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MOBILITA' URBANA

là dove c'era l' erba...

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Chi corre, chi parla e chi sta fermo

livingstone.jpgKen Livingstone, sindaco di Londra, è notoriamente un taciturno: non canta, non si mette in costume da indiano, non si tuffa in piscina, non fa la jena, non gioca a calcio, non fa i festini con l’ artioli, non canta con morandi, non parla molto, però quello che promette lo mantiene. Nonostante dovesse fronteggiare le resistenze di molti cittadini, commercianti in primis, durante l' elezioni di qualche anno fa promise che avrebbe chiuso Londra alle auto. Promessa mantenuta. Ora ci stupisce per un'altra misura a favore della viabilità e contro l’inquinamento atmosferico: l’aumento delle tasse di circolazione per i suv.

I suv, i cosiddetti fuoristrada, come ci ha raccontato l’ing. Valentini nella conferenza del 12 febbraio alla Lub, a causa della loro massa e del loro peso e della loro potenza sono le auto a maggior emissione di co2 soprattutto a livello urbano. Un assurdo spinto solo dall’ ingordigia delle case automobilistiche e  dall’ ignoranza di quei cittadini che credono ancora che l’importante sia “averlo più grosso”.

L' ing. Valentini ci ha invece spiegato, durante la conferenza all' Università, che il futuro della circolazione automobilistica urbana saranno auto piccole, leggere e soprattutto elettriche. Una viabilita’ futura sulla quale però pesano molte incognite e nella quale certamente il mezzo fondamentale sarà la bicicletta. Bisognerà trovare il modo di far viaggiare bene i servizi pubblici ( siano autobus, possibilmente elettrici o minimetro), ma dove anche gli spostamento dovranno essere ridotti, si dovrà in sintesi, cominciare a pensare di modificare i nostri stili di vita. Guardando quello che sta facendo il nostro assessore alla viabilità Ladinser, assente chiaramente mano_traffico.jpgalla conferenza sulla viabilità, crediamo che tutti i pozzi petroliferi della terra potranno prosciugarsi prima che un solo provvedimento di riduzione della circolazione urbana di auto venga da lui intrapreso.   Claudio Vedovelli

Il sindaco in corsa per ottenere il terzo mandato  Londra, 34 euro al giorno per i Suv

La proposta di Livingstone: «I soldi serviranno a promuovere l'uso di biciclette e a ridurre le emissioni»LONDRA - Venticinque sterline al giorno (circa 33,6 euro) per circolare nel centro di Londra. È la tassa, annunciata dal sindaco Ken Livingstone, che sarà applicata ai proprietari di Suv e delle auto altamente inquinanti (quelle cioè che producono oltre 225 grammi di biossido di carbonio per chilometro). Il progetto (di cui parlano, tra gli altri, il Times e la Bbc) dovrebbe scattare dal prossimo ottobre. Il primo cittadino della capitale britannica ha ammesso che la misura avrà un impatto limitato sulle emissioni, ma ha detto che il segnale sullo stile di vita e altre iniziative, come il riciclaggio e le normative per la costruzione di nuovi edifici, aiuteranno Londra a diminuire le emissioni di circa il 60% entro il 2025.

PER LE BICI - Il sindaco, in corsa per ottenere a maggio un terzo mandato, ha spiegato che il nuovo schema consentirà di rastrellare da 30-50 milioni di sterline l'anno e di coprire la gran parte dei costi di un'iniziativa legata all'uso delle biciclette che presenterà lunedì prossimo, e che consentirà tra l'altro il noleggio di due ruote nel centro cittadino sull'esempio di quel che accade a Parigi. Gli ambientalisti hanno accolto positivamente la mossa di Londra, ma hanno detto che occorre fare molto di più. «Ora sappiamo che affrontiamo una situazione di emergenza sulla Terra che ci chiede di ridurre molto rapidamente le emissioni di biossido di carbonio», ha spiegato Tony Juniper, dell'associazione "Friends of the Earth" (Amici della Terra). Mentre non sono affatto contente le associazioni automobilistiche: «Salutiamo gli incentivi per auto più pulite, più verdi. Ma le famiglie più numerose che fanno poche miglia saranno colpite pesantemente da questa nuova tassa», ha detto Edmund King, presidente dell'Automobile Association (Associazione dell'Auto).

12 febbraio 2008  

 articolo di repubblica

 

bolzano soffoca

MARTEDÌ, 18 SETTEMBRE 2007
 
Pagina 14 - Cronaca
 
di Antonella Mattioli
 
«Misure antismog sull’A22: tutto fermo»
 
Il grido d’allarme di Minach: «Inquinamento, dati preoccupanti»
 
 

Il direttore dell’Agenzia ambiente: «Servono scelte coraggiose: divieti notturni per i tir e limiti di velocità»

 

 BOLZANO. «I dati sul biossido di azoto prodotto dal traffico sull’A22 sono preoccupanti, ma non c’è la volontà di cambiare le cose. Gli autotrasportatori non vogliono sentir parlare di limitazioni e a livello politico, pur riconoscendo che il problema esiste, si temporeggia. In una parola: nulla si muove». A lanciare il grido d’allarme è Luigi Minach, direttore dell’Agenzia per l’ambiente, che ha predisposto un Piano pluriennale, che ora rischia di rimanere sulla carta.
 La delusione è forte perché, quando un anno fa Minach era riuscito a far attuare il blocco di euro 0 ed euro 1 sull’A22 dal Brennero a Modena dal 10 gennaio al 10 aprile, aveva sperato davvero che fosse l’inizio di una nuova “era” e che anche il resto d’Italia si sarebbe presto mosso nella direzione indicata per primo dal Trentino-Alto Adige. Illusione. Tutti ne hanno parlato, nessuno si è mosso. «E ciò che mi preoccupa di più - ammette Minach - è che non so quali delle misure previste dal Piano pluriennale per l’autostrada verranno recepite dalle Province di Bolzano e Trento».
 Minach parte da un dato preoccupante: il biossido di azoto, sostanza cancerogena, che in base alle normative non dovrebbe superare i 40 microgrammi a metro cubo sull’intera asse stradale, quindi da Brennero a Modena, è 70, ovvero quasi il doppio. La cosa deve preoccupare tutti e in particolare Bolzano, visto che il capoluogo è attraversato dall’arteria.
 Il Piano dell’Agenzia per l’ambiente prevede una cura progressiva, vista che quella più forte, come la gravità del paziente richiederebbe, non passerebbe mai. «Stabilito che - spiega il direttore - il divieto di transito dei tir euro 0 ed euro 1, ovvero più inquinanti, imposto da gennaio ad aprile non ha prodotto alcun risultato - come per altro prevedibile ma doveva essere l’inizio di una nuova stagione - proponiamo, a partire dal prossimo autunno-inverno, di estenderlo su 12 mesi all’anno e non solo ai camion in transito, ma anche ai locali». Altre proposte contenute nel Piano: stop ai camion euro 2, dalle 20 alle 5, come in Tirolo. Limitazione della velocità a 110 su tutta l’A22 e non solo nel tratto Brennero-Bolzano e per tutti i veicoli. Aumento progressivo del pedaggio a secondo del grado di inquinamento dei mezzi.
 «Entro ottobre - dice un Minach molto deluso - assieme a Trento dovremo presentare il Piano di misure a Roma, ma non mi faccio troppe illusioni. Lo ripeto, non c’è la volontà di porre dei limiti e si spera nell’aiuto del tempo e della provvidenza».

MARTEDÌ, 18 SETTEMBRE 2007
 
 
Pagina 14 - Cronaca
 
SENZA CIRCONVALLAZIONE
 
MARTEDÌ, 18 SETTEMBRE 2007
 
 
Pagina 1 - Prima Pagina
 
Denuncia di Minach
 
«I tir vanno la politica sta ferma»
 
IL TRAFFICO
 

 BOLZANO. «Il biossido di azoto sull’A22 preoccupa, ma non c’è la volontà di cambiare le cose. A livello politico si temporeggia e i tir vanno. In una parola: nulla si muove». Così Minach, direttore dell’Agenzia ambiente.
 

dieci anni di me-bo

Sulla Tageszeitung del 3 agosto, c'è un articolo con la notizia che "la Me-Bo festeggia il suo decimo compleanno".
Il giornale dice che ormai al giorno d'oggi nessuno può più immaginarsi di farne a meno. Esattamente come affermò il Presidente della Giunta poco tempo fa, intervenendo sulla questione aeroporto.
Naturalmente l'articolo riporta il ricordo di quella che fu la (dura) lotta di opposizione alla costruzione della Me-Bo a 4 corsie sull'argine da parte dei "soliti" ambientalisti contro-tutto. E' riportata "correct" anche la voce di Cristina Kury che rammenta come gli oppositori non fossero anti-mebo tout court, ma volessero in realtà un progetto diverso, a due corsie e sotto l'argine del fiume (in modo da prevenire eventuali rovesciamenti di sostanze nocive nell'acqua dell'Adige in caso di incidente).
Dall'insieme dell'articolo comunque risulta che la lotta per una mebo più piccola fu in sostanza una lotta anti-mebo, per niente lungimirante e ispirata solo dalla paura del nuovo e del progresso, e in definitiva adesso si vede, a cose fatte, chi aveva ragione e chi no. Vorrei aggiungere che di solito la storia la scrivono i vincitori e nel fare la storia volentieri si dimenticano alcune persone o alcuni fatti che non collimano esattamente con la versione delle cose che deve appunto...dare ragione ai vincitori. Dal momento che sono un membro del gruppo dei perdenti - diciamo che ero...ehmmm...una ragazzina un po' idealista all'epoca - mi vorrei prendere la magra consolazione di ricordare che a quel tempo già si parlava di riscaldamento globale, di necessità di dare incremento ai trasporti pubblici e non al traffico privato individuale, di metropolitana di superficie ad alta frequenza di partenze e corse anche notturne, di problema costituito dal fatto che il sistema complessivo del trasporto su gomma viene rafforzato costruendo infrastrutture più capienti, e alcune altre cose, che sicuramente non hanno fatto cambiare idea ai decisori, non hanno reso vincenti i perdenti, ma non per questo sono da dimenticare.
Quando eravamo impegnati nella lotta per "meno mebo", non ci siamo stancati di spiegare che erano le due corsie che volevamo, che pensavamo alla necessità di prevedere pensando globalmente un futuro meno inquinato,  meno automobilistico e meno basato sul petrolio, di provare a dare una chance a un sistema dei trasporti diverso, che lasciasse più libertà alla gente di scegliere fra il trasporto pubblico e quello privato, magari rendendo un pochino più attraente quello pubblico....
Lottare per "meno mebo" voleva dire sapere già allora che comunque nell'insieme il traffico auto sarebbe enormemente aumentato, gli incidenti nell'insieme sarebbero aumentati, il terreno sigillato dall'asfalto nell'insieme sarebbe aumentato, il riscaldamento globale sarebbe stato favorito.
Adesso c'è chi dice, riferendosi alla bella superstrada: "Mai più senza". Vorrei ricordare, però - e questo non farà piacere, ma va detto -  che queste cose le può dire solo chi è ancora qui. E chi può ancora dire qualcosa, parlare. Al giorno d'oggi per esempio la scienza ha ammesso che gli scarichi del traffico possono essere causa diretta di infarto cardiaco.  Nessuna delle persone "colpite e/o affondate" dalle conseguenze dirette e indirette dell'imposizione di un sistema del traffico come questo potrà andare dai giornalisti e smentire il loro giubilo.
Nessuna delle vittime dell'aumentato numero di incidenti andrà a dire "era meglio se ampliavano il trasporto pubblico".
Nessuno di coloro che hanno perso la salute o la vita propria o di un familiare andrà a testimoniare "avrei preferito farne a meno". Forse gran parte di loro nemmeno lo avranno saputo, nemmeno ne saranno stati consapevoli. Avranno pensato che ammalarsi è un destino inevitabile, un fato. E poi certe malattie non portano la "firma". Però coloro che sanno, coloro che lo sanno che cosa comporta l'aumento del traffico su gomma, quelli avrebbero il dovere di parlare, e di alzare la voce, e di dire come stanno le cose. Visto che sono ancora sani e salvi.

Anna Schgraffer

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piantate alberi, non cemento!

Qui sotto un piccolo racconto tratto dal sito di Luca Lombroso, meteorologo attento all'ambiente. Un' occasione per riportare l'allerta sulla situazione di via Weggenstein a Bolzano, dove sono iniziati gli scavi e bisogna impedire che gli stessi tocchino le radici degli alberi del parco, decretandone la morte. commissione_tutela_paesaggio

Un' occasione anche per invitare l'assessore all' urbanistica Silvano Bassetti a smetterla di lamentarsi che a Bolzano non esistono aree edificabili e a smetterla di prendere in giro la popolazione con la solita canzoncina:

mancano aree edificabili, costruiamo così poi i prezzi calano e la situazione si risolve e avanti così; nel frattempo Bolzano si sta trasformando in un cementificio a cielo aperto, dove crescono "supposte" e "triangoli"  ma pochi alberi e spariscono  quartieri e  luoghi di ritrovo rendendo la città  sempre meno vivibile.

Il Papa nel suo Discorso domenicale di ieri ha detto che la Terra è un giardino. Certamente, ma che giardino potrà mai essere se al posto degli alberi e della terra, mettiamo cemento e catrame?

Il cemento ha la febbre
dal sito di Luca Lombroso Meteorologo (19/07/2007 - 16:22) http://blog.lombroso.it/

Torno ora da una missione di “cat sitter” in famiglia e malgrado il caldo e il solleone ho preferito la bicicletta anziché l' auto con condizionatore… così, armato di un forse antiquato ma sempre preciso “termometro a fionda” acquistato in un mercatino di surplus militari ex DDR ho voluto misurare la febbre al mio paese. Dunque, vediamo un po’ lo stato di salute dell’aria, almeno per la temperatura. 

 Lungo Via Mazzini, soleggiata con scarso verde lungo alcune abitazione, rilevo 36.5°C. Quindi Viale Martire, un bel vialone alberato dove il termometro scende sia pure lievemente a 36.0°C. Eccoci al parco della Montagnola dove malgrado la radura lungo la bella ciclabile si scende a 35.5°C. Quindi cibo i gatti e lascio il termometro in una esposizione abbastanza compatibile con le norme WMO e si trova un piacevole 35°C.

            Al ritorno passo per l’assolata landa di una piazza e il termometro sale a 37°C, poi taglio per il parco pubblico, sotto grossi tigli ben ombreggiati proseguo fra lo stupore di chi mi osserva a volteggiare il termometro a fionda secondo istruzioni che scende a 34.5°C.

            Mi riprometto di andare nel parcheggio del Centro Commerciale a fare la stessa cosa, sono curioso ma temo che la febbre sia da cavallo, l’anno scorso mi azzardai e in analoga situazione l’aria sfiorava i 39°C.

            Non oso pensare a rifare la stessa misura fra 100 anni… quando un’estate come l’attuale potrebbe essere considerata “fresca” e la pianura Padana forse sarà un’unica lastra di cemento…

            Morale della storia: piantate alberi, non cemento!

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