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URBANISTICA

Cosa succede in questa città ?

Da qualche anno la città sta diventando sempre meno dei cittadini e sempre di più di qualche cittadino.

  Sbarre, divieti, deviazioni, cemento e ancora cemento.sbarra_via_della_vigna.jpg

Osserviamo impotenti a veri e propri soprusi ai danni dei Bolzanini e con le istituzioni mute o impotenti.
Via della Vigna è stata per anni una via dei cittadini di Bolzano, una via soprattutto dei pedoni, delle mamme con le carrozzine, di anziani con il cagnolino e delle biciclette, soprattutto dei lavoratori dell’Ospedale.
Addirittura ricordo nella mia infanzia che sotto i vignetti di via della Vigna si facevano scampagnate familiari, con coperta stesa per terra e cestino dei panini.
Altre volte i vignetti sono stati testimoni dei primi tentativi giovanili di amoreggiamento: più che altro atti di vera libidine confusa.
Insomma un vero cuneo verde, uno sfogo in pieno centro dal cemento e dalle preoccupazioni.
Per anni questa situazione non ha disturbato nessuno. Nessuno si è lamentato. Nessun incidente.
I cittadini di Bolzano avevano sempre creduto che quella strada fosse anche un po’ loro.
Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato: non si incontrano più solo i trattori che vanno a lavorare i campi, ma sempre più spesso macchine di lusso e i SUV. Mentre il verde si va assottigliando, sorgono come funghi, al posto dei tipici masi, mega ville più o meno bioedili, con spostamenti di cubature dalla montagna in città, alla faccia della tutela degli insiemi.                    
Avanzano i nuovi signorini ed improvvisamente appaiono le sbarre, la strada diventa di pochi e un altro pezzo di città ci viene così negato.
Ora vorremo almeno chiedere perché e  chi dobbiamo ringraziare per tutto ciò.
Che fastidio possono dare una decina di biciclette e ancor meno alcuni pedoni, anche se di strada consortile si tratta?
E chi ha avuto questa idea. Chi ha il coraggio di presentarsi e di spiegare il perché?
Ci hanno detto che le leggi lo permettono, ma non ci sono solo le leggi, ci sono anche le persone, che vogliono capire, almeno farsene una ragione.
Perché altrimenti tutto ciò può sembrare un sopruso, un atto di scortesia e allora possono nascere piccole guerre ( la sbarra) che a volte ( e la storia ne è zeppa di esempi) possono portare a inutili ma tristi battaglie.
Non sbarre ma parole.
Non sbarre, gabbie, reti ma contatti, comunicazione e un po’ di gentilezza.
C'è la sensazione comunque, come cittadino, di essere sempre di più abbandonato dalle istituzioni, ( Comune, Circoscrizione ecc) più volte richieste di intervenire e più volte voltatesi da un'altra parte.
Molte persone si stanno lamentando, qualcuno scrive, altri raccolgono firme, che altro potrebbero fare i cittadini per far sentire le proprie ragioni?
Claudio Vedovelli 

 Pubblichiamo:

ospedalieri_per_una_migliore_viabilit.jpg

le richieste e  la raccolta firme del  Comitato ospedalieri per una migliore viabilità  
 

e la  lettera inviataci da Petra Zani

 Le sbarre di Via della Vigna, la sicurezza ed il buon senso

Se ci si ferma una mezz'ora ad osservare davanti alla oramai nota sbarra che separa la Via della Vigna dalla pista ciclabile e dall'area ospedaliera, non si può fare a meno di rimanere attoniti ed indignati nel vedere come le persone, sia a piedi che in bicicletta, siano costrette a passare sotto di essa per poterla superare. 

Ho assistito oggi pomeriggio allo spiacevole episodio della sbarra che scendendo non si è fermata al passaggio di una bicicletta ed è caduta in testa al ragazzo che guidava, seguito anche dal padre. Fortunatamente il ragazzo non si è ferito ma il fatto ha provocato lo spavento e lo sbigottimento degli intreressati e delle persone che erano lì e come il ragazzo dovevano passare sotto di essa.

Molte sono state le persone a fermarsi ed a commentare la famigerata sbarra: medici e personale che lavora in ospedale e passa di lì, persone che fanno passeggiate in bicicletta o a piedi, chi come me fa jogging da anni lì, abitando a Gries.

Senza entrare nel merito della legalità della questione, stupisce soprattutto la totale mancanza di buon senso da parte di chi ha messo quelle barriere e di chi glielo ha lasciato fare.

Così come si presenta, quella sbarra è molto pericolosa: la gente ci passa comunque, facendo acrobazie sotto o sopra di essa, rischiando di rimanerci agganciata, schiacciata o ferita nel caso la stessa si azioni durante le manovre di passaggio.

Gli abitanti di Via della Vigna e Via Eisenkeller con queste barriere vorranno forse ostentare potere e superiorità rispetto agli altri cittadini di Bolzano, non volendoli fare passare per la "loro" strada ma in realtà, soffermandosi a guardare come la gente è obbligata a passare, viene da pensare a loro solamente come a persone con una grande chiusura mentale e culturale, con nessuna umanità, con una totale assenza di ospitalità e quel che è peggio, al fatto che volutamente stanno pregiudicando la sicurezza delle persone per ottenere, immagino, la chiusura totale della strada. Ma perchè?

L'amministrazione comunale ha l'obbligo di intervenire almeno per ragioni di sicurezza e poi per buon senso.

Non credo che il passaggio di biciclette, pedoni e gente che corre pregiudichi la tranquillità di quegli abitanti, non più comunque di quello che possono fare i propri, ben più rumorosi, trattori.

Petra Zani

Sviluppo sostenibile o insostenibile pesantezza dell’essere?

pontemuseion.jpg  
Che cos’ è ? 

Il ritrovamento del relitto del Kursk ?

L' ultimo sigaro di Fidel ?

Lo spinello più grande del mondo ?

La coda di Moby Dick ?

Il flauto magico ?

Il simbolo dell’ambientalismo del fare ?

Oppure solamente una delle opere più inutili, più costose, più vergognose che il Sudtirolo lascerà in eredità alle sue generazioni future ?

Coraggio, non è la prima e purtroppo non sarà l’ultima: già sono entrate in classifica ( l’ordine è solo temporale ):

 -Ischia Frizzi 
 -l' "eco-inceneritore" 
 l-a collina degli angioletti 
 -il tunnel di Aica ( + altri collaterali) 
 -il parcheggio di Carezza
- la chiesa dell' Alpe di Siusi
Si accettano altri suggerimenti.

inquinamento luminoso - Lichtverschmutzung

 

Approposito di inquinamento luminoso nelle città e di inutile dispendio di energia, constatiamo con soddisfazione che dopo la nostra segnalazione, l’ illuminazione notturna del Museion di Bolzano sia stata spenta. Su questo argomento vi consigliamo la lettura di un interessante studio di Daniela Klotz, studentessa altoatesina presso l’ Università di Vienna, che riporta considerazioni importanti per quanto riguarda le conseguenze di un eccessiva illuminazione notturna.     Bakkalaureatarbeit  von Daniela Klotz

Ci sono altre fonti eccessive di luce in città, segnalatecele? 

Inoltre sottolineiamo nuovamente le caratteristiche che chiediamo vengano tenute in considerazione in fase di costruzione dei ponti artistici del Museion di Bolzano, formulate da un architetto di fiducia: 

inquinamento_luminoso.jpg“I corpi illuminanti devono essere del tipo “full cut off”- con il vetro di protezione del riflettore incassato per alcuni centimetri all’ interno della calotta di protezione del riflettore – devono presentare sostanzialmente caratteristiche equivalenti a quelle dei corpi illuminanti impiegati per illuminare, in maniera quasi esemplare, le strade di Canazei.

I corpi illuminanti devono essere applicati su un palo basso - max 4 m – se ciò da un lato determina l’impiego di un maggior numero di lampioni rispetto alla norma, dall’altro consente d’ illuminare il necessario con I’ intensità di luce prescritta, senza marcare ed inquinare inutilmente con luce lo spazio circostante l’opera.

I corpi illuminanti devono essere fissati a degli sbracci, che consentano di portare il cono di luce al centro dei percorsi. In tal modo non vengono illuminati i pali di  sostegno dei lampioni ed i parapetti delle passerelle che darebbero inutile risalto alla struttura. Verso valle le calotte devono esser munite di una mascherina registrabile.   

Gli accessi alle passerelle e le passerelle devono presentare caratteristiche concettuali che tengano conto delle esigenze specifiche di ciechi ed ipovedenti; tassativa la pavimentazione antisdrucciolo. I corrimano continui lungo parapetti ed accessi devono esser facilmente afferrabili da persone disabili, anziane e dai bambini. I corrimano devono  essere realizzati in materiali che garantiscano una presa sicura e antishock-termico.

A ridosso delle testate delle passerelle sarà opportuno prevedere degli spazi per il posizionamento di panchine munite di braccioli.”

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Cubi, supposte e depressione

Mentre qua e là sorgono cubi  (uno illuminato giorno e notte!)
museion_e_ponti_in_costruzione.jpg
e si prevedono funghi di cemento sparsi per la città, si ricomincia a parlare di PUC ( piano urbanistico cittadino). Tutti sono d’accordo sul fatto che bisogna costruire e se, come pare, non si troveranno nuove aree, si dovrà espandersi verso l’alto. Quindi, dopo il periodo dei cubi prevediamo il periodo delle supposte, già inaugurato in via Roma.
Ma c'è veramente questo estremo bisogno di espansione della città e di costruzione di nuovi alloggi?
Mentre si discute del nuovo, molti si preoccupano dell’esistente. Dopo l’intervento del meteorologo Lombroso che ne auspica un rinnovo ai fini del risparmio energetico, pubblichiamo una lettera dell’ing. Segalla (Italia Nostra) preoccupato invece dell’impatto paesaggistico che i nuovi insediamenti avranno  sull’insieme del paesaggio esistente e sulle regole che dovrebbero preservarne una dignità nel contesto ambientale. Per fare un esempio: come si integra il nuovo Museion fosforescente con il resto di via Dante?
Un gruppo di cittadini abitanti in via Gorizia ci ha inviato questa foto e il commento che pubblichiamo di seguito.

Bolzano 28.1.08
museion_di_notte_28.1.08.jpgCerto che in un periodo di ristrettezze come questo in cui i nostri politici ci raccomandano di pazientare per tutti i tagli e le tasse che ci stanno propinando, non è consolante vedere lo spreco di energia che si fa per illumianare "A GIORNO" tutta la notte quel monumento
di MUSEION che ci ritroviamo di fronte a casa. La foto in allegato è stata scattata alle cinque della mattina.

Un gruppo di inquilini di via Gorizia

 
Emergenza paesaggio
di Renzo Segalla

L'emergenza esiste da più di decenni. Basta pensare alle battaglie condotte da Antonio Cederna, da Giorgio Bassani e dai suoi seguaci di Italia Nostra.  Anche in questo stupendo Alto Adige.  Si ricorda la significativa lotta per il collegamento stradale alla località di S.Genesio.      

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Piccoli, innocenti tagli di alberi

Da poco via Cavour deve denunciare la scomparsa di altri due piccoli, irrilevanti personaggi vegetali.
Un bagolaro ed un lauroceraso.  Poca cosa, ma la tendenza è rispettata.
Ci sarà senz’altro almeno una persona che in forma infinitesimale, rispetto ai problemi del mondo, ne ha sofferto.
La cronaca allegata è per lei e per chiunque ne abbia interesse.- Riceviamo e volentieri pubblichiamo.-
 taglio_alberi
 Lenta, "naturale" eliminazione
E così stavolta è toccato a lui.
Quel piccolo triangolo di terra trasandato ma elegante, misterioso, a metà circa di via Cavour, ospitava un albero, un giovane bagolaro, molto bello, l’unico in città.
   Sotto di lui, a fargli compagnia, un piccolo lauroceraso che sporgeva dallo steccato tagliato in un punto affinché l’arbusto vi si potesse appoggiare senza danneggiarsi.
   Entrambi abbellivano l’angolo di una casa antica.  Le toglievano un po’ di luce ma lo facevano con affetto, ripagandola l’uno con la privacy offerta dalle proprie foglie in estate, davanti alle finestre, l’altro col profumo dei candidi grappoli di fiori in stagione.
   Ora da quelle finestre si potrà finalmente vedere il condominio oltre la strada.
   Dieci metri verticali di bagolaro ( o spaccasassi che dir si voglia ) sezionati e sparsi orizzontalmente sul terreno non sono un bel vedere per chi apprezzava i cinque metri in cui si poteva camminare all’ombra d’estate in una via priva di vegetazione salvo i parchi privati interni.
   Senza di quelli la città qui sarebbe case e strade.
  

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Stopglyphosate

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio