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RIFIUTI

RIMPOLPATO

RIMPOLPATO

di Chris Jeavans

15 agosto 2008 

Il macellaio era un po’ confuso quando gli chiesi di incantarmi i petti di pollo con la carta oleata però disse “si naturalmente” e andò a prendere alcuni fogli di carta appesi ad un gancio alla parete.

Mi ero portata i miei giusto in caso, dal momento che non ero sicura che i macellai usassero ancora la carta.

meat203.jpgLui confermò che fogli di plastica e sacchetti sono stati usati per 20 anni almeno però disse anche che qualche volta nella carta vorrebbe incartarci uno spinello.

Presi anche della carne macinata che avvolse allo stesso modo raccomandandomi però di metterla in un contenitore una volta a casa per evitare che si secchi.

Per sicurezza usai la macinata quella stessa sera e misi il pollo direttamente in congelatore dal momento che lasciar marcire la carne non solo è dispendioso, è uno spreco ambientale per via del grande fabbisogno di risorse richiesta dall’allevamento degli animali.

I pacchi di carne comprati al supermercato durano di più che quelli del macellaio perché sono contenuti in “atmosfera modificata” nella quale tutto o parte dell’ossigeno sono sostituiti da anidride carbonica e azoto.

Questo impedisce la putrefazione e lo sviluppo di batteri aumentandone la vita sugli scaffali.

Alcuni produttori usano confezioni sottovuoto per la carne che ne rallenta il decadimento togliendo l’aria.

Comprare la carne dal macellaio era più costoso che arraffare alcuni pacchetti al supermercato però la qualità era senz’altro migliore.

L’editore del Giornale del settore della carne, Ed Bedington, dice che mentre il numero dei macellai indipendenti di vicinato è caduto negli ultimi 30 anni, il declino ora sembra fermo e i clienti apprezzano i buoni macellai.

La chiave per la quale i macellai sono rimasti è la loro bontà. Se hanno buoni servizi, alta qualità e buona scelta di prodotti, allora sono sopravvissuti”.

Il sig. Bedington aggiunse che il numero dei negozi di contadini che vendono direttamente al cliente stava crescendo velocemente innalzando le opportunità dei negozi rurali.

Tornando indietro alla mia storia con la plastica. Questa  settimana ho accumulato:

 

  • Una bottiglia da un litro per il latte perché la consegna non è arrivata (il lattaio si è scusato e domani dovrei ricevere il mio ordine).
  • Il coperchio di un vaso di salsa chili – avevo già cominciato a cuocere quando mi accorsi che il vaso aveva un sovracoperchio contenente la mistura di  spezie.
  • Un piccolo pezzo di plastica che avvolgeva lo spazzolino da denti in legno.
  • 4 tappi corona dalle bottiglie di birra. È stato molto interessante leggere il commento di oceanografo australiano su questo post che dice che la plastica di questo tipo di tappi vengono inghiottiti dai pesci che li confondono con le meduse.
  • Diversi fogli da rotoli di carta adesiva per la pulizia degli abiti. Questo successe perché misi a lavare un paio di pannolini assieme a vestiti scuri – grande errore, tutto venne fuori coperto da un sottile strato di lanugine bianca.
  • 11 pannolini monouso fatti con plastica biologica. Usati soprattutto all’asilo sebbene si siano offerti ad usare quelli di stoffa. In più con mia grande sorpresa sono riuscita a rendere i pannolini di lana impermeabili. Mio figlio sembra portare un costume da bagno vittoriano però passa le notti al 100% asciutto.

LE MIE SCELTE VERSO LE BEVANDE STAPPABILI

LE MIE SCELTE VERSO LE BEVANDE STAPPABILI

 

di Chris Jeavans

14 agosto 2008

 

Quella lattina di alluminio non è solo metallo, la tua bevanda nei contenitori di cartone sono più che cartone e una tazza di cafè monouso è  sfortunatamente semplice cartone e cera.

Metterci quella plastica è una buona cosa per farli diventare impermeabili forse non è sorprendente che molti contenitori per bevande abbiano un foglio di plastica all’interno – sebbene saperlo mi mette molto in difficoltà nell’acquisto di bevande.

stevespanglersoda203.jpg Nel caso delle lattine per bevande gassate il film di vernice serve per bloccare l’acido della bevanda che altrimenti corroderebbe il metallo indebolendolo e ne inquinerebbe il contenuto.

Come mostrato nel sito della televisione scientifica americana dal presentatore Steve Spangler, è possibile sciogliere l’sterno della lattina per rivelare il sottile polimero (resina) interno

Questo però non influisce sullo fatto che l’alluminio sia uno dei materiali maggiormente riciclabile.

Inoltre la resina è bruciata durante il processo di riciclaggio e i gas  sono usati per riscaldare il forno.

 

groupofcartons.jpg
I cartoni per succhi di frutta, latte, zuppe e altri liquidi sono fatti da fogli di cartone e polietilene a bassa densità . (LDPE).

 

Quelli che debbono restare per di lunghi tempi sugli scaffali hanno anche un foglio di alluminio per proteggere il contenuto da luce e ossigeno.

In passato questa mistura di materiali ha reso problematico il suo riciclo ma l’associazione Cartoni per Bevande ed Ambiente (Ace Regno Unito) ha trovato 1,5 milioni di sterline in programmi di riciclo in tutto lo stato.

Molti comuni non ne permettono una raccolta differenziata perché non hanno la possibilità di sorteggiarli per distribuirli.

Però l’83% hanno ora punti di raccolta dove i residenti possono portare i loro cartoni – sebbene questo significhi ulteriore traffico d’auto.

Il sito di Ace UK ha una cartina che mostra quali comuni raccolgono i cartoni.

I cartoni raccolti vengono imballati e spediti in Scandinavia per il riciclaggio – un processo nel quale i cartoni vengono mescolati all’acqua e ridotti in una grigia poltiglia per formare nuova carta. Il polietilene e l’alluminio vengono recuperati.

Una cartiera in Fife che usava cartone, ha chiuso nel 2006 ma si sta discutendo di una nuova cartiera Britannica.

Finalmente le tazze incerate. Queste continuano ad esistere, fatte di cartone con un rivestimento di paraffina o cera microcristallina.

Però molte tazze specialmente quelle per bevande calde sono rivestite da un sottile foglio di polietilene.

In un recente sviluppo, alcune fabbriche hanno cominciato ad usare una bio-plastica proveniente da cereali acido poliactico (PLA) al posto del polietilene.

Questo significa che le tazze possano essere compostate sebbene questa non sia una opzione necessariamente preferibile al riciclaggio.

Gruppi ambientalisti come Gli amici della Terra (Friends of the Erth) dicono che dovremmo diminuire l’utilizzo di prodotti monouso, indipendentemente dal tipo di materiale di cui son fatti.

Tutto ciò mi limita le possibilità per le bevande: al momento è acqua, acqua oppure acqua.

 

Comincia a mancarmi la plastica

COMINCIA A MANCARMI LA PLASTICA

di Chris Jeavans

13 agosto 2008

 

 

Specialmente i sacchetto per la spazzatura in quanto il secchio della cucina comincia a puzzare e ogni volta che lo apro ho una stretta al cuore di terrore, non riesco a trarmi d’impaccio senza prima avvolgere tutto con la carta.

La situazione con il latte è diventata agra: questa mattina la consegna non è stata fatta. Non è chiaro se è stato un errore del deposito o se è stato rubato ma sono propensa per la prima ipotesi.

L’ultima pinta rimasta dalla precedente consegna è stata versata sul pavimento della cucina dal più giovane membro della casa abituato a servirsi dalle impunemente bottiglie di plastica.

Così stamane ho dovuto andare a comprarne un’altra perché potessimo far colazione.

Come ho detto nel mio precedente post è difficile stabilire se il maggiore impatto ambientale globale è da attribuire alle bottiglie di plastica o a quelle di vetro (alla fine dipende dal numero di volte che le bottiglie di vetro vengono riutilizzate).

Ma comprare quella bottiglia di latte stamattina ha rotto i termini dell’esperimento che prevede di vivere senza plastica per un mese.

Lo scopo di tutto questo è di vedere prospettive e conseguenze del modo in cui usiamo e disponiamo della plastica.

Penso che oggi ho trovato un altro punto dolente nel cercare di andare avanti senza plastica quando ho comprato un filone di pane dal fornaio.

La signora si è offerta di tagliarmelo a fette, ho accettato e poi mi sono accorta che avrebbe dovuto essere messo in un sacchetto di carta, ma sarebbe diventato stantio molto prima che in un sacchetto di plastica (oppure lasciato intero in un sacchetto di carta).

L’ho avvolto in una borsa riutilizzabile per cercare di allungargli le speranze di vita.

E i pannolini di stoffa che ho messo ad asciugare sui fili si sono bagnati due volte oggi.

Si, la plastica mi sta proprio mancando

 

GHIGNO DENTALE?

GHIGNO DENTALE?

 di Chris Jeavans

11 agosto 2008

 

L’apparentemente innocuo spazzolino da denti può trasformarsi in un azzardo per la vita selvaggia se scartato impropriamente

Alcuni scienziati studiando uccelli marini nel Pacifico del nord hanno trovato spazzolini da denti (e diversi altri oggetti di plastica) nello stomaco di uccelli morti.

E Carl Safina ricercatore del Blue Ocean Institute descrive nel suo libro Occhi degli Albatros di come osservò un albatros alle Hawaii mentre cercava di rigurgitare uno spazzolino quale cibo per il suo pulcino.

I dentisti raccomandano di cambiare lo spazzolino ogni tre mesi in questo modo fanno 12 spazzolini per anno per noi tre di casa. 

Ammettiamo pure che le nostre dozzine non vadano ad inquinare l’oceano, però finiscono comunque in discarica assieme alla nostra altra plastica.

toothbrush203.jpgIl mio spazzolino di plastica era un po’ arricciato così ho cercato un’alternativa e ho trovato uno spazzolino da denti in legno con setole naturali (alias setole di maiale sterilizzate) che tecnicamente dovrebbero essere montate alla fine della sua vita.

La testa era avvolta con un po’ di plastica ma niente a confronto di tutto ciò che circonda un normale spazzolino.

Però 3,99 Sterline sono circa il doppio del prezzo di un normale spazzolino.

È disegnato per un bambino ma sembra un normale spazzolino di base per adulti. E una volta superata la leggera strana idea di mettermi in bocca setole di maiale (sebbene non sono sicura del perché lo sentissi strano dal momento che non sono vegetariana) era piacevole.

Un’altra opzione era di usare stick da masticare – un modo tradizionale africano ed asiatico di pulirsi i denti usando rametti di certe piante come il l’albero di Neem.

Anche il dentifricio è venduto in confezioni di plastica: anche quelli che sono venduti in tubi metallici hanno un rivestimento ed il tappo di plastica. 

Non abbiamo ancora finito le scorte di dentifricio però ho cercato di farmi il mio dentifricio personale (così come è conosciuto), con bicarbonato di sodio, sale, menta olio e glicerina.

Devo proprio dirlo, fa schifo. Forse ho sbagliato la quantità di sale ma era come prendere una boccata di Mar Morto.

Janet Clarke della British Dental Association avverte che i miscugli “non offrono gli stessi benefici all’igiene orale” delle paste che contengono fluoro, compresa (preoccupandosi) la protezione dall’alito cattivo.

Lei aggiunse che se lo spazzolino di legno non asciuga bene può diventare antigienico.

Spero di riuscire a passare il mese senza perdere troppi amici.

LETTURE DOMENICALI

LETTURE DOMENICALI

 di Chris Jeavans

10 agosto 2008

 

Ho pensato che avrei trovato delle difficoltà a comprare il giornale della domenica senza plastica - per via dei supplementi e qualche volta l’intero giornale – appare come inscatolato nel polietilene, almeno a Londra.

Però abbiamo passato il fine settimana a Staffird e all’edicola dietro l’angolo della casa dei miei parenti. Mi è stato difficile trovarne uno che fosse avvolto da un sacchetto di plastica.

Il giornalaio mi ha spiegato che solo i supermercati ricevono i giornali in versione impacchettata di plastica.

Non so perchè sembra esserci una diversa politica per i diversi negozi e per le diverse destinazioni però ve lo farò sapere se la scopro.

 

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