibilmente" negativo!!! Ma non illudetevi, non finisce qui sicuramente.

Le  sorprese però non sono terminate. Scopriamo accidentalmente che questo impianto "sperimentale" è attualmente collocato presso l'inceneritore dei rifiuti urbani di Bolzano, non solo. Pare che i fumi di questo impianto confluiscano nel camino dell'inceneritore grande che, come il gigante buono, ci pensa lui a smaltirli (troviamo la prima autorizzazione della Provincia, rinnovata di anno in anno,  già nell'ottobre 2000, alla faccia della sperimentazione!).

Allora sorgono spontanee alcune domande:

Leggi tutto...

La disfatta del colabrodo : la palla è in mano al Comune o no ?

colabrodoRicordate quelle scene in cui Paperino oppure Pippo cercano di chiudere un buco da cui  esce acqua, ma poi l'acqua fuoriesce da un altro buco e così via, come un colabrodo, fino a che tutta la casa esplode?

Anche la questione dei rifiuti  in Alto Adige assomiglia ad un colabrodo, chiudi un buco, se ne aprono subito altri. Fino a quando non si affronterà il vero problema, la causa di tutti i buchi, cioè lo spreco e il consumo esagerato di merci spesso inutili, nessuna soluzione sarà definitiva e ancor meno priva di pericoli per la salute e per l'ambiente.

Tutt'altro che chiuso il buco della gestione dei rifiuti solidi urbani ( RSU) con l'avvio dei lavori dell'inutile, costoso e pericoloso inceneritore da 130.000/ton di rifiuti all'anno, già si apre un nuovo buco, la gestione di rifiuti speciali.

La questione di un nuovo "mini-inceneritore " ( termine che non piace al sig. Hafner, ma nemmeno a noi: nel senso che non è la grandezza fisica a determinarne la pericolosità ma quello che vi entra e di conseguenza quello che  esce!) è esplosa nel bel mezzo della calda estate bolzanina.

Gentilmente invitati dal sig. Hafner noi di Ambiente e Salute abbiamo fatto visita alla ditta che vorrebbe costruire e gestire questo nuovo impianto.

 

Ci interessava conoscere meglio il progetto e capire che iter istituzionale era stato seguito.connett3

Abbiamo ribadito immediatamente che non l'Associazione andava informata, ma l'intera cittadinanza, così come riportato nel comunicato che abbiamo lasciato al sig. Hafner e che qui potete leggere.

Hafner ha ammesso che da parte loro c'è stata una carenza di informazione.

In sintesi vi riportiamo le nostre impressioni sul colloquio con il sig. Hafner e collaboratori:

1- la ditta Hafner, dopo un inizio di attività improntato alla produzione di prodotti a basso impatto ambientale ( ricordate  i detersivi e le borse ), ha virato verso il recupero dell'energia.

Scelta strategica, secondo loro dettata dall'impercorribilità delle altre vie e dalle delusioni ( compostaggio, riciclo plastica ecc.). Probabilmente anche la via  più remunerativa a livello di mercato.

Di fatto questa scelta li ha portati ad essere importanti costruttori e gestori di inceneritori per rifiuti ospedalieri e speciali in Italia e all' estero, già facenti parte della cordata di aziende locali che costruirà il nuovo inceneritore per rifiuti urbani da 130.000/ton a Bolzano ( in particolare costruiranno il bruciatore).

Questa è la  strada che percorrono utilizzando tecnologie anche interessanti e nuove, ma che alla fine portano sempre comunque alla combustione.

In sintesi la loro idea è quella di raccogliere rifiuti speciali ( ospedalieri e che altro ? solo pannolini ? ) e con un processo di trattamento meccanico biologico (TMB) , con aggiunta di stabilizzanti ( lignina, paraffina, zeolite, e altro), trasformare il tutto in CDR o EBS ( combustibile da rifiuti o Ersatzbrennstoff) e quindi mandare il tutto a bruciare per produrre energia elettrica e termica.

In questo modo ridurrebbero i rifiuti da bruciare a circa 7000 ton/anno, la misura giusta per non dover sottoporre l'mpianto a valutazione di impatto ambientale ( VIA).

Hafner ci ha riferito che il progetto fa parte di una operazione di marketing ( pubblicità?), con un bel palazzone come nuova sede "alimentata" con sole, vento e fuoco da far visitare alle scuole. Un esperimento in città.

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In sintesi: un altro camino, altre sostanze inquinanti che si aggiungono alle sorgenti d' inquinamento già presenti (inceneritore, acciaierie, autostrada, aeroporto,...).

Tecnologie interessanti - come l'mpianto di TMB (trattamento meccanico biologico) previsto per la produzione di CDR , però in una logica, secondo noi, sbagliata cioè rivolta non al recupero di materia ma a produrre carburante  da rifiuto con caratteristiche energetiche costanti e calibrate ( 500kg/m3 di perso specifico- 26.000 KJ/m3).Tecnologie che per il megainceneritore da 130.000 ton/anno, chi sa perchè, sono state respinte e valutate come inefficaci.

2- La ditta Hafner ha presentato un anno fa il progetto per la costruzione della nuova sede sui terreni della ex Magnesio, parlando di energie fotovoltaiche ed eoliche, senza accennare all'incenerimento.

Il progetto è passato con grande entusiasmo.

Dopo meno di un anno, a questo progetto la ditta Hafner vuole aggiungere un inceneritore. Questa richiesta viene depositata in Provincia e da qui inviata il 16 giugno al Sindaco per chiedere il parere del Comune di Bolzano. Per un mese il progetto è stato esposto in Comune senza che nessuno se ne accorgesse.

 

In sintesi: la decisione sul mini-ince sarà della Provincia ( così come lo è stato per il mega-ince, con l'assenso in questo caso del Comune di Bolzano). Il Comune ha però un ruolo importante ed è chiamato ad esprimere un parere. Di per se non vincolante , ma fondamentale in base a quanto riferitoci dal sig. Hafner, cioè che "una decisione negativa del Comune  bloccherebbe qualsiasi progetto di inceneritore".

Lo stesso Hafner ha dichiarato che attualmente non è partito alcun cantiere per la costruzione dell' impianto, ma solo per la nuova sede della ditta.

Hafner ha però sollecitato il Comune ad esprimere il suo parere sul progetto di inceneritore che sarebbe dovuto pervenire alla Provincia entro un mese.

3- Sullo sfondo o forse al centro della vicenda c'è la questione " smaltimento dei rifiuti speciali". Certamente un grosso problema, se pensiamo che i rifiuti ospedalieri della Provincia vanno a finire in Friuli ( Spilinbergo) e in altre parti d'Italia. Un problema che probabilmente la Provincia preferirebbe risolvere in maniera autonoma. Ma come? Ma dove?

4- Non si è parlato di biomasse per questo impianto, visto che non si può definire biomassa il CDR da rifiuti speciali con l'aggiunta di qualche truciolo di legna.

Tanti problemi che forse in agosto, con l'avvicinarsi delle elezioni comunali, pochi avrebbero voluto affrontare. Invece si sono  presentati un po' come un boomerang che la giunta comunale di Bolzano deve affrontare presto, con trasparenza e con tanta, tanta informazione ai cittadini.connet_leadership

Ora i consiglieri della giunta di centro sinistra, assessore all'ambiente compreso, dopo aver salutato con entusiasmo un inceneritore da 130.000/ton/anno, si agitano e gridano contro questo progetto.

Che sia un ripensamento su tutta la linea di gestione dei rifiuti, compreso il mega inceneritore? Ce lo auguriamo. Certo avremmo piacere di conoscere tutte le posizioni in campo, maggioranza e opposizione, sperando che della questione se ne occupi pubblicamente il consiglio comunale.

Convinti comunque che ogni decisione non dovrebbe essere presa senza un'opportuna, e possibilmente completa, informazione ai cittadini,  abbiamo chiesto al sig. Hafner  di rendersi disponibile ad organizzare insieme a noi un serio confronto tra tecnici delle diverse posizioni, pro e contro incenerimento, per rendere pubblico finalmente il dibattito sulla gestione dei rifiuti. Confronto richiesto a più riprese alla Provincia e mai realizzato.

In ogni caso la nostra posizione rimane nettamente contraria: Bolzano ha già troppi camini, noi siamo per eliminare quelli esistenti, non per costruirne di nuovi.

 

Claudio Vedovelli

 

Ringraziamo la ditta Hafner per la disponibilità, la franchezza e per averci autorizzato a pubblicare il loro progetto sul nostro sito.

 

Beschreibung Konzept Hafner- Descrizione del programma Hafner

Anlagegenemigung Hafner- Autorizzazione impianto Hafner

Ausbreitungsberechnung ET HAfner- Calcolo ricadute delle emissioni  ET Hafner

Ersatzbrennstoff-Combustibile da rifiuto

Energieturmbilanz- bilancio energetico

Stoffbilanz-bilancio di massa

Inceneritore di rifiuti speciali a Bolzano ( Alto Adige /Südtirol)

L’ inceneritore d’agosto

concessioni_hafner_2008Ad agosto le sorprese non mancano mai!  Cari cittadini di Bolzano, fortunati in vacanza o boccheggianti in città, vi facciamo sapere in anteprima, visto che nessuno dei politici o degli amministratori  di destra o di sinistra che siano, si fa premura di informarci, che a Bolzano fiorirà un secondo inceneritore, questa volta per rifiuti speciali, molto più vicino alla città, all’ ex Magnesio. Un camino di 50 metri, avvolto in una avveniristica costruzione ipertecnologica, benedetta dall’ assessora all’ ubanistica Pasquali, approvata in gran silenzio nell’ agosto scorso dalla commissione edilizia e già in costruzione. La ditta Hafner, specializzata in gestione di rifiuti speciali, ha ottenuto dalla provincia l' autorizzazione alla costruzione della nuova sede industriale composta da un edificio energeticamente efficiente integrato con una centrale elettrica (turbogeneratore).

Sarà un impianto industriale sperimentale che  brucerà rifiuti nella quantità di 7000 ton/ anno. Produrrà al giorno 40 tonnellate di CDR ( combustibile da rifiuto) per equivalenti 8.000.000 Kw/anno di energia elettrica e 32.000 Mw di energia termica. (schema di processo)  

Un grande affare privato che  inquinaerà ulteriormente la conca di Bolzano, benedetta città baciata dal sole e da  milioni di metri cubi di fumi di inceneritori. Tanto, uno più uno meno, avranno detto!torre_hafner

L' impianto brucerà rifiuti ospedalieri di provenienza sovracomunale, ma c'è da immaginare che potrà essere possibile una movimentazione di rifiuti da altre zone del nord Italia, visto che la Hafner gestisce rifiuti speciali in tutto il nord Italia.

L' impianto eviterà pure il controllo dell’  Appa, sarà sotto soglia, cioè calibrato a tal punto da non dover neppure sottostare ad una valutazione di impatto  ambientale, e ciò la dice lunga sulla sua pericolosità.

Cittadini non respirate a fondo e che Dio ce la mandi buona!

La Giunta di Bolzano nei prossimi giorni dovrà dare il suo parere.

Se questa volta piega la testa che gli salti il collo!

Teresa Fortini

p.s. Partecipo al Tavolo di lavoro sulla gestione dei rifiuti convocato per la prima volta dalla Giunta provinciale nel febbraio  2009 e mai in quella sede è stato nominato questo nuovo impianto. Viva la trasparenza!

 

sito_hafnerRifiuti speciali

 

Cosa sono? Di tutto, fatti di tutto e produrranno nel fumo di tutto.
Una bomba tossica in piena città.
Un tentativo fin'ora riuscito di metter in silenzio i cittadini di fronte al fatto compiuto.
Un tentativo di sfuggire ad ogni controllo prima e dopo: nè VIA , nè controlli dell' Appa.
In sintesi un " esperimento chimico" e non so altro, in mezzo alla città.
La decisione è della Provincia, il Comune e i tecnici conoscevano il progetto, già attivo, da ameno un anno.
Non ci hanno detto nulla. Anzi.
Qualcuno, l'assessore Pasquali, ha lodato il progetto, innalzandolo a simbolo del futuro della città ( senza cittadini?), il Sindaco tace, gli eco sociali tacciono, l' opposizione tace.
Un tavolo tecnico per la gestione dei rifiuti, con tecnici dell'Appa cappeggiati dal dr. Minach e dal dr. Angelucci, con medici e tecnici, a discutere del nuovo inceneritore dei rifuti urbani , senza una parola su questo nuovo camino.
Forse perché sarà difficile dire che questo inceneritore depurerà l'aria , forse perché a lasciar far alla provincia alla fine la situazione diventa vergognosa e Bolzano aggiunge un'altra  grave fonte di rischio per la salute dei suoi cittadini.
Ora ci diranno che è tutto in ordine, addirittura che nulla di nocivo verrà prodotto, che le carte sono in regola, che loro sono per i rifiuti zero e per un industria ecologica.
Tutte balle e piano piano, con i nostri limitati mezzi  e  con l'aiuto di tutti quei cittadini che hanno a cuore la salute loro e dei loro figli dimostreremo che così non è.
Poniamo tutte le domande che fin'ora non ci hanno permesso di fare: che rifiuti speciali? rifiuti provenienti da dove ? chi controlla ? chi ha autorizzato?
Chiediamo fin d'ora il blocco dei lavori e la pubblicazione di tutti gli atti del progetto con dettagli tecnici e percorsi politici.
I cittadini devono sapere!
ricadute_hafner
Claudio Vedovelli

 

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