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AEROPORTO

Non possiamo continuare a permetterci voli low cost

Anche per questo: un chiaro no all’ ampliamento dell’aeroporto

 Era proprio ora che aprisse il dibattito sui danni climatici causati dal traffico aereo. Il carburante aereo deve venire tassato a livello europeo e i costi ecologici dei voli devono riversarsi sui biglietti aerei. L’Alto Adige può dare il suo contributo rifiutando qualsiasi sovvenzione provinciale all’ ampliamento dell’ aeroporto. Recentemente i ministri dell’ambiente di Austria e Germania hanno preteso di far valere la verità dei costi anche per i voli aerei. Al momento il cherosene degli aerei non viene tassato. I Verdi europei già da anni parlano di concorrenza falsata. Non possiamo continuare ad accettare che un volo p.es da Bolzano a Vienna costi la metà dell’equivalente viaggio in treno, nonostante produca un quantitativo enorme di emissioni dannose in più. Questa politica dei prezzi assolutamente falsata ha fatto sì che il traffico aereo negli ultimi 15 anni sia più che raddoppiato, mentre la ferrovia, molto più ecologica, deve lottare per sopravvivere. Il ministro dell’ambiente tedesco si è anche appellato ai politici, chiedendo di autolimitarsi nei voli e fungere così da buon esempio. Anche dai parlamentari locali si potrebbe pretendere di prendere il treno notturno per Roma anziché i voli diretti. Ciò sarebbe non solo più ecologico, ma anche più comodo, visto che i treni, a differenza dei voli, non saltano quasi mai. Il contributo locale decisivo alla protezione del clima dipende comunque dalla scelta se ampliare o meno l’aeroporto. Nel caso dovessero confluire altri milioni di euro di soldi pubblici nel traffico aereo regionale, si abbasserebbero in modo artificioso i costi dei voli, aumentando così gli impatti ambientali. Essendo la Provincia membro dell’alleanza per il clima, farebbe bene a rinunciare all’ampliamento e ad investire i soldi così risparmiati nell’ammodernamento delle ferrovie. Bolzano, 07.03.2007 Franco Bernard, portavoce provinciale dei Verdi-Grüne-Vërc

Non solo turismo

A guardar bene la situazione che riguarda l’attuale questione aeroporto di Bolzano, volendo giudicare dai fatti, c’è da chiedersi se vale davvero la pena per questa Giunta provinciale, nel suo ultimo anno di mandato, sostenere un così seccante e fastidioso confronto con l’avversione degli abitanti, nonché contribuenti, per il controverso progetto. Non bisogna dimenticare che alla prima votazione in Consiglio provinciale, la Giunta risultò spaccata in due metà: laddove il LH si è sempre fatto vanto e fiore all’occhiello dell’unanimità e collegialità delle deliberazioni. Stavolta, niente: conflitto.  Ricapitoliamo, e quindi veniamo al dunque.

Dall’inizio ci è stato detto che il progetto di potenziamento: 1) non si sarebbe fatto; 2) si sarebbe fatto, eccome, ma con il senso di mettere a disposizione dell’industria turistica una nuova redditizia fonte di presenze paganti. E cioè alcune centinaia di migliaia all’anno, per un territorio provinciale che sta collocato nell’ecosistema alpino e che va certamente incontro – come tutto il resto del mondo – a una crisi della neve e del clima. E quindi a incerti quanto necessariamente profondi mutamenti dell’assetto economico-produttivo.Giustamente il presidente del Consiglio provinciale Dello Sbarba – insieme a molti altri – ha messo in risalto la necessità di volgersi a un tipo di sviluppo turistico più consono al delicato territorio e alla delicata situazione ambientale, auspicando un andamento più dolce, più lento, più profondo… . Non tutti la pensano così, anzi il presidente si è attirato feroci quanto superficiali critiche dal “settore” opposto, che lo accusano di essere troppo intimo del pensiero di Alex Langer. A proposito, poi sono state chiamate in causa, una volta tanto, la cultura e l’università, che a detta di esponenti degli imprenditori (non certo a detta della cultura!) avrebbero bisogno urgente di maggior movimento di voli sopra le loro pensanti teste e di poter ricevere qualche migliaio di professori all’anno, come scrisse qualcuno, dall’Islanda per esempio.

Realisticamente parlando, pensiamo davvero che il potenziamento della struttura sia voluto guardando anche all’università e alla cultura? Sarebbe un interessante passo avanti del tutto inedito per una classe imprenditoriale che ha sempre guardato prosaicamente al sodo. Pensiamo che tanta caparbia tenacia nel mantenere in piedi un progetto che fa acqua (o meglio, emissioni di gas serra!!) da tutte le parti, possa ragionevolmente ricavare la sua spinta, la sua motivazione, anche da un proposito più venale. E’ un’ipotesi, ma ci piacerebbe che fosse messa alla verifica. E’ legittima, altrettanto almeno quanto è legittimo dire che il presidente Dello Sbarba è un nostalgico di Langer. E infine: sarebbe nell’interesse di tutti, se su questa ipotesi venisse fatta pubblicamente chiarezza.

L’ipotesi è che anche il trasporto di merci, ossia l’arrivo e il decollo di voli cargo, possa entrare nelle future occasioni di utilizzo di un aeroporto più grande. Dopotutto, il trasporto merci è un settore che non è mai stanco di espandersi, e i nostri imprenditori nel settore sono notoriamente bravi e lungimiranti (per il loro affari). Diciamo così, il tempo di ampliare e attrezzare l’aeroporto, di stabilire i necessari legami commerciali.Ipotesi fantasiosa. Si potrebbe verificare? Se volare a tutti i costi dev’essere il diktat, è permesso volare un po’ anche con la fantasia? 

Per il WWF Bolzano

Anna Schgraffer 

13/02/07

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Venerdì 16.02.2007 si è svolta a Bolzano una manifestazione contro l’ampliamento dell’aeroporto Dolomiti di Bolzano. Buona la partecipazione con più di 200 persone che hanno sfilato per le vie del centro e applaudito con passione gli interventi degli organizzatori e dei cittadini in piazza del Grano.

Dopo la grande protesta di Novembre, la Provincia era riuscita a smorzare e a dividere gli oppositori all’ampliamento dell’aeroporto con la proposta di una mediazione. Proposta che si è mostrata ben presto per quello che doveva essere: un modo di prendere tempo per una decisione che di fatto Durnwalder continua a sostenere essere già stata presa.

La  manifestazione ha ribadito l’inutilità  di ampliare l' aeroporto, il costo che i cittadini  debbono sostenere per sanare una struttura sempre in deficit e che solo pochi utilizzano, ad eccezione di  politici e imprenditori.

Il traffico aereo rappresenta una fonte di inquinamento dell’aria oltrechè di inquinamento da rumore. Inoltre rappresenta una delle fonti di immissione di Co2 nell’atmosfera, CO2 che è una delle più importanti cause dell’effetto serra, motivo dell’attuale ed evidente a tutti, riscaldamento della terra, con tutte le conseguenze : cambio stagioni, modificazioni dei comportamenti animali, alterazioni delle coltivazioni, riduzione dei ghiacciai, desertificazione, riduzione delle precipitazioni.

L’inquinamento dell’aria da parte del traffico aereo va a pesare su una zona già fortemente colpita da altre fonti di nocività: l’inceneritore di rifiuti, l’autostrada, traffico urbano, i fumi della zona industriale, il cui impatto complessivo non è mai stato calcolato.

Riteniamo che l’attuale ricettività turistica sia più che sufficiente e già oltre uno sviluppo del turismo compatibile con l’ambiente e che non ci sia alcun bisogno di incrementare la quota di arrivi, amesso che ciò si verificherebbe aumentando il numero di aerei.

Senz’altro non ha bisogno di aerei e di kerosene la cultura, che non di spostamenti veloci ha bisogno, ma di incontri “lenti, soavi e profondi”.

Attualmente un incremento e un potenziamento della linea ferroviaria che colleghi Bolzano con Verona e con Innsbruck e  Monaco sarebbe sufficiente a favorire gli spostamenti dei cittadini dell’Alto Adige.

Ora,rotti gli indugi, la strada è quella che va verso il referendum popolare, che porti finalmente i cittadini ad esprimere la loro posizione nei confronti dell’ampliamento dell’aeroporto.

Un impegno che inizierà i primi giorni di marzo, con l' avvio della raccolta di firme per proporre il referendum.

Sarà la forza di questa protesta e la capacità di mobilitare i cittadini che determinerà la nostra capacità di incidere sulle decisioni della Provincia.

 Claudio Vedovelli  Ambiente e Salute

Allungamento dell' aeroporto di Bolzano

Intervista rilasciata da Anna Schgraffer del WWF al giornale Tageszeitung sul tema MEDIAZIONE provinciale sull' Allungamento dell' aeroporto 
1) A seguito dell'intervista della vice-presidente del Consiglio Rosa Thaler nella Tageszeitung Lei ha deciso di rivolgersi all'opinione pubblica. Perchè?
Il WWF Bolzano ha ritenuto necessario rispondere alle affermazioni della signora vice-presidente del Consiglio sul tema aeroporto e potenziamento dei voli  perché quelle affermazioni richiamano in causa una considerevole parte della cittadinanza, noi compresi, che probabilmente in questo caso invece non si sente rappresentata affatto.
 2) Lei vede l'operazione "mediazione" con un occhio critico. Perchè?
La vice-presidente sostiene che le critiche non siano giustificate. Noi abbiamo seguito attivamente la vicenda fin dall'epoca del primo ampliamento,  e già allora avevamo previsto che ne sarebbe stato preteso un secondo. A questo punto una buona parte della popolazione ha cercato di esprimere il proprio dissenso, con i mezzi possibili. Anche con una manifestazione molto pacifica davanti al Palazzo provinciale. Si è creata una frattura. Secondo noi la mediazione è stata concepita come una trovata ("una novità", è vero, ma con quali basi giuridiche?) per districare una lite fra gruppi di interesse, cioè fra lobby diverse. Fra l'altro, con presupposti confusi. Ma noi pensiamo invece che si tratti di una questione politica estesa, che non riguarda solo alcune lobby o correnti, e come tale ci si aspettava che venisse affrontata.
3) La questione dell'ampliamento dell'aereoporto avrebbe dovuta essere affrontata diversamente da parte della politica?
Secondo noi non si tratta solo di una questione fra gruppi di interesse in concorrenza fra loro, men che meno all'interno del "solito" partito. Si tratta di una questione politica estesa e complessa e come tale ci si aspettava che venisse affrontata. L'operazione "mediazione" avrebbe avuto senso solo in un altro contesto e con altre condizioni.

4) Cosa dice del fatto che il mediatore Falk non abbia parlato con rappresentanti di associazioni ambientaliste italiane?
In Suedtirol/Alto Adige esistono delle associazioni ambientaliste che non fanno parte - per motivi storici - del Dachverband fuer Natur-und Umweltschutz in quanto i soci sono perlopiù di lingua italiana. Tali associazioni sono state ignorate sia dal mediatore Falk sia dai suoi committenti. Interpellato su questo, il dr. Falk è caduto dalle nuvole ("verwundert") ma poi ha aggiunto che "non aveva avuto tempo". Tuttora le informazioni di prima mano in italiano sull'operato del mediatore non sono sufficienti. E questo non ci sembra un buon avvio, per una realtà come la nostra. E a buon diritto anche i ladini.....

5) Rosa Thaler sostiene che la maggioranza degli italiani in Alto Adige è a favore dell'ampliamento. È daccordo con questa affermazione?
Non posso essere né d'accordo né contraria. Sono invece dell'idea che in questa nostra terra esistano per fortuna molte più teste pensanti (in tedesco e/o in altre lingue) e più soggetti attivi di quanto riesca a indovinare la signora vice-presidente. Per di più, a conferma della sua valutazione, chiama in causa i giornali italiani, che sappiamo tutti benissimo essere giocoforza lo specchio non tanto di quel che pensa la popolazione di lingua italiana, ma di alcuni fra i gruppi di interesse presenti nella società. Ma queste lobby non esauriscono affatto la composizione della nostra intera società.

6) Anche la stampa ha ignorato i rappresentanti dei associazioni ambientaliste italiane?
Va detto che se la stampa avesse attribuito alle associazioni italiane e anche ai singoli soggetti più attivi altrettanto spazio e parola quanta ne è stata data agli uomini d'affari e ai politici, realizzando una vera par condicio nel seguire la vicenda, avremmo avuto un quadro più realistico di come stanno le cose.

7) Preferirebbe un referendum al posto della mediazione?
Se si sente il bisogno di sapere realmente come la pensa la maggior parte della popolazione, in un caso così controverso e ricco di implicazioni, l'unico modo è quello di interpellare gli elettori con un regolare referendum. In questo modo a tutti è dato di potersi fare un'idea e di esprimerla dignitosamente. E questa è stata infatti la risposta costruttiva offerta dal Dachverband. In modo altrettanto costruttivo, ci aspettiamo che la Giunta provinciale lasci aperte le decisioni fino alla consultazione. Il tempo necessario potrebbe essere inferiore a quanto si presume, e in ogni caso non è detto che la questione debba essere chiusa con l'estrema rapidità voluta insistentemente, lo ricordiamo, solo da una delle lobby in causa.
Il WWF Bolzano ha ritenuto necessario rispondere alle affermazioni della signora vice-presidente del Consiglio sul tema aeroporto e potenziamento dei voli  perché quelle affermazioni richiamano in causa una considerevole parte della cittadinanza, noi compresi, che probabilmente in questo caso invece non si sente rappresentata affatto.
 

"la faccia irresponsabile del capitalismo"

Il ministro dell'Ambiente si scaglia contro la compagnia aerea low cost
"E' la faccia irresponsabile del capitalismo". La replica: "Accuse sciocche e infondate"

Inquinamento, in Gran Bretagna
è scontro tra il governo e Ryanair

 
LONDRA - Duro scontro tra il ministro britannico dell'Ambiente Ian Pearson e la maggiore compagnia aerea low cost europea, Ryanair. Accusandola di essere venuta meno all'impegno di tagliare le emissioni di anidride carbonica, Pearson ha definito Ryanair "la faccia irresponsabile del capitalismo". L'amministratore delegato della compagnia aerea, Michael O'Leary, ha replicato sostenendo che le dichiarazioni del ministro sono "sciocche e senza fondamento".

Ma anche British Airways, le compagnie aeree statunitensi e la tedesca Lufthansa sono sotto accusa: Pearson sostiene sul Guardian che le emissioni di gas inquinante da parte degli aerei siano una forte minaccia al piano del governo britannico di ridurre le emissioni del 60 per cento entro il 2050.

Pearson ha chiesto all'Unione Europea di inserire entro il 2011 il traporto aereo nel sistema comunitario dello scambio delle quote di emissione dei gas responsabili del cosiddetto "effetto serra", sistema che Ryanair ha definito come "l'ennesima tassa" che farà lievitare il costo dei biglietti, danneggiando pertanto in modo particolare le compagnie aeree a basso costo.

Atteggiamento che il ministro britannico ha bollato come irresponsabile: "Quando si tratta di cambiamenti climatici, Ryanair non solo è il volto inaccettabile, ma anche quello irresponsabile del capitalismo. O'Leary sembra essere orgolgioso di rifiutare il concetto che i cambiamenti climatici siano un problema reale".

Ma l'amministratore delegato di Ryanair ha replicato ricordando che "il recente Rapporto Stern ha confermato che l'industria aerea è responsabile soltanto dell'1,6 per cento delle emissioni di gas nocivi. Le linee aeree non sono nè la causa, nè la soluzione del problema".

E infine O'Leary ha ricordato che Ryanair ha speso oltre 10 miliardi di dollari per comprare jet che consumano meno, riducendo le emissioni del 50 per cento e diventando così l'aerolinea "più verde" d'Europa.

(5 gennaio 2007

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