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AEROPORTO

“100.000 non più silenziosi”

 

“100.000 non più silenziosi” sono i cittadini di Bolzano e Bassa Atesina che si trovano al centro di diverse fonti di inquinamento, che mettono a rischio la loro salute e quella dell’ambiente in cui vivono. Una di queste fonti è il traffico aereo e di questo si è parlato venerdì 22.06.07  sera alla Casa Altman a Gries nel corso di una serata informativa sull’Aereoporto di Bolzano, organizzata dal  il Partito della Rifondazione Comunista.

A che punto siamo? A che punto è la mediazione ? Cosa succede con la proposta Thaler ? Come inizia la strada verso i referendum popolari ?

Queste alcune domande che la serata informativa ha cercato di affrontare.  Riportiamo alcuni contenuti, così come li abbiamo capiti noi, aperti a qualsiasi contributo.. 

  

 aeroporto e infrastr.limitrofe                          

 

 eroporto_e_strutture_limitrofe

M.Paolini  ha presentato il Masterplan, il piano di sviluppo presentato dall’ABD, la società che gestisce l’aeroporto, (la società è partecipata al 92,39% dalla Strutture Trasporto Alto Adige S.p.A. – Südtiroler Transportstrukturen AG, che fa capo alla Provincia Autonoma di Bolzano),  che prevedeva un appianamento dell’attuale deficit econonomico dell’ aeroporto di Bolzano, attraverso un aumento dei passeggeri, alla base del quale dovrebbe esserci  un allungamento della pista e la costruzione di altre strutture.

L.Merlini ha fatto un’analisi dettagliata della situazione ambientale attuale e futura della conca Bolzanina e della Bassa Atesina, nelle quali confluiscono numerose fonti di rischio ambientale e che la stessa Appa  individua come zona a rischio.

Massimo Gigliotti ha confutato i dati forniti dalla Camera di Commercio e dall’ABD, nei quali si affermava un rapporto diretto fra presenza dell’aeroporto e sviluppo economico. In particolare nè occupazione ( soprattutto locale), nè turismo ( già al limite e comunque in continuo incremento anche senza aeroporto ) trarrebbero vantaggi da un ampliamento dell’aeroporto. Certamente l’aeroporto  ha poco influsso   sulle esportazioni dall’Alto Adige, visto che Trento, senza aeroporto, esporta molto più di noi.

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San Giacomo, arrivano i «Bombardier»

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO -

Durnwalder: in ottobre aerei da settanta posti. No degli ecologisti

bombardier_q_400BOLZANO — Da ottobre all'aeroporto di Bolzano atterreranno aerei da settanta posti. Lo ha annunciato il presidente della giunta provinciale, Luis Durnwalder che ormai appare più che determinato a portare avanti il «piano Thaler» che punta sull'utilizzo di di velivoli Bombardier Q400 da settanta posti. Aerei che possono atterrare senza bisogno di allungare la pista. «Oramai— mette in chiaro il Landeshauptmann — il voli che collegano Bolzano a Roma sono sovraffollati, così non si può andare avanti, abbiamo bisogno di aerei più grandi. A partire da ottobre utilizzeremo velivoli più grandi da settanta posti». Immediato il no degli ecologisti che proprio ieri hanno consegnato in provincia le 28mila firme raccolte dal comitato promotore del referendum contro l'ampliamento dell'aeroporto. «Questo risultato dimostra che la gente chiede che l'aeroporto venga progressivamente smantellato. Di ampliamenti mascherati — tuona Thomas Bracchetti del Gruppo ambiente di Bolzano — come quelli previsti dal piano di Rosa Thaler non se ne parla nemmeno».
La questione dello sviluppo dell'aeroporto sembra ormai vicina all'epilogo. Anche se nell'ambito della mediazione non è ancora stato siglato un accordo tra le parti la giunta provinciale sembra ormai aver deciso. L'ipotesi di ampliamento prevista dal Master plan è stata definitivamente accantonata tanto che il presidente dell'Abd, Thomas Baumgartner, ha abbandonato la mediazione e di chiudere l'aeroporto, come vorrebbe l'ala dura del movimento ecologista, non se ne parla nemmeno. Dunque non resta che il progetto di Rosa Thaler che è riuscita a trovare un compromesso più o meno gradito a tutte le componenti della Svp. «Credo che a questo punto la discussione sia finita, se l'ipotesi di ampliare la pista di atterraggio è tramontata allora non c'è alcun bisogno di continuare la mediazione» afferma il presidente del Bauernbund, Georg Mayr. Il numero uno dell'associazione dei contadini non è mai stato favorevole all'aeroporto e anche all'interno del forum di mediazione si è opposto alll'ampliamento dello scalo. «Non credo che il nostro turismo dipenda dall'aeroporto comunque se non ci sarà l'allungamento della pista per quanto mi riguarda la discussione è chiusa. L'hangar? Lo facciano pure è una struttura necessaria che non ha impatto sull'ambiente».
I comitati che hanno promosso il referendum però rimangono fermamente contrari al progetto di Rosa Thaler e non sono disposti a digerire nemmeno la costruzione dell'hangar. «Bisognerebbe discutere di smantellamento e non di nuovi lavori » dicono chiaramente i militanti del Gruppo ambiente di Bolzano.
Piccola nota di colore: giovedì sera non tutti i membri della delegazione Svp che hanno incontrato Prodi hanno trovato posto in aereo. Il senatore Oskar Peterlini è dovuto atterrare a Verona. Durnwalder gli lancia una frecciata al vetriolo: «È lui che si è sempre opposto all'aeroporto, se avessimo velivoli più grandi non ci sarebbero di questi problemi ».
Marco Angelucci

Dal diario di un cacciatore di firme

 firmaOggi giorno di raccolta firme per il referendum su una nuova proposta di democrazia diretta e sull' ampliamento dell’ aeroporto. Davanti a Theiner, Bolzano.  Ore 9.00. La gente ha fretta, soprattutto “massaie” con le mani piene di borse. Difficile approcciare al volo un discorso sulla democrazia diretta, più semplice per  l’aeroporto: certamente un problema conosciuto. La gente comprende. Difficile sintetizzare tante cose in una frase: “ raccogliamo firme per raggiungere un quorum per fare un referendum e dare il diritto ai cittadini di decidere  su questioni importanti come la democrazia diretta e l’ampliamento dell’aeroporto. Noi siamo per una democrazia più forte, dove i cittadini possano partecipare direttamente alle scelte importanti, proporre essi stessi delle soluzioni e bocciare quelle dei politici. La democrazia rappresentativa è in crisi, basta confrontare i programmi elettorali e quello che poi viene in effetti mantenuto, ci chiamano una volta ogni 5 anni, ci fanno mettere una croce e arrivederci e nel mezzo ci riempiono di grandi opere e di stravolgimenti della nostra esistenza. L’aeroporto è una di queste, come l’inceneritore, il BBT e altro, un aeroporto inutile, utilizzato pochissimo dalla gente comune, costoso, pagato dai cittadini tutti i giorni con le tasse e che toglie risorse ad altri ambiti importanti della società : la scuola  o la sanità per esempio” Tutto questo sintetizzato in: “ volete firmare contro l’aeroporto?”

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“ Non si può riempire un secchio pieno di buchi….”

 Mentre i voli dell’ Air Alps mettono in conto l’ennesimo inconveniente ( passeggeri costretti a passare la notte a Verona, ritardo all’arrivo di 15 ore) continua con sempre maggior successo e con entusiasmo la raccolta delle firme per il referendum sull' ampliamento dell’ aeroporto e per una nuova legge di democrazia diretta che faciliti l' uso dello strumento referendario.

Siamo alla stretta finale e le iniziative si moltiplicano, come quella che pubblichiamo sotto.

omnibusMentre l’ Alpenverein ( 50.000 iscritti in Alto Adige ) ribadisce la sua contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto,” I soldi - secondo Vonmetz - potrebbero essere spesi meglio, se investiti nella tassa sul nonno, ovvero per i cittadini non autosufficienti“, i fautori dell’ampliamento, l’avvocato Brandstaetter in primis ( nel Cda dell’ Alpen Air la società che controlla Air Alps)  si affannano a giustificare le diverse peripezie dei costosissimi e poco  affidabili aerei della compagnia, invocando per ogni problema la stessa soluzione: “ l’ampliamento dell’ aeroporto di Bolzano”.

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Per proteggere il clima

Sueddeutsche.de 4.03.2007 

Vacanze a casa propria, nel proprio Paese, invece che ai tropici:  così politici tedeschi di vari partiti cercano di convincere i cittadini a volare di meno in giro per il mondo con gli aerei e ad andare in vacanza nel proprio Paese, come contributo dei singoli contro la catastrofe climatica annunciata. Martedì 6 marzo a Berlino esperti di turismo si incontreranno alla Fiera mondiale ITB: quest’anno il tema è l’India come meta di viaggi turistici. Questi viaggi esotici attualmente stanno sulla lista delle cose-da-non-fare dei politici. Il ministro per l’Ambiente Sigmar Gabriel (SPD) e la presidente della frazione dei Verdi Renate Künast si esprimono in favore di una tassa volontaria da pagare in caso di spostamenti indispensabili in aereo. Con tali proventi verrebbero finanziati progetti per difendere il clima. “Rinunciare ai viaggi aerei è un buon modo per contribuire a salvare il clima” ha affermato il presidente della frazione della SPD, Ulrich Kelber, in un’intervista al periodico Bild am Sonntag.Il ministro per l’Ambiente dello Stato di Baviera Werner Schnappauf (CSU) ha chiesto un cambiamento nello stile di vita. Per esempio, di imparare di nuovo ad apprezzare le qualità dei luoghi vicini. La Baviera si offre ovviamente a disposizione di coloro che cercano riposo e ricreazione. Anche la presidente della frazione dei Verdi Künast si è espressa in modo favorevole a una scelta della meta delle vacanze più attenta e consapevole verso la questione climatica. “Dovremmo sempre essere esattamente consapevoli di che cosa stiamo facendo e pensare che anche in Germania ci sono delle regioni belle per andarci in vacanza”. Chi deve volare a tutti i costi, dovrebbe auto-tassarsi: coi proventi potrebbero essere finanziati progetti per bilanciare le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Anche il ministro federale per l’Ambiente Gabriel ha chiesto di introdurre una “offerta spontanea” del genere per chi vola. “Non sempre è possibile rinunciare a volare. Ma ciascuno di noi può fare la propria parte per far sì che i danni siano in qualche modo controbilanciati” ha affermato Gabriel. Tramite l’organizzazione “Atmosfair” i passeggeri con offerte libere possono contribuire a compensare le emissioni di gas serra che contribuiscono a causare. Gabriel ha affermato che la Presidenza tedesca del Consiglio europeo si impegnerà affinché il traffico aereo sia compreso nel commercio delle emissioni. Il ministro degli interni della Baviera Günther Beckstein (CSU) ha affermato invece: “Ma rinunciare ai viaggi aerei non basterà per risolvere il problema mondiale del clima”. La Germiania ha il compito di provvedere tramite le tecnologie avanzate, la ricerca e lo sviluppo, a ridurre il consumo di energia e a introdurre nuovi mezzi di trasporto a scarsa nocività. Il settore del turismo deve cambiare Il  Direttore della Fiera mondiale ITB, Martin Buck, si aspetta che i viaggiatori delle vacanze, per difendere il clima, rinuncino sempre di più ai voli aerei e che invece cresca il turismo in germania: “In pochi anni fra ampie fasce della popolazione non sarà più chic impestare il mondo con troppa CO2 durante le proprie vacanze.”L’esperto di turismo e clima dell’Istituto di Postdam per la Ricerca sul Clima, Manfred Stock, ha dichiarato che i pianificatori di turismo vacanziero devono perciò pensare bene a dove costruire gli alberghi in futuro. I Verdi secondo la loro esponente Künast chiedono inoltre l’introduzione di una tassa europea sul carburante aereo. “Volare a costo di un taxi è possibile solo finché le linee aeree non pagano le tasse sul carburante, mentre invece le ferrovie, che sono più compatibili, lo fanno”, ha affermato Künast. E il presidente dell’Ufficio Federale per l’Ambiente, Andreas Troge, ha fatto i conti: “Chi fa un viaggio con l’aereo verso il Sud-Est asiatico dovrebbe sapere che nel farlo si producono più di sei tonnellate di anidride carbonica a testa.” Un viaggiatore che usa il treno, che viaggia da Berlino al Mare dell’Est e ritorno, causa invece la formazione di soli 35 kg di anidride carbonica. (traduzione di Anna Schgraffer) 

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Stop consumo territorio

Stop al Consumo di Territorio