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URBANISTICA

Gli alberi di via Resia n°28-29: l'appello di un cittadino

Salve mi appello al Dott.Spazzini responsabile
giungono voci di pressioni per tagliare degli alberi nella zona in oggetto ,piu' precisamente dalle parti dell'asilo si vuole ricordare che gli alberi in detta zona sono perfettamente sani ed  integri
inoltre il regolamento comunale voluto dal Dott.Spagnoli di cui all'Ordinanza Sindacale n. 107/107/67910 del 19.08.2008, Cita con precisione che per gli alberi con fusto di diametro superiore a cm 50
misurando la misura di 1,30 mt da terra ,e di altezza superiore ai mt.20 (con esclusione delle pomacee peri, meli, cotogni e delle drupacee peschi, albicocchi, susini, ciliegi) necessitano di un'autorizzazione nel caso sia ritenuta pericolosa o dannosa (il solo fatto che l'albero ombreggi il terrazzo o perda qualche foglia
non lo fa certo rientrare nelle casistiche descritte)
si rammenda che tale direttiva include gli alberi presenti sul territorio urbano sia pubblico che privato ,includendo i terreni di competenza Provinciale presenti sul territorio in quanto qualcuno rivendicava la competenza dell'amministrazione Provinciale in occasione dei tagli presso le scuole ITC
in via Cadorna,quindi per tale comportamento anche se retroattivo sembrerebbe equo irrorare la sanzione a carico della Provincia piu' eventuale rivalsa dei danni  sempre se essa non abbia inoltrato regolare richiesta alla giardineria Comunale e questa a seguito di sopraluogo abbia rilevato situazioni anomale citate.

Distinti Saluti
un cittadino

Masterplan urbanistico della Dubai del Sudtirolo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

  

Lmasterplan_meetupo spettacolo offerto dal Consiglio Comunale

Nel palco riservato al pubblico c'eravamo solo noi: una decina di ambientalisti di varie associazioni e un paio di giornalisti. In discussione il rivoluzionario piano urbanistico che dovrebbe contribuire a far conseguire alla nostra città il titolo di capitale europea della cultura, di capitale mondiale dell'alpinismo, di capitale dell'arte e di capitale delle Alpi.
Fin dalle prime battute siamo rimasti colpiti dal clima pacato e rilassato del dibatto. Il consigliere di turno si alzava ed esponeva il suo pensiero con un tono uniforme e rilassante, sicuro che nessuno lo avrebbe ascoltato e che poteva dire tutto quello che gli passava per la testa.

Il verde Moroder quasi sdraiato sulla poltroncina aveva in mano il giornale e ha continuato a leggerlo per quasi tutta la seduta, senza degnare di uno sguardo gli oratori che si avvicendavano. Altri consiglieri seguivano il suo esempio. I più discutevano fra di loro senza preoccuparsi che il brusio soffocasse le parole di chi stava parlando. Anche il Sindaco arrivato in ritardo dimostrava poco interesse alla discussione e molto di più al suo ipod. Solo qualche vecchio consigliere educatamente ascoltava in silenzio. Prestava pure attenzione il professor Sbetti, l'autore del piano, se non altro per dimostrare di meritare il compenso richiesto che pare si aggiri in circa 400.000 euro, una quisquiglia di 1.300 euro a pagina.
Il dibattito è continuato così nella più totale indifferenza. Il brusio di fondo s'è pacato solo per un paio d'interventi: quello dei consiglieri Tomada e Benussi. Apprezzabile il primo solo per la difesa della collina del Virgolo; vuoto e senza proposte il secondo.

Nonostante il brusio di sottofondo siamo riusciti a comprendere il pensiero unico che rendeva il clima così sereno e che, nonostante la formale contrapposizione delle parti, costituiva il collante ideologico dell'intero consiglio.

Sull'aumento del cemento in città sono tutti d'accordo. Gli unici distinguo riguardano la distribuzione, giacché l'affollamento urbanistico e il traffico non piacciono a nessuno.

 

Quasi in tempo reale, prima ancora dell'approvazione del Masterplan la commissione urbanistica ha approvato le prime tre delibere della variante stralcio per la costruzione di 1100 alloggi.

Un nuovo quartiere fantasma sorgerà in Viale Druso con la sottrazione di più di quattro ettari di verde agricolo da destinare a riscatto o in affitto al ceto medio con redditi familiari al di sotto degli 80.000 euro. Poi il macello di via Macello, destinata a diventare il quartiere Shangai della città. Su un area di 5000 metri di proprietà del Comune la prevista volumetria del cemento supererà i 17.000 metri cubi. Poi Maso della Pieve (6.700 metri quadrati) e altri piccoli appezzamenti.
Il risultato: decine di migliaia di metri del territorio cittadino saranno consumati inutilmente poiché non c'è stata una effettiva valutazione del bisogno abitativo.

 Il calcolo del fabbisogno presunto si basa su una ipotetica valutazione della crescita economica e della popolazione cittadina, priva di qualsiasi fondamento e senza tener conto dell'enorme patrimonio abitativo inutilizzato.
Ciò che conta non è la qualità della vita dei cittadini in una città che diventa sempre più brutta e soffocante. Importante è garantire buoni affari per costruttori e cooperative, finanziati in gran parte con il denaro pubblico.
Questa è la parte che sicuramente si realizzerà insieme alle orribili costruzioni:  Hafner del vento, Palazzo Salewa, sfaccettato e articolato in piastre e torri - la più alta delle quali a 50 metri di altezza, primeggerà su tutte nella città dei prossimi anni; il centro commerciale Podini e via dicendo. Viene da pensare che l'esempio portante per lo sviluppo della città sia Dubai. 

Il brutto dunque è garantito, per quanto riguarda invece la parte ambientale che dovrebbe sollevare la precaria qualità della vita e della salute dei cittadini il libro dei sogni rimane sempre aperto.

 

Alberto Filippi - Bolzanobella

Bolzano è una città ricca.

Magari non di ingegno, ma ricca.
Bolzano è ricca, ma talmente ricca che una famiglia composta da tre obesi elementi affetti da una finora sconosciuta mutazione genetica che non solo ne deturpa i volti ma – a giudicare dall’espressione ebete - probabilmente ne compromette anche le facoltà intellettive, viene ospitata in una bellissima e verdeggiante area in piena zona VIP, al sole perenne ed al silenzio quasi assoluto, con una stupenda vista sul Virgolo, luogo da loro anelato durante un delirante sogno.
Bolzano è ricca, talmente ricca che un’altra famiglia composta da diversi componenti da anni integrati nel tessuto sociale viene ospitata in un’ex-area per cani (dove si portano a fare cagare i cani nel rispetto della legge, per intenderci), stretta tra la linea ferroviaria del Brennero e l’Arginale di Bolzano che collegano entrambe il sud ed il nord Europa, sovrastati dall’A22 che a sua volta adempie allo stesso compito permettendo il giornaliero passaggio di migliaia di rombanti ed inquinanti TIR, immersa nell’ombra perenne a causa della sua sfortunata posizione e dannata dai proprietari dei cani che ora devono cercarsi altri pascoli per i loro quadrupedi.

Bolzano è ricca.

Non di amministratori sensati, purtroppo.

Già. Perché la prima famiglia è completamente in PVC e serve a pubblicizzare cocci “Made in China”.

La seconda è una famiglia di sinti che dopo essere stata sfrattata dall’area da loro a lungo occupata è stata sistemata in quel luogo poco decoroso.

Non so perchè, ma in mezzo a tanta ricchezza mi assale la miseria.

Verena Segato

E giù alberi! L' addio di Olmo

  Altri alberi vittime della sega a Bolzano . Senza parole non ci resta che pubblicare la foto del necrologio che qualcuno ha appeso necrologio_olmo( qui il testo ingrandito) sui tronchi di uno dei giganti  abbattutti e pubblicare nuovamente il suo addio giunto alcuni mesi fa alla nostra redazione.

Per non restare con le mani in mano vi invitiamo a  firmare la petizione del WWF di Bolzano che chiede l 'applicazione della legge nazionale del  29 gennaio 1992 n. 113 "Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica". Se la legge entrasse in vigore potremmo avere più alberi veri e meno "alberelli d'arredo" a purificare l 'aria della nostra città.

Per contattare il WWF di Bolzano scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Teresa Fortini

 

olmi_via_cagliari_bolzanoGentili cittadini di Bolzano,

visto il gran parlare intorno alla mia figura, pardon, al mio tronco, vorrei prendere la parola per porre fine alla diatriba "istituzioni paranoiche versus cittadini ambientalisti" e spargere un velo di pietà oppure come diciamo noi vegetali "uno strato di foglie" sulla questione: tagliare o non tagliare gli olmi di via Cagliari?

Vista la ingloriosa fine dei miei simili-non consanguinei di via Cadorna, piazza Vittoria, ponte Roma, maneggio ecc. metto in avanti i miei rami ed in pace i vostri cuori rivelandovi che tanto - molto tempo prima della discutibile decisione di porre fine alla mia decennale esistenza con l'ausilio di una sega - avevo già deciso "io di mio" di farla finita!

Basta con questa vita grama fatta di imbarazzanti pisciate di cane sui piedi, di iniezioni di sostanze sconosciute ma talmente irritanti che per ammazzare cimici quasi quasi mi stroncavano pure me, di aria malsana ed inquinata, di continui urti altezza stinchi dovuti ad automobilisti incapaci o distratti, di venire additato come probabile serial killer di ignari passanti perché ho dei rami che in determinate situazioni quali vento o neve e dopo insufficiente manutenzione potrebbero spezzarsi, di parolacce rivoltami da passanti distratti che inciampavano sulle irregolarità del terreno che le mie radici in cerca d'acqua provocavano e che chi di dovere non risanava.

La lista delle avversità che mi hanno portato alla non semplice decisione di farla finita sarebbe ancora lunga. Pur avendo una scorza dura il mio cuore legnoso è assai sensibile e la stoccata finale è giunta dalle istituzioni cittadine che dopo anni in cui ho assolto con dovizia il nobile compito affidatomi e cioè purificare l'aria attraverso la fotosintesi clorofilliana, donare ombra ad anime surriscaldate, rallegrare i cuori con il mio verde brillante nonché essere nido protettivo per varie specie animali ha deciso che ero diventato inutile se non pericoloso e perciò dovevo cadere vittima della loro volontà.

Ma come ogni animo nobile che si rispetti anch'io non perirò per via di decisioni bistrattate e discutibili ma uscirò di scena a modo mio, a chioma alta e senza piegarmi ad una segatura forzata.

Addio crudele mondo,

Olmo

Ancora sugli olmi di via Cagliari

olmoL'annuncio, ormai più rassegnato che altro,  dell'ennesimo "taglio a zero" del verde cittadino, che toccherà questa volta gli olmi di via Cagliari, ha suscitato una serie di accorate reazioni da parte degli amministratori. Così ha reagito il  sindaco e a seguire  Lillo ,  presidente della circoscrizione Don Bosco. Eppure, sfidando le ire funeste di qualche altro amministratore o funzionario (magari della giardineria comunale) vorremmo approfondire la questione. Perchè alla sicurezza ci teniamo molto anche noi..

Quanti incidenti sono stati causati in città dalla caduta di un ramo spezzato? Perchè deve essere un dato statisticamente rilevante per provocare una reazione così "radicale". Personalmente non conosco nessuno che sia stato ferito in questo modo. Invece nella mia ristretta cerchia di amicizie conosco ben due persone che sono cadute malamente sulla ciclabile, in un caso perdendo due denti, in un altro caso spezzandosene uno. E questi sono solo due casi fra chisssà quanti altri che passano ignoti ai più. Eppure nessuno si straccia le vesti per lo stato delle ciclabili, soprattutto d'inverno con il gelo. Questo solo per fare un esempio, ma mi piacerebbe sapere a quanti altri cittadini è sucessa una cosa simile.

Mi piacerebbe anche sapere, come proseguirà il così detto piano di "sostituzione" del verde, perchè a Bolzano qualche albero di una certa stazza c'è ancora ,(per il momento...) foto0096ad esempio i platani nei giardini della stazione ferroviaria, uno dei quali vanta il primato di  "Platano più grande dell'Alto Adige" (ma forse è meglio non dirlo troppo in giro...). Quali saranno le prossime piante rase al suolo? In quale altro quartiere si sostituiranno alberi dalla chioma imponente con esili piantine che di anni per crescere e vantare una simile chioma, ce ne impiegheranno tanti? A tale proposito vorremmo suggerire a "chi di dovere" la tipologia di albero ideale per la città di Bolzano: il bonsai!

Non toglie spazio per il parcheggio delle auto sui marciapiedi (ci si può parcheggiare anche sopra!); anche se nessuno ne fa la manutenzione se si spezzano rami non se ne accorge nessuno,  e non ci crescono nemmeno le cimici dentro il tronco!

Paola Dispoto

 

A margine del post pubblichiamo molto volentieri la lettera del meetup di Bolzano al sindaco e una lettera arrivata da un anonimo, firmata "Olmo".


Gentili cittadini di Bolzano,

visto il gran parlare intorno alla mia figura, pardon, al mio tronco,
vorrei prendere la parola per porre fine alla diatriba “istituzioni
paranoiche versus cittadini ambientalisti” e spargere un velo di pietà
oppure come diciamo noi vegetali “uno strato di foglie” sulla questione:
tagliare o non tagliare gli olmi di via Cagliari?

Vista la ingloriosa fine dei miei simili-non consanguinei di via
Cadorna, piazza Vittoria, ponte Roma, maneggio ecc. metto in avanti i
miei rami ed in pace i vostri cuori rivelandovi che tanto – molto tempo
prima della discutibile decisione di porre fine alla mia decennale
esistenza con l’ausilio di una sega – avevo già deciso “io di mio” di
farla finita!

Basta con questa vita grama fatta di imbarazzanti pisciate di cane sui
piedi, di iniezioni di sostanze sconosciute ma talmente irritanti che
per ammazzare cimici quasi quasi mi stroncavano pure me, di aria malsana
ed inquinata, di continui urti altezza stinchi dovuti ad automobilisti
incapaci o distratti, di venire additato come probabile serial killer di
ignari passanti perché ho dei rami che in determinate situazioni quali
vento o neve e dopo insufficiente manutenzione potrebbero spezzarsi, di
parolacce rivoltami da passanti distratti che inciampavano sulle
irregolarità del terreno che le mie radici in cerca d’acqua provocavano
e che chi di dovere non risanava.

La lista delle avversità che mi hanno portato alla non semplice
decisione di farla finita sarebbe ancora lunga. Pur avendo una scorza
dura il mio cuore legnoso è assai sensibile e la stoccata finale è
giunta dalle istituzioni cittadine che dopo anni in cui ho assolto con
dovizia il nobile compito affidatomi e cioè purificare l’aria attraverso
la fotosintesi clorofilliana, donare ombra ad anime surriscaldate,
rallegrare i cuori con il mio verde brillante nonché essere nido
protettivo per varie specie animali ha deciso che ero diventato inutile
se non pericoloso e perciò dovevo cadere vittima della loro volontà.

Ma come ogni animo nobile che si rispetti anch’io non perirò per via di
decisioni bistrattate e discutibili ma uscirò di scena a modo mio, a
chioma alta e senza piegarmi ad una segatura forzata.

Addio crudele mondo,

Olmo

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