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Laimer: basta proroghe per l’umido a Bolzano

 11-05-06, pag. 21, Cronaca

Antonella Mattioli

BOLZANO. Finora si è sempre rinviato, ma adesso non è più possibile. L’assessore Michl Laimer, ieri in consiglio provinciale, rispondendo ad un’interrogazione dei verdi, l’ha detto chiaramente: «Nessun’altra proroga per Bolzano».

Ciò significa che dall’autunno o più realisticamente da gennaio anche nel capoluogo partirà la raccolta dell’umido. Questo comporterà una piccola rivoluzione nella vita quotidiana dei bolzanini. L’umido. Attualmente i resti di colazione, pranzo e cena finiscono nel cassonetto dei rifiuti che va all’inceneritore. Ma nel giro di qualche mese si cambia musica, perché la parola d’ordine sarà selezionare. Alla raccolta differenziata di carta, cartone, vetro, plastica, lattine si aggiunge quella dell’umido. Nel resto dell’Alto Adige si fa già e ora è arrivato anche l’aut aut per il capoluogo: o si parte con la raccolta dell’umido o il Comune dovrà far fronte ad un aumento dei costi di smaltimento del 6-7%. Le cifre. Secondo i calcoli di Seab a Bolzano nel 2005 sono stati prodotti 55.246.657 chili di rifiuti, che corrispondono a 568 Kg a persona. Però solo 15.713.707, cioè 162 Kg a persona sono stati raccolti separatamente. Ciò corrisponde al 28,4% del totale, una quantità estremamente bassa. Soprattutto in considerazione del fatto che il Piano provinciale gestione rifiuti prevede che entro il 2009 la quota dei rifiuti riciclabili salga al 40%. Inutile dire che per raggiungere quest’obiettivo dovranno essere fatti parecchi sforzi da parte dei cittadini. L’assessore comunale all’ambiente Klaus Ladinser è però ottimista: «Prima di partire voglio fare una grossa campagna informativa per spiegare l’importanza della raccolta differenziata. È nell’interesse di tutti. Ho visto che l’esperienza di Innsbruck funziona, credo non ci saranno problemi neppure qui. I cassonetti. Bocciate le soluzioni di cassonetti a scheda o chiave, perché troppo complicati. L’umido sarà raccolto in normali cassonetti: ogni condominio avrà il suo. Uno per famiglia è impossibile. Ne servirebbero 26 mila. Un numero enorme per costi, gestione e collocazione. La pulizia. Il problema grosso della raccolta dell’umido è rappresentato dagli odori. Anche perché il cassonetto non potrà essere lasciato in strada, ma dovrà essere tenuto nel giroscale o comunque all’interno della proprietà. La raccolta verrà fatto due volte in settimana e la Seab dovrebbe occuparsi anche della pulizia dei contenitori, riducendo in questo modo il problema odori. L’umido verrà poi smaltito nell’impianto di Lana (circa 4 mila tonnellate l’anno) e il resto nella struttura di Aldino. Il turismo dei rifiuti. Per evitare il fenomeno sempre più diffuso, verranno chiusi i cassonetti dove finisce tutto ciò che non è riciclabile? «Assolutamente no - dice Ladinser - preferisco accollarmi una spesa maggiore per lo smaltimento, ma evitare che qualcuno abbandoni in giro le immondizie». Tariffe. Oggi si calcola sulle dimensioni dell’alloggio, con l’introduzione della raccolta differenziata varrà il sistema che premia chi produce meno? «Nella prima fase no - assicura Ladinser -. Legare la tariffa alla produzione di rifiuti potrebbe essere molto rischioso: si lascia il sacchetto dove capita oppure, ancora peggio, si bruciano le immondizie nel caminetto o nella stufa. Per evitare tutto ciò, per il momento si va avanti con l’attuale sistema di calcolo».

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