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TERRITORIO

Ancora sugli olmi di via Cagliari

olmoL'annuncio, ormai più rassegnato che altro,  dell'ennesimo "taglio a zero" del verde cittadino, che toccherà questa volta gli olmi di via Cagliari, ha suscitato una serie di accorate reazioni da parte degli amministratori. Così ha reagito il  sindaco e a seguire  Lillo ,  presidente della circoscrizione Don Bosco. Eppure, sfidando le ire funeste di qualche altro amministratore o funzionario (magari della giardineria comunale) vorremmo approfondire la questione. Perchè alla sicurezza ci teniamo molto anche noi..

Quanti incidenti sono stati causati in città dalla caduta di un ramo spezzato? Perchè deve essere un dato statisticamente rilevante per provocare una reazione così "radicale". Personalmente non conosco nessuno che sia stato ferito in questo modo. Invece nella mia ristretta cerchia di amicizie conosco ben due persone che sono cadute malamente sulla ciclabile, in un caso perdendo due denti, in un altro caso spezzandosene uno. E questi sono solo due casi fra chisssà quanti altri che passano ignoti ai più. Eppure nessuno si straccia le vesti per lo stato delle ciclabili, soprattutto d'inverno con il gelo. Questo solo per fare un esempio, ma mi piacerebbe sapere a quanti altri cittadini è sucessa una cosa simile.

Mi piacerebbe anche sapere, come proseguirà il così detto piano di "sostituzione" del verde, perchè a Bolzano qualche albero di una certa stazza c'è ancora ,(per il momento...) foto0096ad esempio i platani nei giardini della stazione ferroviaria, uno dei quali vanta il primato di  "Platano più grande dell'Alto Adige" (ma forse è meglio non dirlo troppo in giro...). Quali saranno le prossime piante rase al suolo? In quale altro quartiere si sostituiranno alberi dalla chioma imponente con esili piantine che di anni per crescere e vantare una simile chioma, ce ne impiegheranno tanti? A tale proposito vorremmo suggerire a "chi di dovere" la tipologia di albero ideale per la città di Bolzano: il bonsai!

Non toglie spazio per il parcheggio delle auto sui marciapiedi (ci si può parcheggiare anche sopra!); anche se nessuno ne fa la manutenzione se si spezzano rami non se ne accorge nessuno,  e non ci crescono nemmeno le cimici dentro il tronco!

Paola Dispoto

 

A margine del post pubblichiamo molto volentieri la lettera del meetup di Bolzano al sindaco e una lettera arrivata da un anonimo, firmata "Olmo".


Gentili cittadini di Bolzano,

visto il gran parlare intorno alla mia figura, pardon, al mio tronco,
vorrei prendere la parola per porre fine alla diatriba “istituzioni
paranoiche versus cittadini ambientalisti” e spargere un velo di pietà
oppure come diciamo noi vegetali “uno strato di foglie” sulla questione:
tagliare o non tagliare gli olmi di via Cagliari?

Vista la ingloriosa fine dei miei simili-non consanguinei di via
Cadorna, piazza Vittoria, ponte Roma, maneggio ecc. metto in avanti i
miei rami ed in pace i vostri cuori rivelandovi che tanto – molto tempo
prima della discutibile decisione di porre fine alla mia decennale
esistenza con l’ausilio di una sega – avevo già deciso “io di mio” di
farla finita!

Basta con questa vita grama fatta di imbarazzanti pisciate di cane sui
piedi, di iniezioni di sostanze sconosciute ma talmente irritanti che
per ammazzare cimici quasi quasi mi stroncavano pure me, di aria malsana
ed inquinata, di continui urti altezza stinchi dovuti ad automobilisti
incapaci o distratti, di venire additato come probabile serial killer di
ignari passanti perché ho dei rami che in determinate situazioni quali
vento o neve e dopo insufficiente manutenzione potrebbero spezzarsi, di
parolacce rivoltami da passanti distratti che inciampavano sulle
irregolarità del terreno che le mie radici in cerca d’acqua provocavano
e che chi di dovere non risanava.

La lista delle avversità che mi hanno portato alla non semplice
decisione di farla finita sarebbe ancora lunga. Pur avendo una scorza
dura il mio cuore legnoso è assai sensibile e la stoccata finale è
giunta dalle istituzioni cittadine che dopo anni in cui ho assolto con
dovizia il nobile compito affidatomi e cioè purificare l’aria attraverso
la fotosintesi clorofilliana, donare ombra ad anime surriscaldate,
rallegrare i cuori con il mio verde brillante nonché essere nido
protettivo per varie specie animali ha deciso che ero diventato inutile
se non pericoloso e perciò dovevo cadere vittima della loro volontà.

Ma come ogni animo nobile che si rispetti anch’io non perirò per via di
decisioni bistrattate e discutibili ma uscirò di scena a modo mio, a
chioma alta e senza piegarmi ad una segatura forzata.

Addio crudele mondo,

Olmo

Cuore di legno


Senza andare a scomodare l'effetto serra, il buco dell’ozono o i processi di desertificazione della foresta amazzonica, senza neppure invocare la pur giusta quanto dovuta manutenzione e cura del verde pubblico, non fosse altro per i tributi versati dal contribuente allo Stato anche per l’adempimento di questo servizio, pur vero è che a Bolzano di alberi – alberi veri, grandi, secolari e non timidi fustelli rachitici - se ne vedono sempre meno…ultima notizia il previsto taglio degli olmi di via Cagliari. Certo, la loro sopravvivenza – legata a smog, cemento, potature e parcheggi selvaggi – è cosa assai ardua, spesso vengono visti solo come elementi di disturbo perché occupano spazio prezioso per le auto, sono colpevoli della caduta di polline, foglie - raramente rami - nonché habitat di varie specie animali che a loro volta possono creare disagi: insetti, volatili ecc.
Ultimo esempio il previsto taglio degli olmi di via Cagliari. Olmi portatori di cimici che vanno ovviamente a disturbare gli abitanti della zona i quali hanno più volte sollecitato l’eliminazione dei verdi fusti.

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Una coltivazione di mele insostenibile

Il marketing delle mele ha reso famoso l'Alto Adige forse più delle sue montagne e di tutte le bellezze naturalistiche. Ma quali sono gli effetti delle coltivazioni intensive  e dei numerosi trattamenti chimici a cui sono sottoposte? Il WWF di Bolzano lancia una campagna  contro la coltivazione intensiva delle mele e contro l'utilizzo massiccio di pesticidi, per informare la cittadinanza e rendere consapevoli i consumatori che con i loro acquisti possono essere molto determinanti. Noi di Ambiente e Salute non possiamo che condividere questa campagna e pubblichiamo volentieri il materiale inviatoci dagli amici del WWF. Cliccando sull'immagine troverete da scaricare, oltre ad una scheda informativa, di cui riportiamo l'introduzione, anche il materiale necessario a divulgare queste informazioni (volantini in italiano e tedesco) e i moduli per una raccolta di firme, da stampare e consegnare completi a : Luigi Mariotti, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono: 339 21 28 673.

melechimiche

 

Da alcuni decenni viene praticata in Alto Adige, soprattutto nella valle dell’Adige, la coltivazione intensiva delle mele che porta allo sfruttamento del terreno al massimo delle sue potenzialità e del suo rendimento. La maggior parte dei meleti, che viene gestita secondo il metodo della frutticoltura integrata, si concentra nel fondovalle su una superficie di circa 18.000 ha. La produzione altamente intensiva consente di immettere sul mercato oltre 1.000.000 di tonnellate di mele all’anno di cui il 45-55% viene esportato. I mercati principali sono la Germania (70% dell’esportazione complessiva), Scandinavia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Europa centrale e Russia.


GLI EFFETTI DELLA COLTIVAZIONE INTENSIVA SULL’AMBIENTE
La monocoltura delle mele  ha certamente ottimizzato la produttività economica ma allo stesso tempo ha portato:
All’estinzione di numerose specie di animali e di piante (perdita di biodiversità) attraverso la distruzione di importanti habitat per fare posto ai campi di mele. Secondo i dati della Lista Rossa in Alto Adige circa 1.100 specie animali sono in pericolo a causa della coltivazione intensiva.
All’avvelenamento di terreni, di corsi d’acqua e della fauna selvatica dovuto al massiccio impiego di pesticidi, diserbanti e concimi chimici. Per ottenere un raccolto di mele dell’Alto Adige sono necessari fino a 20-25 trattamenti con sostanze chimiche di sintesi. A questo si aggiunge la perdita di fertilità del suolo causata dalla sostituzione dei concimi organici con concimi chimici.
Alla perdita delle varietà di frutta originarie. Molte varietà di melo e pero un tempo diffuse in Alto Adige stanno scomparendo perché sostituite con varietà più facilmente commerciabili.
Al degrado del paesaggio agricolo attraverso l’eliminazione di elementi strutturali del paesaggio: boschi di fondovalle, prati, siepi, muri a secco e singoli alberi sono stati eliminati e sostituiti da un ambiente monotono caratterizzato unicamente dalle piante di melo e dalle reti antigrandine.
All’aumento delle emissioni di gas serra. La maggior parte delle mele prodotte in Alto Adige viene trasportata per lunghe distanze causando un elevato consumo di energie non rinnovabili (petrolio), inquinamento, ed emissioni di CO2.

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IL LEITBILD DEL COMUNE DI NOVA LEVANTE

Masterplan o Leitbild, che dir si voglia, sembrano andare di moda specialmente in tempi di crisi conclamata. 
Così anche il Comune di Nova Levante ha incaricato una società privata specializzata nella preparazione di piani di sviluppo per il turismo e il tempo libero. In verità il Leitbild nasce in provincia di Bolzano, con approvazione della Giunta Provinciale, anche come mezzo per aggirare alcune normative per salvaguardare l'ambiente, giudicate troppo restrittive. Insomma il ragionamento di fondo semplificato é: “ La tutela dell'ambiente va bene fino ad un certo punto...purché non contrasti  certi interessi economici (soprattutto privati) prioritari “.
Tanto per fare un esempio concreto: il Comune di Nova Levante rientra fra le località turisticamente   sviluppate, ma ciò ostacola certe iniziative, fra le quali la costruzione di campeggi, poiché la legge provinciale riserva questa possibilità solo alle aree considerate sottosviluppate.
E allora come si può fare per aggirare questa norma, che non permette al proprietario di uno dei masi più grandi e famosi della zona, per giunta in grande amicizia, fin da quando andava a scuola, con la massima autorità provinciale, di portare avanti la sua iniziativa economica?
Basta che il Comune, nel quale il figlio del nostro proprietario è consigliere di maggioranza, prepari un bel Leitbild da sottoporre al parere della Provincia e che quest'ultima lo approvi, rimangiandosi i pareri negativi precedentemente espressi dall'Assessorato all'Ambiente. Così in data 28/07/2009 con delibera n. 280/2009 il Comune di Nova Levante approva con 13 voti a favore, compreso quello del figlio del proprietario del maso, il piano di sviluppo turistico. Il Leitbild che ha originato la delibera è stato preparato da una nota impresa di Gais in Val Aurina, la Kohl e Partner, che sicuramente si sarà fatta pagare profumatamente dal Comune la realizzazione delle 75 convincenti pagine da sottoporre all'esame della Provincia.
Il succo del piano di sviluppo è questo: un grande benefattore ha preso il posto di Re Laurino e di Christomannos per rilanciare e sviluppare il turismo a Nova Levante e a Carezza soprattutto. E' il Re dei cannoni neve, del quale si vocifera abbia messo a disposizione una trentina di milioni di euro, finora in parte spesi: per eliminare qualche migliaio di alberi al fine di allargare smisuratamente la pista facile che scende dal Latemar; per costruire il secondo lago di Carezza; per acquistare 170 cannoni che sparano neve ecologica dalla società che lo ha reso famoso e ricco; per acquistare i nuovi impianti sciistici ( la seggiovia a quattro posti e l'ovovia già in funzione). Altri investimenti in impianti e posti letto sono previsti, sempre per rendere la giostra sciistica di Carezza competitiva rispetto alle più famose di Obereggen e della Val di Fassa. L'obiettivo dichiarato dal nuovo Re è di aumentare nell'ordine di diverse migliaia, le presenze giornaliere sugli impianti.
Il Comune di Nova Levante è convinto che il nuovo Re Laurino riesca nell'impresa di portare felicità e soldi a tutti i suoi cittadini. Nel Leitbild preparato l'attività sciistica è diventata centrale e per supportarla concretamente il comune ha approvato l'aumento di 800 nuovi posti letto e la  costruzione di più campeggi (il numero non è specificato) fra i quali, primo fra tutti, quello che preme al consigliere, figlio del padrone del maso.
Quello che stupisce è che nel piano di sviluppo si denuncia il costante calo dei posti letto negli ultimi anni a causa della chiusura di esercizi che evidentemente non riuscivano a riempire le camere sia d'inverno che d'estate. L'idea della costruzione di nuovi posti letto ha messo in allarme affittacamere, residence e qualche albergatore che, durante l'anno in corso, hanno visto calare sensibilmente le presenze a causa della crisi. Loro, a differenza del Comune,  non credono nei miracoli del nuovo Re Laurino e sono molto preoccupati che  nuovi posti letto e campeggi possano portare ad un ulteriore tracollo delle loro entrate.
Dal punto di vista economico la nuova giostra dello sci, anche nell'ipotesi migliore, porterà ad un impoverimento della zona ed a un disastro ambientale continuato, causato dallo spreco di energia e  d'acqua e dalla speculazione edilizia, con danni duraturi, già oggi visibili, al paesaggio alpino. La ricaduta occupazionale sarà pressoché nulla, poiché i pochi posti di lavoro recuperati nel circuito di Carezza, saranno persi nei circuiti vicini. Aumenteranno invece i ricoveri ospedalieri a carico dei contribuenti. E' noto che più veloci sono gli impianti di risalita, più  numerosi sono gli infortuni sulle piste..e pagherà il contribuente.

 

Alberto Filippi

alberi o condizionatori?

cedro_abbattuto_ponte_roma_26.12.08Diffondiamo la  lettera inviataci da un nostro concittadino. Si parla di ombra, di alberi, di mobilità, di anziani e bambini, di città vivibile. Una lettera volta al buon senso e all' osservazione della realtà che invieremo anche al sindaco e agli amministratori di Bolzano, un appello che auspichiamo dia avvio ad un' iniziativa di piantumazione nella nostra città che ripari le tante perdite di alberi.

Se avete appena  installato il condizionatore, piazzato la nonna al fresco dei centri diurni organizzati dal Comune, se vi piacciono gli striminziti alberelli d'arredo e odiate le bici e i loro conducenti, la lettura potrà avere effetti indesiderati: vi verrà voglia di sedere all' ombra di un albero secolare, sorseggiare una bibita scambiando quattro parole con il vicino di panchina e ritroverete il buon umore dimenticato sulla piazza rovente sotto la quale dove appena parcheggiato il SUV con il FAP...

Teresa Fortini

Protesta e proposta per alberi sul Talvera di Stefano Cappadozzi

Spett.le Ambiente e Salute

sono un cittadino di Bolzano e scrivo questa lettera per segnalare i disagi che sono costretto a subire durante l'estate per la scarsa presenza di alberi, almeno di quelli degni di questo nome, lungo le passeggiate del Talvera e in generale nella nostra città. Mi rendo conto che la mia segnalazione potrà sembrare ai più probabilmente strana e magari anche ingiusta o esagerata, ma vorrei invece dimostrare che non è così grazie ad alcune osservazioni e riflessioni prima sulla mia esperienza diretta e dopo su dati comuni e anche scientifici riguardanti gli alberi. Parlo come "utente" assiduo delle passeggiate del Talvera lungo le quali passo in genere per tutto l' anno un paio di ore al giorno per camminare, fare attività ricreative, riposare, rinfrescarmi e anche ossigenarmi (essendo uno dei pochi posti della città ove si può respirare un po' di aria pulita) da molti anni a questa parte. Proprio per l'esperienza maturata durante tanti anni mi sono deciso a scrivere questa lettera. Le passeggiate del Talvera e i suoi prati sono effettivamente considerate da molti come il fiore all' occhiello del patrimonio ambientale di Bolzano anche se in realtà, al di là di essere "esteticamente appaganti" a vedersi non si rivelano molto utili ai cittadini di Bolzano sopratutto di estate. Cerco di dimostrare questa tesi. Di inverno i prati sono utilizzati pochissimo, come è ovvio. Solo le giornate primaverili e autunnali permettono di poterli vivere durante il giorno, mentre già partire da Giugno e poi per tutto Luglio e Agosto e parte di Settembre sono inutilizzabili per gran parte della giornata, soprattutto durante le ore più calde, perché manca un minimo di ombra per ripararsi dal sole.

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